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Cida DA 80 ANNI SOSTENIAMO TUTTI I DIRIGENTI
Da sempre ci impegniamo a far percepire al Paese quanto noi

21/10/2026

Riviviamo insieme il 12 ottobre. 🎬

Una giornata speciale per celebrare 80 anni di storia, impegno e responsabilità.

Federmanager Manageritalia CIMO Medici ANP - associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola

16/10/2026

16 Ottobre 1946 - 16 ottobre 2026
80 anni di storia, valori e impegno.

Ottant’anni di idee, passione e responsabilità, al fianco della dirigenza e del mondo del lavoro, per costruire il futuro con competenza, visione e partecipazione.

Una storia che guarda avanti, fedele ai propri valori e pronta ad affrontare le sfide di domani.

25 anni di Diario del Lavoro: quale futuro per il dialogo sociale in Italia?Il futuro del lavoro si costruisce attravers...
15/10/2026

25 anni di Diario del Lavoro: quale futuro per il dialogo sociale in Italia?

Il futuro del lavoro si costruisce attraverso il confronto, la responsabilità condivisa e la capacità di trasformare il cambiamento in un’opportunità di crescita per le persone e per il Paese.

In occasione del venticinquennale del Diario del Lavoro, il Presidente di CIDA, Stefano Cuzzilla, ha partecipato alla tavola rotonda “Il lavoro oggi”, moderata da Michel Martone, insieme ai rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali e datoriali.

Un’occasione per ribadire il valore del dialogo sociale come leva fondamentale per affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro e costruire risposte condivise alle sfide del nostro tempo.

Per CIDA, il lavoro del futuro si fonda sulla centralità delle persone, sulla valorizzazione del merito e delle competenze e sulla capacità di fare sistema. Perché governare il cambiamento significa assumersi la responsabilità di costruire, insieme, un futuro più inclusivo, competitivo e capace di generare valore per l’intera società.

Un ringraziamento al Diario del Lavoro per aver promosso un confronto che guarda oltre le trasformazioni del presente e richiama tutti gli attori del mondo del lavoro a una responsabilità comune verso il futuro.

Federmanager Manageritalia CIMO Medici ANP - associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola

Celebriamo gli ottant’anni di CIDA, una storia nata insieme alla Repubblica italiana e costruita grazie all’impegno di d...
15/10/2026

Celebriamo gli ottant’anni di CIDA, una storia nata insieme alla Repubblica italiana e costruita grazie all’impegno di donne e uomini che hanno messo competenze e professionalità al servizio del Paese. Questo anniversario non è soltanto un traguardo, ma una responsabilità verso il futuro, che ci invita a guardare al 2046 e a contribuire attivamente a determinarlo.

Credo che la forza di un Paese si fondi su tre capitali: quello economico, quello umano e quello fiduciario. La crescita economica è indispensabile, ma non basta senza competenze, fiducia e coesione sociale. Il nostro compito, come classe dirigente, è saper affrontare la complessità, prendere decisioni anche nell’incertezza e assumerci la responsabilità delle loro conseguenze.

Dobbiamo restituire fiducia al ceto medio e ai giovani, garantendo maggiore equità fiscale, stabilità previdenziale e concrete opportunità di crescita. I giovani non chiedono di abbassare le aspettative, ma di poter realizzare le proprie ambizioni attraverso il merito e il lavoro. Per questo dobbiamo ascoltarli e coinvolgerli nelle decisioni che riguardano il loro futuro.

Allo stesso tempo, dobbiamo rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano, investendo nelle competenze, nella ricerca e nell’innovazione, modernizzando la pubblica amministrazione e contribuendo a costruire un’Europa più forte. Anche nell’era dell’intelligenza artificiale, sono convinto che la tecnologia possa supportare le nostre scelte, ma non sostituire la responsabilità umana.

Con la Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità, rinnoviamo il nostro impegno attorno a cinque principi: la libertà si governa, la persona è il fine, il merito è equità, la fiducia si costruisce e il futuro si guida.

Il nostro obiettivo è trasformare l’eredità del passato in un impegno concreto per il domani. Non vogliamo semplicemente conservare ciò che abbiamo costruito, ma creare le condizioni affinché le nuove generazioni possano trovare il proprio spazio e contribuire al progresso del Paese. Perché il futuro non va soltanto previsto: va guidato, con competenza, fiducia e responsabilità.

Viva la Repubblica, Viva CIDA
Stefano Cuzzilla.

Federmanager Manageritalia ANP - associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola CIMO Medici

14/10/2026

La presenza del Presidente della Repubblica ha conferito alla celebrazione degli 80 anni di storia di CIDA un valore istituzionale straordinario, ulteriormente arricchito dalle parole del suo intervento.

Il Presidente Mattarella ha sottolineato il profondo legame tra gli ottant’anni della Repubblica e quelli di CIDA, ricordando il contributo della dirigenza alla ricostruzione del dopoguerra, alla modernizzazione del Paese e al consolidamento delle istituzioni democratiche.

Un riconoscimento importante al valore delle competenze e delle alte professionalità, ma anche alla responsabilità sociale che CIDA ha saputo assumere fin dalle sue origini, andando oltre la tutela degli interessi professionali per contribuire alla crescita e al progresso dell’intera comunità nazionale.

Parole intense e significative, che restituiscono il valore di una storia lunga ottant’anni e rinnovano l’impegno verso il futuro.

Vogliamo rivivere questo momento con un breve estratto dell’intervento.

Celebrare gli ottant’anni della nostra Confederazione alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ...
12/10/2026

Celebrare gli ottant’anni della nostra Confederazione alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato motivo di grande orgoglio per tutta la comunità CIDA.

Le sue parole hanno dato valore alla nostra storia e al contributo che dirigenti e alte professionalità offrono ogni giorno al Paese. Un riconoscimento importante, che ci incoraggia a proseguire il nostro impegno con responsabilità e fiducia.

Sono ottant’anni di conquiste, competenze e battaglie condivise, resi possibili dalle nostre dieci Federazioni e dalle persone che rappresentano, nel pubblico e nel privato, una risorsa per l’Italia.

Oggi, però, guardare alla nostra storia significa soprattutto guardare avanti. Come ha ricordato il presidente Stefano Cuzzilla, dobbiamo rafforzare la fiducia, riconoscere il merito e creare opportunità concrete per i giovani.

Per questo li abbiamo voluti accanto a noi durante le celebrazioni, perché il futuro non si costruisce senza ascoltare le nuove generazioni e coinvolgerle nelle scelte che le riguardano.

Grazie al Presidente Mattarella, alle istituzioni, alle nostre Federazioni e a tutti coloro che hanno condiviso con noi questo anniversario.

80 anni di storia, una comunità di competenze, un impegno che continua.

Federmanager Manageritalia CIMO Medici ANP - associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola

-3 | 1946-202680 anni non sono una ricorrenza, sono una soglia.Nel 1946 nasceva la Repubblica Italiana, nello stesso ann...
09/10/2026

-3 | 1946-2026

80 anni non sono una ricorrenza, sono una soglia.

Nel 1946 nasceva la Repubblica Italiana, nello stesso anno nasceva CIDA.

Due storie che si intrecciano da ottant’anni, attraversando le trasformazioni del Paese e contribuendo al suo sviluppo.

Nel 2026, questo anniversario diventa l’occasione per guardare avanti: alle sfide che ci attendono, alle responsabilità della dirigenza e al ruolo delle competenze nella costruzione del futuro.

Lunedì 12 ottobre celebreremo questo anniversario alla presenza del Presidente della Repubblica, per aprire una nuova stagione di impegno, competenza e visione, verso il centenario del 2046.

L'evento verrà trasmesso in streaming su cida.it



Federmanager Manageritalia ANP - associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola CIMO Medici

Dalla riflessione alle proposte.Dopo il confronto sulla sostenibilità del nostro sistema fiscale e di welfare, il punto ...
02/10/2026

Dalla riflessione alle proposte.

Dopo il confronto sulla sostenibilità del nostro sistema fiscale e di welfare, il punto è capire come rendere più efficaci le risorse che già vengono mobilitate.

Non serve alimentare il dualismo tra “ricchi” e “poveri”. Serve un sistema capace di distinguere con maggiore precisione le situazioni di reale bisogno e di indirizzare gli interventi dove sono più necessari.

Per CIDA, questo significa innanzitutto riportare l’ISEE alla sua funzione originaria, rafforzando controlli e verifiche, e costruire una banca dati unica dell’assistenza che permetta di sapere chi riceve cosa e di evitare sovrapposizioni, inefficienze e utilizzi impropri delle prestazioni.

Ma significa anche intervenire sul lato fiscale: il contrasto all’evasione deve essere strutturale e, per quanto possibile, tradursi in una riduzione del carico su chi lavora e dichiara integralmente il proprio reddito.

L’obiettivo non è ridurre la solidarietà, ma renderla più mirata, più trasparente e più efficace.

Un welfare responsabile protegge le fragilità, ma deve anche favorire lavoro, autonomia e crescita. È da questo equilibrio tra solidarietà ed equità che può nascere un nuovo patto tra fisco, welfare e cittadini.

Federmanager Manageritalia CIMO Medici ANP - associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola Itinerari Previdenziali

C’è un dato che, più di altri, aiuta a capire quanto sia particolare la struttura fiscale e sociale del nostro Paese.Sec...
25/09/2026

C’è un dato che, più di altri, aiuta a capire quanto sia particolare la struttura fiscale e sociale del nostro Paese.

Secondo l’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato oggi al CNEL nel corso delle celebrazioni per l’80° anniversario CIDA, nel 2024 sono stati dichiarati 1.076 miliardi di euro di redditi, da cui sono derivati 216,24 miliardi di gettito IRPEF al netto del TIR.

Il numero dei dichiaranti e dei versanti è aumentato, ma il peso dell’IRPEF continua a concentrarsi in modo molto marcato su una parte relativamente ristretta dei contribuenti.

Gli 8 milioni di persone che dichiarano almeno 35 mila euro lordi l’anno versano infatti circa il 65% dell’intera imposta sui redditi delle persone fisiche.

Otto milioni possono sembrare un numero enorme, ma corrispondono a una popolazione pari a circa l’80% di quella della Lombardia.

Ma è l’altro dato a colpire ancora di più. Sono 24,8 milioni le persone che non risultano dichiarare redditi ai fini IRPEF, quasi metà della popolazione italiana.

Sono numeri che non possono essere spiegati soltanto con l’evasione fiscale. Dentro questa fotografia ci sono la struttura demografica del Paese, la distribuzione dei redditi, le diverse forme di imposizione, il sistema dei trasferimenti e, più in generale, il modo in cui negli anni è stato costruito il nostro welfare.

Ed è forse proprio questo il punto su cui vale la pena fermarsi a riflettere.

Da una parte c’è chi sostiene, legittimamente, che la pressione fiscale italiana sia troppo elevata. Dall’altra ci sono i dati sulla distribuzione effettiva del gettito, che mostrano come una parte relativamente ristretta dei contribuenti contribuisca in misura molto significativa al finanziamento dell’imposta sui redditi.

Le due cose possono essere vere contemporaneamente.

Il problema, allora, non è stabilire chi abbia ragione, è capire se il sistema riesca a mantenere nel tempo un equilibrio tra solidarietà, sostenibilità dei conti pubblici e incentivo a lavorare, produrre reddito e crescere professionalmente.

CIDA non chiede privilegi per chi guadagna di più, chiede che chi cresce attraverso il lavoro e la professionalità e dichiara integralmente il proprio reddito non venga sistematicamente penalizzato.

Pagare di più al crescere del reddito è il principio della progressività. Ma quando all’aumento del reddito corrisponde contemporaneamente la perdita di detrazioni, agevolazioni e prestazioni, il risultato può essere molto diverso. È il problema della cosiddetta benefit trap.

Un welfare efficace dovrebbe proteggere chi è in difficoltà.

Un sistema fiscale equo dovrebbe riuscire a chiedere di più a chi ha una maggiore capacità contributiva senza trasformare il lavoro, la professionalità e la crescita del reddito in uno svantaggio.

Non è una questione di contrapporre ricchi e poveri, lavoratori e pensionati, contribuenti e beneficiari.

È una questione molto più semplice, e forse proprio per questo più difficile: quanto può essere sostenibile nel tempo un sistema nel quale una parte relativamente ristretta dei contribuenti finanzia una quota così rilevante del gettito, mentre quasi metà della popolazione non risulta avere redditi dichiarati ai fini IRPEF?

È una domanda che merita una risposta meno ideologica e più concreta.

Federmanager Manageritalia CIMO Medici ANP - associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola

Indirizzo

Via Barberini, 36
Rome
00187

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 14:00

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