Officina Lebowski

Officina Lebowski L'Officina Lebowski è lo spazio di Aurelio in Comune. Un luogo fluido, aperto al quartiere, al confronto, alla sperimentazione.

Fuori sede non vuol dire fuori dalla democrazia.Chi studia, lavora e vive ogni giorno in un territorio deve poter contar...
18/03/2026

Fuori sede non vuol dire fuori dalla democrazia.

Chi studia, lavora e vive ogni giorno in un territorio deve poter contare davvero, anche quando si vota. Per questo rilanciamo una battaglia giusta: votare dove si vive.

🗓 Sabato 21 marzo, dalle 10.00 alle 15.00, nel nostro quadrante sarà possibile - anche per chi studia o lavora fuori sede - registrarsi come rappresentanti di lista presso l'Officina Lebowski, in Via Adriano I 129.

Perché il diritto di voto non può dipendere dai soldi per un treno o dai chilometri da fare. La democrazia o è di tutte e tutti, o si restringe. Votare dove si vive è una battaglia di giustizia.

Mercoledì scorso abbiamo aperto il nostro ciclo di cineforum dedicato alle mafie con Salvatore Giuliano di Francesco Ros...
06/03/2026

Mercoledì scorso abbiamo aperto il nostro ciclo di cineforum dedicato alle mafie con Salvatore Giuliano di Francesco Rosi, all'Officina Lebowski.

Un film duro, asciutto, ancora capace di parlarci senza filtri di potere, silenzi e verità nascoste. Guardarlo insieme non è stato solo un momento di cultura, ma un piccolo
esercizio di memoria e coscienza collettiva.

Perché le mafie si combattono anche così: costruendo sguardo critico, consapevolezza, comunità.

Ogni mercoledì ci prendiamo un tempo raro: spegnere il rumore e accendere uno sguardo comune.Il nostro  , in questo cicl...
01/03/2026

Ogni mercoledì ci prendiamo un tempo raro: spegnere il rumore e accendere uno sguardo comune.

Il nostro , in questo ciclo dedicato alla lotta alle mafie, non è “solo” un cineforum. È un modo per rimettere a fuoco una cosa semplice e scomoda: le mafie non sono un film di genere. Sono potere, soldi, ricatti. Entrano dove lo Stato arretra, dove i diritti diventano favori, dove la solitudine diventa normalità.

Guardare insieme queste storie serve a non abituarsi. A riconoscere i segnali: la paura che zittisce, l’omertà che si traveste da quieto vivere, le scorciatoie che diventano regola. E serve anche a ricordare l’altra metà della realtà: le persone che scelgono di non piegarsi, la fatica quotidiana di chi costruisce comunità, la dignità di chi dice “no” anche quando costa.

Per noi la lotta alle mafie è questo: cura del territorio, trasparenza nelle scelte pubbliche, servizi che funzionano, spazi sociali vivi, lavoro regolare, diritti esigibili. È politica nel senso più concreto del termine: non lasciare nessuno solo, non lasciare nessun pezzo di città senza presenza.

🗓 Mercoledì 4 marzo
🎬 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼
✍️ Francesco Rosi (1962)

🗓 Mercoledì 11 marzo
🎬 𝗔𝗹𝗹𝗮 𝗹𝘂𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗼𝗹𝗲
✍️ Roberto Faenza (2005)
🎙 interviene Libera Roma

🗓 Mercoledì 18 marzo
🎬 𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮 𝘂𝗰𝗰𝗶𝗱𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗱'𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲
✍️ Pif (2013)

🗓 Mercoledì 25 marzo
🎬 𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮
✍️ Franco Maresco (2019)

Ci sono iniziative che si limitano a presentare un libro. E poi ci sono momenti in cui un libro diventa un detonatore di...
11/02/2026

Ci sono iniziative che si limitano a presentare un libro. E poi ci sono momenti in cui un libro diventa un detonatore di pensiero collettivo.

La presentazione di D**e Form, la buona educazione di Irene Capitelli è stata questo: uno spazio attraversato da parole che non chiedono permesso, ma interrogano. Non un rituale culturale, ma un confronto reale su linguaggio, potere, norme e possibilità di disobbedienza.

Con l’autrice hanno dialogato Maria Laura Annibali, presidente di DiGay Project, il professor Matteo Villanova e Maristella Urru, intrecciando sguardi diversi ma convergenti su un punto: la cosiddetta “buona educazione” non è mai neutra. È un dispositivo che seleziona, disciplina, rende accettabili alcuni corpi e alcune voci, mentre ne silenzia altre.

Il dialogo, coordinato con cura e intelligenza da Sofia Mastrogiuseppe, ha attraversato il nodo della rispettabilità come richiesta politica mascherata da galateo. Chi è invitata a essere composta? Chi viene definita “eccessiva”? E cosa succede quando si rifiuta quella compostezza?

È emersa con forza un’idea di educazione come pratica critica, non come addestramento all’obbedienza. Un’educazione che non normalizza il conflitto ma lo riconosce come spazio di crescita democratica.

Perché non tutto ciò che è educato è giusto. E non tutto ciò che disturba è sbagliato. A volte ciò che incrina l’ordine apre possibilità. E in tempi che chiedono silenzio, scegliere la parola è già un gesto politico.

Un libro che non chiede permesso, ma apre spazio.D**e form, la buona educazione di Irene Capitelli è un testo che smonta...
05/02/2026

Un libro che non chiede permesso, ma apre spazio.

D**e form, la buona educazione di Irene Capitelli è un testo che smonta con precisione chirurgica l’idea di “buona educazione” come dispositivo neutro. Qui l’educazione diventa campo di battaglia: chi può parlare, chi deve abbassare la voce, chi viene invitata a essere “composta” per risultare accettabile.

Attraversa linguaggio, corpi, conflitto e desiderio senza edulcorare nulla. Racconta come la rispettabilità sia spesso una richiesta politica mascherata da galateo, e come rifiutarla possa diventare un atto di autodeterminazione collettiva.

La presentazione di questo libro non è una formalità culturale. È un momento di confronto vivo su potere, norme e possibilità di disobbedienza. Un invito a pensare l’educazione non come addestramento, ma come pratica critica.

Perché non tutto ciò che è educato è giusto. E non tutto ciò che disturba è sbagliato.

🎙 Maria Laura Annibali Sofia Mastrogiuseppe Maristella Urru

Un confronto vero, partecipato, utile.L’incontro sul referendum costituzionale sulla giustizia - con le ragioni del Sì e...
04/02/2026

Un confronto vero, partecipato, utile.
L’incontro sul referendum costituzionale sulla giustizia - con le ragioni del Sì e del No messe una di fronte all’altra - ha dimostrato che, quando si parla nel merito, le persone ci sono.

Con Cesare G*i (avvocato, per il Sì) e Marco Patarnello (magistrato, per il No) abbiamo provato a rendere comprensibile un tema molto tecnico, che spesso viene semplificato o buttato in caciara.

A moderare il confronto è stata Laura Buttari, con ritmo, equilibrio e spazio alle domande. La partecipazione ampia non è un dettaglio: è il segnale che sul territorio c’è voglia di capire e di discutere, se qualcuno si prende la responsabilità di spiegare bene.

Per noi questa è una funzione democratica: creare occasioni per un voto consapevole.
Anche così si combatte l’astensionismo: non con appelli generici, ma rimettendo le persone in condizione di scegliere davvero, con strumenti e informazioni.

Aurelio in Comune continua a farlo: perché riavvicinare alla cosa pubblica significa, prima di tutto, renderla accessibile.

📢 Referendum Giustizia | Un confronto tra il Sì e il No Parliamo di referendum sulla giustizia e della Legge Nordio, met...
29/01/2026

📢 Referendum Giustizia | Un confronto tra il Sì e il No

Parliamo di referendum sulla giustizia e della Legge Nordio, mettendo sul tavolo - davvero - le ragioni del SÌ e del NO.

Da una parte c’è chi sostiene il SÌ: l’idea è che servano riforme per rendere il sistema più chiaro, veloce e garantista, riducendo distorsioni e storture che negli anni hanno alimentato sfiducia, tempi infiniti e conflitti tra poteri.

Dall’altra c’è chi sostiene il NO: il timore è che, dietro la parola “garanzie”, si finisca per indebolire strumenti di contrasto e per spostare l’equilibrio in modo rischioso, con effetti concreti su indagini, tutela delle vittime, capacità dello Stato di far rispettare la legge.

In mezzo c’è una cosa semplice: la giustizia non si aggiusta con gli slogan.

Per questo facciamo un incontro pubblico nel merito, per capire cosa cambierebbe davvero e per decidere con la testa, non con la pancia. Un’occasione per ascoltare argomenti diversi, fare domande, chiarire dubbi.

Perché scegliere SÌ o NO ha senso solo se prima si capisce bene su cosa si sta votando. argomenti diversi, fare domande, chiarire dubbi.
Perché scegliere SÌ o NO ha senso solo se prima si capisce bene su cosa si sta votando.

Ieri sera, all’Officina Lebowski, il confronto sulle rivolte in Iran non è stata una semplice iniziativa: è stata una pr...
29/01/2026

Ieri sera, all’Officina Lebowski, il confronto sulle rivolte in Iran non è stata una semplice iniziativa: è stata una presa di posizione.

Abbiamo parlato di Iran senza scorciatoie e senza narrazioni comode. Con Francesco Alemanni, Parisa Nazari, Zahara Toufigh e Lorenzo Ianiro abbiamo attraversato una storia che è fatta di coraggio quotidiano, repressione sistemica, resistenza civile. Una storia che non chiede padroni, ma alleati.

È emersa con forza una linea chiara: il popolo iraniano ha diritto alla propria autodeterminazione. Senza ingerenze delle superpotenze, sempre pronte a scoprire i diritti umani quando coincidono con interessi economici e geopolitici. Senza nostalgie tossiche per il ritorno della monarchia dello Scià, che non è libertà ma solo un’altra gabbia con una vernice diversa.

Non è stato un racconto astratto.
È stato un filo che tiene insieme le lotte delle donne, la dimensione sociale, la libertà come pratica concreta e non come slogan. E anche una chiamata in causa per l’Occidente: sostenere non significa usare, solidarizzare non significa strumentalizzare.

In un tempo in cui la destra si riempie la bocca di “libertà” mentre flirta con autoritarismi e repressione, questa serata ha ricordato una cosa semplice e scomoda: non si sta con i popoli solo quando conviene. O ci si sta sempre, oppure è solo propaganda.

Non lasciare solo il popolo iraniano non è un atto di retorica. È una responsabilità politica. E stasera, almeno per qualche ora, quella responsabilità ha preso parola.

𝗣𝗘𝗥𝗦𝗘𝗣𝗢𝗟𝗜𝗦 𝗜𝗡 𝗥𝗜𝗩𝗢𝗟𝗧𝗔𝗟𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗿𝗮𝗻𝗶𝗮𝗻𝗼, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗼𝗻𝗶.In Iran un regime teocratico governa an...
23/01/2026

𝗣𝗘𝗥𝗦𝗘𝗣𝗢𝗟𝗜𝗦 𝗜𝗡 𝗥𝗜𝗩𝗢𝗟𝗧𝗔
𝗟𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗿𝗮𝗻𝗶𝗮𝗻𝗼, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗼𝗻𝗶.

In Iran un regime teocratico governa anche così: repressione, carceri, tortura, pena di morte, controllo dei corpi e delle parole. I diritti umani diventano un bersaglio, non una promessa.

Eppure una generazione ha detto no.
Giovani, donne, studenti, lavoratrici e lavoratori: non “simboli”, ma persone che mettono in gioco tutto per una vita libera, senza polizia morale, senza censura, senza paura.

Una serata per stare dalla parte di chi si ribella.
Senza tifoserie geopolitiche, senza padrini esterni, senza trasformare una rivolta in propaganda per altri interessi. Solidarietà libertaria significa questo: né teocrazia né imperi, diritti e autodeterminazione, qui e ovunque.

📢 intervengono:

- Francesco Alemanni
esecutivo nazionale Europa Verde
- Parisa Nazari
attivista Donna Vita Libertà
- Zahra Toufigh
Associazione donne libere iraniane

📢 modera:

- Lorenzo Ianiro
Consigliere Municipio XIII

🔗 Persepolis in rivolta. La lotta per la libertà del popolo iraniano, senza padroni.

Il 21 gennaio è una data che attraversa la Storia.Non come un anniversario da celebrare, ma come una linea di frattura: ...
22/01/2026

Il 21 gennaio è una data che attraversa la Storia.

Non come un anniversario da celebrare, ma come una linea di frattura: quando un ordine cade, quando una comunità decide di darsi forma, quando l’organizzazione popolare prova a diventare destino e non semplice reazione.

La fine di Luigi XVI e dell’ancien régime, le prime elezioni libere di Roma che aprono la strada alla Repubblica del 1849, la nascita del PCI nel 1921: momenti diversi, contesti lontani, ma un filo comune.

L’idea che la politica non sia un fatto naturale, né un automatismo. È scelta, responsabilità, conflitto. È il coraggio di non limitarsi ad accompagnare gli eventi, ma di provare a determinarli, soprattutto quando i valori non negoziabili vengono messi in discussione.

Per questo da dieci anni Aurelio in Comune ha scelto il 21 gennaio come festa del tesseramento. Non per nostalgia, ma per metodo.

Per ricordarci che tenere insieme dimensione sociale e rappresentanza politica è faticoso, ma necessario. Che radicarsi in un territorio significa attraversare anche ciò che non ha funzionato, ciò che è rimasto incompiuto, le promesse mancate. Meglio questo che camminare su sentieri già battuti, rassicuranti e sterili.

Aurelio in Comune è diventata, negli anni, un punto di riferimento perché non ha mai separato l’ascolto dall’organizzazione, il conflitto dalla proposta, la comunità dall’istituzione.

Una comunità politica che non cerca consenso facile, ma partecipazione consapevole. Che prova a essere attrattiva non perché semplifica la realtà, ma perché la prende sul serio.

Il 21 gennaio non è solo una data.
È un promemoria: la politica serve quando costruisce speranza contro ogni logica apparente. E quando sceglie, ancora una volta, di stare dalla parte di chi organizza il futuro invece di subirlo.

𝗟𝗮 𝘀𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗗𝗮𝗺𝗶𝗮𝗻𝗼Ieri abbiamo proiettato San Damiano, il documentario di Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes, ...
11/12/2025

𝗟𝗮 𝘀𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗗𝗮𝗺𝗶𝗮𝗻𝗼

Ieri abbiamo proiettato San Damiano, il documentario di Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes, e la storia che abbiamo visto sullo schermo ha parlato con una forza semplice e diretta.

Damiano vive tra la stazione Termini e una torre delle Mura Aureliane, dopo essere fuggito da un ospedale psichiatrico. Non ha nulla, se non una voce che vorrebbe trasformare in musica e il bisogno urgente di trovare un posto dove sentirsi al sicuro.
Nel film seguiamo i suoi passi incerti: la paura, i tentativi di rialzarsi, l’incontro con Sofia e con una piccola comunità di senzatetto che prova - a modo suo - a diventare famiglia. Ogni scena racconta la fragilità della sua mente e la durezza della strada, senza giudizi e senza idealizzazioni.

La presenza dei due registi ha permesso un confronto sincero sul lavoro che c’è dietro il documentario e sui temi che attraversano la vita di chi vive ai margini: salute mentale, relazioni, possibilità di ricominciare.

Una serata che ci ricorda quanto sia importante continuare a creare spazi di ascolto e di attenzione nella nostra città.

Indirizzo

Via Adriano I, 129
Rome
00167

Sito Web

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