USB Lavoro Privato nazionale

Indicazioni Sito Web

USB Lavoro Privato nazionale Unione Sindacale di Base Lavoro Privato - pagina nazionale

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pu...
09/10/2026

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato ed invita a costruire una grande giornata di protesta in tutto il Paese. In gioco c’è l’impennata dei prezzi, a partire dai carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori e lavoratrici che ormai non recuperano neanche più l'inflazione, di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo Meloni, schierato apertamente dalla parte delle compagnie petrolifere e delle banche

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato ed invita a costruire una grande giornata di protesta in tutto il Paese. In gioco c’è l’impennata dei prezzi, a p…

Diretta dall'assemblea nazionale verso la giornata di mobilitazione e sciopero internazionale dei portuali
03/10/2026

Diretta dall'assemblea nazionale verso la giornata di mobilitazione e sciopero internazionale dei portuali

Il prossimo 30 ottobre in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Eu...

30/09/2026

+++EDITORIALE+++

ENI: è ora di mettere un tetto ai loro profitti

I dati ricavabili dai bilanci ENI dal 2021 al 2025 ci dicono che la società ha realizzato circa 29,7 miliardi di euro di utile netto. Se includiamo anche il 2020, caratterizzato dalla forte perdita legata alla pandemia e al crollo dei prezzi del petrolio, il saldo del periodo 2020-2025 scende a circa 21,1 miliardi di euro.
Per utile netto deve intendersi quanto rimane all’azienda dopo aver sottratto dai ricavi tutti i costi e le imposte. Quindi, per un periodo di ben 6 anni, volendo considerare anche l’anno nero 2020 in cui si sono registrate forti perdite, la società ENI S.p.A. ha fatto registrare guadagni netti, cioè veri e propri profitti, per la ragguardevole somma di 21,1 miliardi di euro. Di questi, ben 16,5 miliardi sono stati distribuiti in dividendi e sono quindi andati a retribuire i diversi soci azionisti di ENI, tra i quali anche lo Stato italiano.
Ora guardiamo alla scelta di questi giorni da parte della compagnia di mettere un tetto al prezzo della benzina e a quello del gasolio, rispettivamente a 1,99 euro e a 2,19 euro al litro. Le stime ufficiali di quanto costerebbe questa decisione ad ENI parlano di 100 milioni al mese e quindi, nell’eventualità della proroga fino a fine anno, 300 milioni. Nel solo 2025 ENI ha realizzato un utile netto di 2,61 miliardi di euro, quindi se rapportati ai guadagni dell’anno scorso i 300 milioni di costo dell’operazione annunciata costerebbe una riduzione degli utili dell’11,5%.
Va detto che la perdita stimata di 300 milioni è molto approssimativa. Intanto potrebbe registrarsi un aumento delle vendite, se non ci fosse un allineamento delle altre compagnie. E poi, la perdita è calcolata sui 17 centesimi di sconto al prezzo attuale, sul quale però gravano altre voci e non solo i guadagni di ENI. In concreto, quindi, la perdita effettiva sarebbe probabilmente molto più bassa.
La conclusione di questi facili calcoli rintracciabili sul web è che l’operazione di questi giorni non fa che mettere in evidenza quanto già ripetiamo da tempo: i prezzi delle materie prime e dei generi di prima necessità possono essere calmierati senza produrre alcun danno al sistema delle imprese, le quali dovrebbero semplicemente rinunciare ai profitti esorbitanti ottenuti nel corso di questi anni.
Abbiamo certamente bisogno di un tetto ai prezzi, a cominciare da quello del gasolio e della benzina. Nel 2025, per esempio, la benzina costava 1,73 euro al litro e il gasolio 1,65 al litro, il che ci fa capire che il tetto introdotto temporaneamente da ENI è molto al di sopra di quello che pagavamo soltanto l’anno scorso. Un contenimento serio del prezzo dei carburanti deve quindi guardare a quelle cifre e non alla micro-riduzione appena introdotta.
Ma il vero tetto di cui abbiamo bisogno tutti, dagli autotrasportatori ai tassisti, dagli agricoltori a tutti quelli che per lavorare devono usare la macchina, fino a chi per vivere e spostarsi non può fare a meno di fare rifornimento, è quello ai profitti delle aziende che si arricchiscono mentre noi ci impoveriamo.
Introdurre un calmiere sui prezzi dei beni di prima necessità, e i carburanti sono tra questi, comporta un taglio dei profitti. Altre soluzioni non ci sono.

30/09/2026
30/09/2026

NOI NON RESTIAMO CALMI: stato di agitazione di USB Logistica contro il caro benzina e il caro vita

Stando ai dati Censis-Michelin la media di km che un lavoratore percorre da casa al posto di lavoro supera i 30 km quotidiani a/r, mentre un milione e mezzo di pendolari supera i 50 km al giorno.

Stiamo parlando di migliaia di euro che annualmente vengono sottratti ai salari per pagare i trasferimenti da casa al magazzino, alla fabbrica, all’ufficio.

I prezzi dei generi alimentari e di prima necessità, come quelli energetici, aumentano a due cifre percentuali esattamente come i profitti dei petrolieri e dell'Eni (ad esempio) che nel 2024 ha registrato un utile netto di 6.4 miliardi di euro.

Quello che non cresce è il valore dei salari anche per responsabilità della moderazione dei sindacati concertativi.

A fronte di questa situazione drammatica e paradossale USB denuncia con forza lo scandalo di un governo che spende per le armi, regala esenzioni fiscali agli imprenditori, ai banchieri, ai petrolieri e non destina un centesimo a lavoratori e pensionati.

Per tali ragioni USB Logistica proclama lo stato di agitazione immediato e chiede che si adottino misure serie, non ridicole, per calmierare il prezzo dei carburanti e del costo della vita, per un salario minimo che consenta di arrivare a fine mese, per un meccanismo di agganciamento automatico dei salari al costo della vita e lancia la campagna perché a livello aziendale si dia subito un "buono benzina" del valore di 250€ mensili come integrazione dei prossimi PdR natalizi.

Per fermare l'aumento dei prezzi e l'impoverimento dei lavoratori siamo pronti a fermare tutto.

Coordinamento Nazionale delegati Logistica Usb

30/09/2026
30/09/2026

3 ottobre, Genova
assemblea nazionale verso la giornata di lotta internazionale dei porti, del 30 ottobre

dalle 14:00 presso il Circolo di Autorità Portuale via Albertazzi 3/r

tutte le adesioni in fondo all'articolo

Il prossimo 30 ottobre in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa si svolgerà una giornata internazionale di mobilitazione contro la guerra, il genocidio, il riarmo e la militarizzazione dei porti lanciata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali CGT Ports and Docks (Francia), ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco), USB e ORSA Porti (Italia). Si tratta di una delle più grandi iniziative internazionali per la pace promossa dalle organizzazioni dei lavoratori negli ultimi decenni.

Stiamo vivendo in un mondo nel quale assistiamo alla moltiplicazione delle aggressioni condotte dagli Usa e da Israele dal Medio Oriente all’Iran fino a Cuba, al Venezuela e al Sudan, mentre prosegue impunito il genocidio del popolo palestinese. I governi europei, intanto, continuano a promuovere una f***e corsa al riarmo, trascinandoci in una spirale sempre più pericolosa e con effetti ogni giorno più pesanti sulle condizioni di vita e di lavoro. In questa situazione, peraltro, i prezzi continuano a salire e i salari e le pensioni rimangono fermi al palo. Si restringono gli spazi di agibilità democratica e si moltiplicano i decreti sicurezza e le leggi bavaglio e si diffonde anche nelle scuole una cultura militarista e di sostegno alle scelte di guerra. E si avvertono sempre più drammatici gli effetti della crisi climatica, mentre i governi, invece di affrontarla, dedicano tutte le risorse disponibili al riarmo. Cresce infine un clima di odio contro la popolazione immigrata, frutto della precisa volontà di farne la responsabile del peggioramento generale delle condizioni di vita e di accesso ai servizi.

Di fronte a questa situazione i lavoratori portuali si oppongono fermamente al piano di militarizzazione dei porti che riguarderà anche le altre infrastrutture strategiche (MMA) varato dalla UE. Vogliono che il progresso tecnologico, l’automazione e l’IA non siano utilizzati per eliminare i posti di lavoro e compromettere i diritti di chi lavora. E che i contratti servano a garantire veri aumenti salariali, occupazione stabile, riduzione dell’orario di lavoro e un sistema pensionistico dignitoso.

Mentre sembra quindi che per i popoli non ci sia più spazio per far sentire la propria voce e che il nostro destino sia completamente nelle mani di chi ci sta spingendo verso un futuro da incubo, dal mondo del lavoro parte una mobilitazione che vuole costruire una prospettiva diversa.

NOI organizzazioni e movimenti sociali vogliamo raccogliere l’appello che viene dai lavoratori portuali e costruire assieme la Giornata Internazionale del 30 ottobre.

Per questo ci incontreremo il prossimo 3 ottobre a Genova per sostenere il blocco dei porti e decidere assieme le forme e le modalità con cui allargare e rafforzare la mobilitazione e lo sciopero.

Hanno aderito finora:

dall’Italia: Unione Sindacale di Base – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Genova) - Global Sumud Flotilla – Orsa Porti Gioia Tauro - Gruppo Autonomo Portuali (Livorno) - Donne contro guerra e genocidio - Greenpeace Italia - Cambiare Rotta - Campagna “La conoscenza non marcia” - Collettivo Compas (Civitavecchia) - Collettivo Cortocircuito (Rieti) - Collettivo dei 100 Fiori (Verona) - E Seconda generazione – Fronte della Gioventù Comunista - Osservatorio Contro militarizzazione scuole e università – Potere al Popolo - Fronte Comunista - Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo – Avanti oregina - Nucleo giovani Sampierdarena – Opposizione Studentesca d’Alternativa - Movimento studenti palestinesi – Unione Democratica Arabo Palestinese - Donne per la Palestina(Salento) - Movimento per il diritto all’abitare - Rete dei comunisti – CSOA Acrobax (Roma) – Roma sa da che parte stare - Arci Roma – Circolo Punto Rosso “Umberto Terracini” Jesi - Partito Comunista Unione Popolare Marche - Circolo Anarchico “Kronstad” Ancona - Marche per la Palestina - Lista Civica “AIC” Ancona - Movimento No Nato No Guerra - Centro di Iniziativa Politica “Liberazione Movimento - Rete Femminista “Molto di più di 194” -Rifondazione Comunista Marche – ANGA Art No Genocide Alliance – Centro Internazionale Crocevia – CRED (Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia) – Centri Sociali delle Marche – Antudo Palermo – Sanitari per Gaza - Circolo Granma (Bologna) – Comitato art.11 l’Italia ripudia la guerra - Donne in nero (Piombino), Associazione culturale Livorno Palestina - Coordinamento contro il traffico di armi (Ravenna) - Ravenna in comune - Comitato NO F 35 Trapani Birgi, Sicilia Sud Globale - Terra Insumisa – FGCI (Catania) – Catania antirazzista - Centro Sociale Baraonda (Milano) – Casa del popolo “Raffaele Perna” Napoli-Est – Casa del popolo “Vesna” Salerno – Collettivo musicale Punto di Rottura – Collettivo Civico/Art – Civico 7 Liberato Napoli – ANPI Crescenzago - Comitato Popolare Pilastro – Scomodo Milano – Ass. Comunista Olga Benario – Casa del popolo “Pezzentelle Rosse” Torre del Greco – Donne per la Palestina Catania – Ass. La Rossa Pisa – Circolo Arci Prometeo (Faenza) – PCI Sicilia – Collettivo Ingauno Albenga - Officina del popolo Palermo – Comitato contro la guerra Milano – La Base Cosenza - Assemblea contro la guerra e la repressione (Genova) - Ex Caserma occupata (Bari) - Spazio 17 (Bari) - Pax Christi - Coordinamento per l'unità dei comunisti (CUC) - Assemblea NoTav Torino e cintura - Movimento NoTav - Associazione Liguria Palestina - Partito Comunista Italiano Genova - Rifondazione Comunista Genova - Partito Comunista dei Lavoratori Genova - Csa La Talpa e l'Orologio Imperia - Comitato No Rearm Imperia - Collettivo Lo Spiraglio Imperia - Docenti per Gaza - Ora in silenzio per la pace Genova - Italia- Cuba Genova - Scuole per la Pace Torino e Piemonte - Sinistra Italiana Chieti

Adesioni individuali: Linda Maggiori – Renata Puleo - Andrea Nobili – Fabio Marcelli – Walter Tucci – Marco Caligari - Antonio Mazzeo - padre Mauro Armanino - Nicoletta Dosio - avv. Andrea Danilo Conte - Virginia Veludo Rossa perpendicolare - Serena Mazzini - Michele Lancione

Dall’estero: Urgence Palestine Francia - Jeunesse communiste Francia - Gioventù comunista svizzera - Partito comunista svizzero - Iskra Slovenia - Sbk Slovenia - Jeunesse communiste Francia - AKM Germania - We do not en list Europa - Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA) - BNC Bds National Committee - No Harbour for Genocide - Freie Deutsche Jugend Germania - Union pour la Reconstruction Communiste Francia - GKS - Gatze Koordinadora Sozialista Paesi Baschi

30/09/2026

STOP CARO BENZINA
STOP CAROVITA
GIOVEDI' 1° OTTOBRE MANIFESTAZIONE

Secondo appuntamento per . Giovedì 1° ottobre ore 17:30 appuntamento davanti al deposito carburanti. Accanto all'ingresso della raffineria ENI di Stagno (LI)

Hanno messo un tetto al prezzo della benzina e del gasolio. 1,50 al litro? Macchè, 2 euro e 2,20. Per 30 giorni. Questa è la normalità al quale vogliono farci abituare. Poi il prezzo tornerà a salire mentre i beni alimentari e le bollette aumentano sempre di più. Mentre guerra e spese militari risucchiano miliardi di soldi pubblici.

Mentre i contratti naizonali firmati da CGIL, CISL e UIL prevedono aumenti in busta paga di pochi spiccioli e il nostro Paese è il fanalino di cosa per i salari che scendono invece di salire.

Quello di giovedì è il secondo appuntamento per la nostra città. La scorsa settimana siamo andati davanti al costiero gas mentre giovedì saremo all'ENI a Stagno.
Nei prossimi giorni saranno lanciate altre iniziative mentre i lavoratori portuali e quelli della logistica hanno già aperto lo stato di agitazione nazionale.

Il 30 ottobre sarà la volta dello sciopero e delle manifestazioni in tutta Italia.

Non facciamoci prendere per il c**o. Facciamoci sentire!





30/09/2026

𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗜 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗦𝗦𝗔? 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗔 𝗜𝗟 𝗧𝗨𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗢

Il CCNL Terziario Confcommercio e il CCNL della Distribuzione moderna organizzata prevedono un’indennità pari al 5% della paga base nazionale conglobata per chi:

– svolge normalmente operazioni di cassa;
– viene adibito alla cassa con continuità;
– risponde della gestione e delle eventuali differenze.

Non è una concessione dell’azienda. Quando ricorrono le condizioni previste dal contratto, è una voce della retribuzione.

Controlla la tua busta paga. Se l’indennità non compare, segnalalo a USB.

👉Rivolgiti al delegat* USB sul tuo posto di lavoro
👉 contattaci via mail a [email protected]

Oppure, contatta la sede USB più vicina al tuo luogo di lavoro 🚩
Scopri qui tutte le nostre sedi 👉https://www.usb.it/dove-siamo.html

Indirizzo

Via Dell'Aeroporto, 129
Rome
00175

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando USB Lavoro Privato nazionale pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Categoria