22/07/2026
PRESTAZIONI AGGIUNTIVE: LA VERITÀ DEI FATTI NON SI PIEGA ALLA PROPAGANDA
La CGIL ha scelto di parlare di discriminazione nella gestione delle prestazioni aggiuntive, sostenendo che l’accesso sarebbe rimasto riservato esclusivamente a chi aveva aderito quando la tariffa era ancora di 25 euro l’ora.
Un’accusa grave. Peccato che i fatti raccontino una storia diversa.
Il precedente avviso non prevedeva una scadenza che impedisse nuove adesioni. Anche dopo l’aumento della tariffa a 50 euro l’ora, altri infermieri hanno potuto presentare la propria disponibilità ed essere inseriti nelle prestazioni aggiuntive. Lo stesso aumento delle richieste registrato dopo l’adeguamento economico dimostra che l’accesso non era affatto chiuso.
Ancora più singolare è che la CGIL chieda un nuovo avviso e la garanzia di pari opportunità di adesione, quando tale possibilità era già concretamente esercitabile. L’avviso successivamente pubblicato sulla Intranet non ha “riaperto” un accesso precedentemente negato, né ha introdotto nuovi criteri: ha semplicemente formalizzato l’aggiornamento della tariffa già applicata.
Dunque, dove sarebbe la discriminazione? Quale lavoratore sarebbe stato escluso? Quale domanda sarebbe stata respinta perché presentata dopo l’aumento della remunerazione?
Nella nota non viene indicato nulla di tutto questo. Si pronunciano parole pesanti, ma non si porta un solo fatto concreto a sostegno.
La CISL FP non ha mai esitato a denunciare ingiustizie, disparità o favoritismi. Ma non accettiamo che la tutela dei lavoratori venga utilizzata come pretesto per costruire un caso inesistente o per gettare ombre sulla correttezza professionale di chi ha operato nell’esercizio delle proprie funzioni.
Non sfugge, infatti, che dietro la generica accusa rivolta alla “gestione” vi siano persone. Colpirne indirettamente la professionalità, senza indicare atti illegittimi, domande respinte o lavoratori esclusi, significa superare il confine del confronto sindacale e scivolare nell’insinuazione. Tanto più quando una delle professioniste coinvolte è anche una dirigente della CISL FP.
Il confronto sindacale può essere duro, ma deve restare leale. La CISL FP continuerà a difendere i lavoratori, ma difenderà con la stessa fermezza anche la verità dei fatti e la dignità di chi svolge correttamente il proprio lavoro.
Il sindacato si fa con i risultati e con la verità. Non costruendo discriminazioni che nessuno è in grado di dimostrare.
CISL FP
Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata