Sacro Romano Impero - Associazione

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Dopo l'avvento dell'Islam si vengono a contrapporre 3 imperi: quello più antico, bizantino; quello islamico e il terzo, il più giovane, formato da Carlo, (che nel 25 dicembre dell'800 viene incoronato dal Papa Leone III formando il Sacro Romano Impero).

05/11/2025

Chiostro Cattedrale Gloucester (1038), Gloucestershire, Inghilterra.

19/10/2025

La Basilica di Santa Maria in Cosmedin
E' una delle chiese più affascinanti e suggestive di Roma, famosa in tutto il mondo per ospitare la leggendaria Bocca della Verità, ma con una storia molto più profonda.

📍 Dove si trova?
🏛️ Piazza della Bocca della Verità, nel Rione Ripa, tra il Circo Massimo e il Tevere
Vicina al Tempio di Ercole Vincitore e al Tempio di Portuno
Metro più vicina: Circo Massimo (Linea B)

🏛 Storia della basilica
📜 Origini antiche
Fondata nel VI secolo sopra un antico edificio romano, probabilmente la Statio Annonae, un ufficio dell'antica Roma che gestiva la distribuzione del grano.
Il termine "Cosmedin" deriva dal greco kosmidion, che significa "ornamento" o "decorazione", e fa riferimento al ricco stile liturgico e artistico bizantino.

✨ Curiosità
La chiesa custodisce anche un teschio attribuito a San Valentino, da cui deriverebbe il legame con gli innamorati.
È una delle poche chiese romane a conservare ancora l’atmosfera austera e spirituale del Medioevo, quasi intatta.
Durante l’Alto Medioevo, fu anche sede della diaconia, cioè uno dei centri di assistenza per i poveri gestiti dalla Chiesa.

21/09/2025

Le scale dei castelli medievali erano costruite per essere strette e a spirale in senso orario, perché avevano un importante scopo difensivo.

Dato che la maggior parte dei soldati era destrimana, salendo queste scale erano costretti a combattere da un angolo scomodo, esponendo il loro lato destro e limitando la loro capacità di attacco. Al contrario, i difensori scendevano più facilmente, potendo brandire le armi liberamente e usare la parete interna come scudo.

Inoltre, le scale erano costruite con gradini irregolari e poco illuminati, rendendo ancora più difficile l'avanzata degli invasori.

Questa ingegnosa architettura era una tattica efficace per proteggere il castello.

13/09/2025

« È importante sapersi ritirare in se stessi: un eccessivo contatto con gli altri, spesso così dissimili da noi, disturba il nostro ordine interiore, riaccende passioni assopite, inasprisce tutto ciò che nell’animo vi è di debole o di non ancora perfettamente guarito. Vanno opportunamente alternate le due dimensioni della solitudine e della socialità: la prima ci fa farà provare nostalgia dei nostri simili, l’altra di noi stessi; in questo modo, l’una sarà proficuo rimedio dell’altra. La solitudine guarirà l’avversione alla folla, la folla cancellerà il tedio della solitudine. »

L.A. Seneca, “De tranquillitate animi”

01/09/2025

🐾 Il gatto nell’Impero Romano 🐾

Il gatto arrivò a Roma nel I secolo d.C., provenendo dall’Egitto e dal Nord Africa. In poco tempo conquistò i Romani: nelle case dei patrizi era un elegante animale da compagnia, mentre la sua abilità nella caccia ai topi lo rese indispensabile anche tra la gente comune. 🐱

All’inizio era considerato un lusso riservato ai più ricchi, ma presto la sua presenza si diffuse in tutte le province dell’Impero, accompagnando i Romani nei loro spostamenti e contribuendo alla diffusione della specie in Europa.

Nella cultura romana il gatto era visto come simbolo di indipendenza e libertà, tanto da essere associato alla dea Libertas, la personificazione della libertà civile. Non era dunque solo un cacciatore silenzioso, ma anche un animale carico di significati simbolici. ✨

Oggi, passeggiando tra le rovine della Capitale, i gatti liberi di Roma sembrano ricordarci questa eredità millenaria: fieri, eleganti e custodi silenziosi di una storia che dura da duemila anni. 🏛️

29/08/2025

All’inizio del XX secolo, un contadino scozzese stava tornando a casa. Passando accanto a una palude, sentì all’improvviso un grido d’aiuto. Corse verso la voce e vide un ragazzo che stava affondando nel fango, lottando per salvarsi. Il contadino abbatté in fretta un ramo robusto, si avvicinò con cautela e lo tese al ragazzo, riuscendo a tirarlo fuori. Il giovane, tremante, scoppiò in lacrime.

«Vieni a casa mia» disse il contadino. «Devi scaldarti e calmarti.»
«No, no» scosse il capo il ragazzo. «Mio padre mi aspetta, sarà molto in pensiero.»

Il ragazzo lo ringraziò e scappò via.
La mattina dopo, davanti alla casa del contadino comparve una carrozza elegante. Ne scese un uomo distinto che chiese:
«È lei che ha salvato la vita a mio figlio ieri?»
«Sì, sono io» rispose l’uomo.
«Quanto le devo?»
«Non mi deve nulla, signore. Ho fatto soltanto ciò che qualunque persona dovrebbe fare.»
«Non posso lasciar correre così, mio figlio è tutto per me. Mi dica una cifra» insistette l’uomo.
«Non voglio parlarne più. Addio» replicò il contadino, voltandosi.

In quel momento, il figlio del contadino uscì correndo sul portico.
«È suo figlio?» chiese il gentiluomo.
«Sì» rispose con orgoglio il contadino, posandogli una mano sulla testa.
«Allora facciamo così: lo porterò con me a Londra e pagherò per la sua istruzione. Se sarà nobile come suo padre, non ce ne pentiremo né io né lei.»

Passarono gli anni. Il figlio del contadino concluse gli studi, frequentò la facoltà di medicina e il suo nome divenne celebre in tutto il mondo: era Alexander Fleming, lo scienziato che scoprì la penicillina.

Alla vigilia della guerra, il figlio dello stesso gentiluomo si ammalò gravemente di polmonite e fu ricoverato in una clinica londinese. Sapete cosa salvò la sua vita? Proprio la penicillina, scoperta da Fleming.

Il nome del gentiluomo era Randolph Churchill. E suo figlio si chiamava Winston Churchill, destinato a diventare Primo Ministro del Regno Unito.

Forse erano proprio questi eventi che Churchill aveva in mente quando disse:
«Quello che fai ti ritorna indietro.»

21/08/2025

C’è qualcosa nel Medioevo che continua a esercitare un irresistibile fascino: forse è la sua capacità unica di mescolare realtà e fantasia, di trasformare la storia in leggenda e la leggenda in mito.

29/07/2025

PERCHE' SI DICE "TIZIO,CAIO E SEMPRONIO.

L'espressione "Tizio, Caio e Sempronio" è una locuzione molto comune nel linguaggio italiano, utilizzata per riferirsi a persone generiche, indefinite o ipotetiche. Quando si parla di "Tizio, Caio e Sempronio", si intende "chiunque", "un tale", "ogni individuo" o "una serie di persone non specificate". È l'equivalente italiano di espressioni come l'inglese "Tom, Dick and Harry" o il francese "Pierre, Paul et Jacques".

L'origine di questa espressione affonda le radici nel diritto romano e medievale. Nelle scuole di giurisprudenza, fin dall'antica Roma, era prassi consolidata l'utilizzo di nomi fittizi per illustrare esempi, casi giuridici e formulare ipotesi astratte. Questi nomi servivano a rendere più comprensibili e applicabili i complessi principi del diritto, senza dover ricorrere a individui reali.

"Tizio" (Titius), "Caio" (Gaius) e "Sempronio" (Sempronius) erano tra i nomi più frequentemente scelti per questo scopo. "Gaius" era un prenome latino estremamente diffuso e rappresentava un nome generico per eccellenza, tanto da essere anche il nome di un celebre giurista romano. "Sempronius" era un nomen (cognome di gens) appartenente a una delle più antiche e nobili famiglie romane, la gens Sempronia, e anch'esso ricorreva spesso negli scritti giuridici. Il nome "Titius" potrebbe essere stato introdotto in seguito, forse proprio in epoca medievale, per completare il trio.

Si ritiene che l'uso congiunto e sistematico di questi tre nomi come topos (luogo comune) per indicare individui anonimi si sia consolidato in particolare nel XII secolo, con la Scuola di Bologna, considerata la culla del diritto moderno. Giuristi come Irnerio, nelle loro lezioni e glosse ai testi romani, utilizzavano regolarmente "Tizio, Caio e Sempronio" per esemplificare situazioni legali, rendendo l'apprendimento più concreto e accessibile agli studenti.

Da questo contesto accademico e giuridico, l'espressione è poi gradualmente migrata nel linguaggio comune, perdendo il suo carattere strettamente tecnico e acquisendo il significato più ampio e colloquiale di "chiunque" o "persone qualunque". Oggi, sentir parlare di "Tizio, Caio e Sempronio" evoca immediatamente l'idea di anonimato e generalità, un retaggio affascinante di come la pratica giuridica abbia influenzato e arricchito il nostro vocabolario quotidiano.

13/07/2025

“Nei secoli fedele” è il motto forte e significativo dell’Arma dei Carabinieri che racchiude l’essenza dell’Istituzione. Venne coniato in occasione del primo centenario dell’Arma dal Capitano Cenisio Fusi e comparve per la prima volta il 13 luglio 1914 sulla medaglia commemorativa coniata per l’evento. A seguito dell’entrata in vigore di una legge nazionale sui motti araldici dell’Esercito Italiano, il 10 novembre 1933 re Vittorio Emanuele III fissò “Nei secoli fedele” come motto araldico ufficiale dell’Arma dei Carabinieri.

Indirizzo

Via Emilio Faa Di Bruno, 43
Rome
00195

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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