22/05/2026
Domani si comincia.
E c’è qualcosa di profondamente significativo nel fatto che una parola apparentemente semplice come dialogo stia per diventare, per due giorni, una piazza piena di persone, idee, domande, musiche, libri, voci. Perché il dialogo è uno dei gesti più umani e più civili che conosciamo: ci mette in relazione, ci chiede ascolto, ci invita a riconoscere nell’altro non una distanza, ma una possibilità.
Da domani, alla Garbatella, il Festival Treccani della lingua italiana torna in quella che ormai sentiamo come la sua casa romana: Piazza Damiano Sauli, luogo perfetto per una parola che esiste solo quando incontra qualcun altro.
Parleremo di pluralità e convivenza con Elisabetta Bonvino e Diego Cortés Velásquez; di educazione come relazione con Lavinia Bianchi; del legame tra linguaggio, mente e cura con Gemma Calamandrei e Alberto Siracusano; di media e intelligenza artificiale con Marta Perrotta e Francesco Agosti; perfino della possibilità che il dialogo esista oltre l’umano, con Enrico Alleva e la sua domanda affascinante: gli animali parlano tra loro?
Attraverseremo la nostra storia democratica con Liliosa Azara ed Elisabetta Frontoni, l’arte con Luana Toniolo e Maria Cristina Terzaghi, la letteratura con Enrico Terrinoni, il paesaggio con Paolo D’Angelo, i linguaggi delle nuove generazioni con Kento e Antonella Inverno, anche attraverso la musica e le parole che sanno parlare ai più giovani; il fumetto con Marco Gervasio; e quella forma universale di dialogo che chiamiamo musica, con il Roma Tre Orchestra String Duo, Casadilego e Sofia Assante, perché anche una melodia, una voce, un testo possono creare incontro, ascolto e riconoscimento reciproco.
Perché il dialogoè ascoltare, esporsi, cambiare leggermente posizione senza sentirsi sconfitti. È lasciare una sedia vuota perché qualcun altro possa sedersi.
Da domani, ci vediamo in piazza.
Programma completo: https://www.festivaltreccanidellalinguaitaliana.it/ix-edizione-roma-2026/