Centro Documentazione Benny Nato ODV

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Centro Documentazione Benny Nato ODV Il Centro conserva la storia del Movimento Italiano contro l'Apartheid in Sudafrica. E' una Associaz

Buongiorno,credo sia importante mettere in relazione prospettive diverse, ascoltare, dare voce e accompagnare le comunit...
16/10/2026

Buongiorno,
credo sia importante mettere in relazione prospettive diverse, ascoltare, dare voce e accompagnare le comunità nel riconoscersi e nell'immaginare ciò che ancora non esiste.
Grazie ad ognuno di voi e a tutti i soggetti che ruotano attorno ad ARCE - Alleanza Reti Comunità Educanti per promuovere il benessere dei nostri territori e di coloro che li abitano, collaborando per il bene comune.

Un caro saluto
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Barbara Fruet

Federazione Trentina Pro Loco - Comitato UNPLI Trentino Alto Adige

Il portale di ARCE | Alleanza Reti Comunità Educanti dove trovi gli enti appartenenti, gli hub regionali e gli eventi promossi su tutto il territorio.

12/10/2026

SOUTH AFRICA HAS FIVE NOBEL PEACE LAUREATES. NOW, FOR THE FIRST TIME, ONE IS A WOMAN 🇿🇦🏅

With Navi Pillay’s 2026 Nobel Peace Prize, South Africa adds a remarkable new chapter to a story that began 66 years ago. She joins four names deeply woven into our history, becoming the first South African woman to receive this honour. ❤️

Chief Albert Luthuli won the 1960 prize for his nonviolent struggle against apartheid. In 1984, Desmond Tutu was recognised for his courageous, unifying leadership in the peaceful campaign against that same system.

Nelson Mandela and F. W. de Klerk shared the 1993 prize for their work towards ending apartheid peacefully and laying the foundations for a democratic South Africa. Now, in 2026, Durban-born Navi Pillay joins them for her efforts to promote peace and international law. ⚖️🌍

And here’s something that puts this achievement into perspective: Sweden also has five individual Nobel Peace Prize laureates. Very few countries have reached that number, and Pillay becomes only the 21st woman worldwide to receive the award.

Our five laureates represent different lives and different chapters of history, but together their recognition reminds us how profoundly South Africans have contributed to the pursuit of peace, justice and human dignity. That is something worth celebrating. 🇿🇦✨

Nelson Mandela Foundation |
The Desmond & Leah Tutu Legacy Foundation | Luthuli Museum |
FW de Klerk Foundation |
Nobel Prize

10/10/2026
Nata nel 1941 a Durban da una famiglia di origine tamil, Pillay durante l’apartheid ha iniziato la carriera come avvocat...
09/10/2026

Nata nel 1941 a Durban da una famiglia di origine tamil, Pillay durante l’apartheid ha iniziato la carriera come avvocato, impegnandosi contro la discriminazione razziale e difendendo Nelson Mandela e altri oppositori del regime. È stata la prima donna non-bianca a entrare nell’Alta corte del Sudafrica ed è stata magistrato presso la Corte penale internazionale, oltre che presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda.

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-10/il-nobel-per-la-pace-2026-alla-sudafricana-navanethem-pillay.html

Il 7 ottobre 1989 si svolse a Roma la prima grande manifestazione nazionale contro il razzismo. Il corteo venne aperto d...
07/10/2026

Il 7 ottobre 1989 si svolse a Roma la prima grande manifestazione nazionale contro il razzismo. Il corteo venne aperto da uno striscione che ricordava Jerry Masslo, raccoglitore di pomodori sudafricano ucciso il 25 agosto di quell’anno. Alla manifestazione parteciparono oltre duecentomila persone.

Qualche giorno prima di essere ucciso, Masslo aveva rilasciato un’intervista – qui riproposta – al Tg2 (a Massimo Ghirelli per la rubrica Nonsolonero) nella quale denunciava il razzismo e lo sfruttamento di cui erano vittime le persone nere in Italia.

https://comune-info.net/2021/10/06/jerry-masslo/

01/10/2026

Tra le iniziative dedicate all’educazione al patrimonio, sosteniamo il progetto nazionale “Comunità Educanti Inclusive e Solidali”, promosso dall’ARCE - Alleanza Reti Comunità Educanti
L’obiettivo? Mettere in rete esperienze, persone e comunità, favorendo il dialogo e l’incontro per costruire insieme un futuro più equo e sostenibile, fondato sulla partecipazione di tutte e tutti.
Per questo ci impegniamo a promuovere le iniziative che mirano a creare nuovi legami con il territorio e con il patrimonio culturale, generando occasioni di partecipazione e crescita condivisa.
Tra le azioni curate da ARCE, c’è anche il censimento delle comunità e dei soggetti educanti.
Come Direzione Generale, abbiamo promosso questa specifica iniziativa attraverso la circolare nr. 220 del 30/09/2026.
Invitiamo gli istituti MIC interessati a compilare il questionario online entro il 30 Ottobre e a far conoscere le migliori progettualità svolte dai servizi educativi in un contesto di comunità educante.
I progetti più significativi saranno raccolti e valorizzati all’interno di un Atlante online e di una successiva pubblicazione.
Scopri di più su https://www.reticomunitaeducanti.it/

22/09/2026
13/09/2026

È meglio morire per un’idea che continuerà a vivere, piuttosto che vivere per una destinata a morire.”
Stephen Biko fu un attivista sudafricano anti-apartheid, fondatore del movimento Black Consciousness. Convinto nonviolento, cercò sempre di portare avanti una battaglia culturale che precedesse quella politica, sicuro che solo sconfiggendo i pregiudizi e risvegliando le coscienze della gente di colore si sarebbe potuto abbattere il regime segregazionista del suo Paese.
Oggetto di intimidazioni, minacce, di carcerazione preventiva e domiciliare, Biko fu fermato dalla polizia sudafricana il 18 agosto 1977 e condotto nella prigione di Port Elizabeth. Qui per più di un mese fu ripetutamente torturato con metodi particolarmente brutali. Alla fine i continui colpi alla testa gli provocarono una serissima emorragia cerebrale. Lasciato in stato di incoscienza per 22 ore nella cella degli interrogatori, invece di essere condotto nel più vicino ospedale, l’11 settembre 1977 fu trasferito verso il carcere di Pretoria, dove era presente una struttura sanitaria. Le sue condizioni di salute, già gravissime, furono peggiorate dal viaggio. Biko venne infatti trasportato per più di mille chilometri nel bagagliaio di un'auto.
Arrivò morto a destinazione.
L’autopsia determinò che era stato ucciso dalle violenze carcerarie, ma tutti coloro che cercarono di indagare sul suo decesso furono intimiditi dalla polizia e in taluni casi dovettero perfino abbandonare il Sudafrica.
Nella sua ultima lettera alla moglie e ai tre figli, Stephen scrisse: “ho dedicato la mia vita all’obiettivo dell’uguaglianza per la gente di colore e allo stesso tempo ho trascurato le necessità della mia famiglia. Vi prego di comprendere queste mie azioni; non l’ho fatto per egoismo o per arroganza, ma per creare un Sudafrica in cui valga la pena vivere tanto per i neri quanto per i bianchi.”
—
La storia di Biko apre uno dei mesi del Secondo volume di Cronache Ribelli. Lo trovate seguendo il link nel primo commento

Indirizzo

Rome

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