02/06/2026
Come un terremoto, grazie alla Resistenza antifascista, ottant’anni fa nasce Donna Repubblica.
Sì, la Repubblica è donna.
Per la prima volta mamme, ragazze e staffette partigiane votarono e scelsero la libertà, affermando che la sovranità appartiene al popolo.
Sulla carta della nostra Costituzione è scritto che l’Italia ripudia la guerra.
È una conquista nata dalla lotta antifascista, dal sacrificio di chi ha scelto la libertà contro l’oppressione.
Per questo, oggi come allora, diciamo: mai più fascismo.
Eppure, mentre celebriamo quella conquista democratica, la storia continua a interrogarci.
Nel 1948 — e in realtà già prima — inizia la Nakba, la tragedia palestinese e la lunga occupazione che ancora attraversa quella terra.
Non è un evento lontano né una pagina chiusa della storia: è una realtà che si rinnova ogni giorno e che interpella la coscienza e la politica internazionale.
La memoria, se vuole essere viva, non può fermarsi alla commemorazione.
Diventa responsabilità nel presente.
Per questo è incoerente celebrare la libertà, la Repubblica e il rifiuto dell’occupazione se, attraverso le scelte di governo o il silenzio della politica, si resta allineati, indifferenti o complici davanti a conflitti e occupazioni che continuano sotto gli occhi del mondo.
Ottant’anni dopo, assistiamo ai bombardamenti tra Ucraina e Russia, all’orrore di Gaza, all’occupazione della Cisgiordania, alle tensioni e alle aggressioni che attraversano Medio Oriente e Mediterraneo.
E vediamo anche Cuba ancora segnata da condizioni di isolamento e pressione internazionale.
Questa è la realtà del nostro tempo.
“La democrazia è in crisi. Certo. Come la difendiamo? La difendiamo potenziando la sanità e la scuola pubblica, dando a salari e pensioni una dignità costituzionale, facendo del lavoro la bandiera del cambiamento e del welfare il primo compito della Repubblica, ricostruendo l’intero sistema industriale, operando nei fatti contro le guerre, per il negoziato, per il disarmo. Insomma, un programma di ricostruzione facendo Costituzione. Così si ridà fiducia nella democrazia.”
Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale ANPI.
“Una balena crede di essere grande”, scrive da Gaza il poeta palestinese Marwan Makhoul, “ma è piccolissima rispetto all’immensità del mare”.
Qualcuno crede di essere padrone del mondo, ma è niente rispetto ai popoli, alla forza dell’umanità, al desiderio collettivo di pace e giustizia.
Se “c’è ancora un domani”, continuiamo allora a costruire un mondo che contrasti il vento bellicista e fascista, difendendo la pace, la democrazia e i valori costituzionali nati dalla Resistenza.
Viva i partigiani!
Viva la Resistenza!
Viva la Costituzione!
Viva la Repubblica antifascista!