Associazione Culturale Onlus Gli Antichi Vituosi di San Potito

Associazione Culturale Onlus Gli Antichi Vituosi di San Potito Lo spettacolo ha avuto un momento di forte espansione culturale e di propaganda negli anni '70-'80. angacatasta, mammere, fetillio, etc.)

CHI SIAMO
Bisogna arrivare nel periodo post-bellico, in modo particolare agli anni '50, per una ripresa eccezionale che ha avuto dei Pulcinella rimasti ancora famosi e delle Zeze di cui rimane ancora il ricordo. Soprattutto quando mancanza di mezzi e di risorse economiche aguzzavano l'ingegno di tutti i protagonisti, felici di divertirsi e di divertire la gente, contentandosi magari di qualche spi

cciolo e di un buon bicchiere di vino. Le esibizioni del Gruppo, denominato i VITUOSI e con epicentro proprio nella piccola frazione di San Potito, hanno toccato le piazze non solo di tutto l'Agro nocerino-sarnese, ma pure quelle ben più consistenti di Maiori,Battipaglia,Agropoli, portandosi non solo fuori provincia, come nelle lontane Teora e Nusco dell'Avellinese , ma perfino all'estero con una tournèè in Belgio. La Nostra gente sentirà ancora vibrare le corde del proprio animo solo all'accenno di alcune note dei tamburi o dei primi versi della cantata "E sentite, signori miei...."? Ce lo auguriamo di cuore perchè, nonostante tutta la modernità e la strumentazione odierna, tutto questo rappresenta e ripresenta intatto il lucido spessore della nostra vera e propria tradizione. LA STORIA
La tradizione è antichissima; riferendoci ai test ed alla melodia dovremmo riandare al '600; ovviamente la ripresentazione (almeno a memoria d'uomo) data ai primi '900, quando la nostra società agricola non prevedeva altra evazione che questi momenti di collettivo divertimento. E' normale, proprio per lo svolgersi del tempo e l'evoluzione della società e dei costumi, che la tradizione della MASCHERATA (o da noi la classica Mascherata con denominatore globale d'O'ntreccio) ha avuto alterne vicende e momenti di stasi, con periodo di grande effervescenza negli anni '70-'80. IL BALLO
'O'ntreccio
Vi è una serie imprecisata di ballerini, normalmente una cinquantina, che effettuano la parte danzata. Indossano vestiti pacchiani che ripropongono costumi che vanno da quelli seicenteschi dell'area napoletana agli attuali. Si eseguono due tipi di danza che hanno come elemento di raccordo i rami di vite. Sono appunto i VITUOSI, viticci morbidi di vite da potersi piegare nelle varie evoluzioni e completamente ornati di nastri o di fiori di carta. Dall'intrecciarsi quindi di questi rami, il nome 'O'Ntreccio, senza volerci anche riferire all'intreccio ed intricato completo di vicende nella sceneggiata che segue. Come strumenti di accompagnamento si usano un tamburo, una tamburella e dei piatti, i passi , al ritmo di questi strumenti, sono fondamentalmente due, in marcia ed in movimento, mentre sono diversi quelli eseguiti a fermo, nelle piazze durante le soste e sono il ponte, la maruzza, il doppio ponte, 'o rint e fora. LA CANTATA
E' il pezzo più importante perchè conserva un filone che si innesta direttamente, dal punto di vista storico-folcoristico, al teatro seicentesco o teatro di strada, quando gli attori, in mezzo al pubblico, senza scene ed artifici, si esibivano in diretta, attraverso una gestualità comica ed ironica ed una verbalità non priva di quell'humus salace ed a tratti anche volgare: il tutto teso ad esorcizzare persone e situazioni solite in una rappresentazione volutamente forte e caricaturale. Ricompaiono i vecchi schemi del teatro a canovaccio, i tipi della commedia palatina (il vecchio, la ruffiana, la vedova in cerca di marito, il nobile decaduto, il giovane spasimante). I testi che vengono presentati, con un melos piuttosto complicato (e non in monocorde come in alcune espressioni limitrofe) rinviano direttamente ad un linguaggio dialettale antico, in cui molti vocaboli, per l'usura e l'evoluzione del tempo, riescono oggi incomprensibili; si evince, comunque, il ritratto di un mondo purtroppo oggi scomparso (cfr. I pezzi sono due:
1)'A Zeza. E' la storia, sapide e sofferta, di un Pulcinella padre che tenta di difendere la figlia Vincenzella che la moglie Zexa (antico diminutivo di Lucrezia) riesce, alla fine, a maritare al notaio don Nicola.
2)'A Vecchia vedova. La vedova Zeza, non potendo trovare marito per sè fa di tutto per maritare la figlia, offrendo una splendida dote; è un testo interessante sia dal punto di vista giuridico (trattasi di un vero e proprio contratto di matrimonio) che contenutistico-ambientale; l'elenco dettagliato della dote, messa per iscritto del notaio presente , prevede, tra l'altro "mappine e tovaglie, dojè 'nsert r'aglio, lardo e ventresca e 'nsalata fresca". Lo spettacolo ha avuto, come si diceva, alterne vicende. Nella nostra zona è vivissimo il ricordo, essendo stato per il passato proprio 'O'ntreccio rocchese, con origine mantenuta viva solo a S.Potito (frazione del Comune di Roccapiemonte) uno dei pezzi forti carnevaleschi in tutto il territorio dell'Agro ed oltre.

08/07/2025

Indirizzo

Via Della Pace
Roccapiemonte
84086

Sito Web

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