Tipico Rivello

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Vado, mi metto in viaggio e porto a tutti un grande messaggio. Attraversando paesi e città (ho) scritto sui muri, nel ci...
05/04/2026

Vado, mi metto in viaggio e porto a tutti un grande messaggio. Attraversando paesi e città (ho) scritto sui muri, nel cielo e per terra: viva la pace, abbasso la guerra. (G. Rodari) Buona Pasqua a tutti voi 🙏🐣😍🐥🥰🥳🌿❤️ Crea una foto con Rivello da abbinare a questa filastrocca

TIPICO RIVELLO - TIPICA VALLELA VALLE DEL NOCE E I SUOI POETI                          ANTONIO TORTORELLA
26/03/2026

TIPICO RIVELLO - TIPICA VALLE
LA VALLE DEL NOCE E I SUOI POETI

ANTONIO TORTORELLA

TIPICO RIVELLO - TIPICA OPINIONE CHIESE SVUOTATE E FEDE DISPERSA Fratelli e sorelle della nostra comunità,prima ancora d...
19/03/2026

TIPICO RIVELLO - TIPICA OPINIONE CHIESE SVUOTATE E FEDE DISPERSA

Fratelli e sorelle della nostra comunità,
prima ancora di entrare nel merito della riflessione proposta da Don Mario sulla conservazione dei beni della Chiesa, sentiamo il dovere di fermarci un momento e ricordare una verità semplice, ma decisiva: non sempre il valore di ciò che ci viene consegnato dal passato si lascia riconoscere subito agli occhi di chi guarda.
Vi sono testimonianze che appaiono umili, consumate, quasi mute. Carte ingiallite, frammenti segnati dal tempo, oggetti fragili, apparentemente poveri e privi di rilievo. Eppure proprio in ciò che sembra piccolo e trascurabile si nasconde talvolta una voce capace di attraversare i secoli.
I due documenti qui richiamati, rinvenuti nel nostro territorio, ne sono prova concreta. A uno sguardo frettoloso potrebbero sembrare soltanto antiche carte sopravvissute al tempo. Ma il loro destino racconta altro.
Il primo documento, oggi esposto a Roma, testimonia come anche un frammento ritenuto secondario possa diventare parte viva della storia regionale e nazionale quando viene studiato, compreso e restituito al suo contesto.
Il secondo, oggi custodito a Bruxelles, conferma che spesso proprio ciò che appare marginale custodisce elementi preziosi per ricostruire il cammino di una comunità, il volto di un territorio, la memoria di un popolo.
Se oggi quei segni non sono stati consegnati all’oblio, è perché qualcuno ha saputo guardarli con attenzione, con competenza e con amore per la memoria. Occhi attenti — e qui il grazie va anche a Pino — hanno riconosciuto ciò che altri avrebbero potuto non vedere.
Per questo, quando si parla di beni antichi, non possiamo permetterci che il giudizio si fermi all’apparenza.
Non basta vedere un oggetto deteriorato per pensare che abbia esaurito il suo compito.
Talvolta un piccolo frammento di legno, una carta consunta, un oggetto incompleto continuano a parlare: raccontano tecniche dimenticate, devozioni antiche, gesti quotidiani, passaggi storici, identità locali.
E ogni volta che uno di questi segni viene perduto senza essere compreso, una parte della nostra memoria si spegne.
Per questo ogni scelta definitiva chiede prudenza, studio e responsabilità. Chiede il contributo di studiosi, restauratori, ricercatori, collezionisti esperti: di coloro che possiedono gli strumenti per leggere il valore anche dove esso non appare immediatamente evidente.
Perché eliminare ciò che appare fragile può significare, senza accorgercene, cancellare una testimonianza irripetibile.
Conservare non significa semplicemente trattenere il passato. Conservare significa ascoltare ciò che ancora oggi il passato continua a dirci.
E una comunità che custodisce i propri segni custodisce se stessa.

TIPICO RIVELLO - TIPICI INGARBUGLIATI CON I RIFIUTIDI-SCARICHE SOTTO SEQUESTRO C’è una vecchia pubblicità di Carosello i...
02/03/2026

TIPICO RIVELLO - TIPICI INGARBUGLIATI CON I RIFIUTI

DI-SCARICHE SOTTO SEQUESTRO
C’è una vecchia pubblicità di Carosello in cui Cimabue faceva una cosa e ne sbagliava due. E viene quasi spontaneo pensare al consigliere Ponzi del Comune di Rivello e ai suoi “moschettieri”. È
troppo facile dire che il degrado di un paese sia solo colpa della maleducazione dei cittadini. Certo, il rispetto degli spazi pubblici è un dovere civico fondamentale: non abbandonare rifiuti, non sporcare, differenziare correttamente. Ma ridurre tutto a questo significa ignorare precise responsabilità istituzionali. Non si tratta di cercare un capro espiatorio, come ha fatto il consigliere Ponzi in un suo post recentemente, ma di pretendere che ognuno faccia la propria parte. Se il cittadino deve essere responsabile, lo stesso vale e ancor di più per chi amministra e per chi viene pagato con soldi pubblici per garantire un servizio. Oggi il nostro paese sembra una giungla: la macchia mediterranea copre i tetti delle case, le vie sono lastricate da pietra lavica con cacche fumanti e il patrimonio artistico è sfregiato dall’incuria. Il senso di abbandono è evidente a tutti. Si annuncia la svolta nel servizio di raccolta differenziata… e poco dopo arrivano i sigilli nei centri di raccolta di Nemoli, individuato anche per Rivello.
Consigliere Ponzi in merito all’ultimo annuncio che avete fatto la domanda dei cittadini nasce spontanea: il conferimento presso l’isola ecologica di Nemoli dove dobbiamo farla? Tutto tace? Ma che modi sono questi? Ormai è chiaro che è il vostro modo di operare. Quando non sapete cosa fare nascondete la polvere sotto il tappeto. I cittadini del rione Rotale lo sanno bene è quello che avete fatto per mesi con la mancanza di acqua. Quando si parla di ambiente e rifiuti non c’è spazio per l’improvvisazione. E se davvero, come in quella vecchia pubblicità, si continua a fare una cosa e sbagliarne due, forse è arrivato il momento di fermarsi e rivedere metodi e responsabilità.

TIPICO RIVELLO - TIPICO BORGO DA PREMIOFa riflettere quanto scritto dal sindaco di Lagonegro, Falabella, nella nota invi...
15/02/2026

TIPICO RIVELLO - TIPICO BORGO DA PREMIO

Fa riflettere quanto scritto dal sindaco di Lagonegro, Falabella, nella nota inviata a Poste Italiane. Nel tentativo di difendere i propri cittadini, descrive l’ufficio postale di Rivello come difficile da raggiungere, situato in una zona scomoda, senza adeguati parcheggi e con accessi complicati. Parole pesanti, soprattutto se pronunciate da un amministratore amico e politicamente vicino al sindaco di Rivello, Altieri.
Eppure, proprio da poco, Rivello è entrato tra i Borghi più belli d’Italia. Un riconoscimento importante, che dovrebbe rappresentare qualità della vita, decoro urbano, servizi efficienti e accoglienza. Ma la realtà che emerge, persino dalle parole di chi dovrebbe essere alleato dell’amministrazione Altieri, è ben diversa.
La verità è che sempre più persone vedono Rivello come un paese in cui i servizi pubblici sono difficili da utilizzare, con problemi di accessibilità, carenze strutturali e segni evidenti di degrado urbano. A questo si aggiungono lavori annunciati e finanziati che non hanno portato benefici concreti alla comunità.
Basti pensare all’asilo nido, finanziato, ma ancora lontano dall’essere una realtà in un paese dove, di questo passo, tra tre anni non ci sarà nemmeno il numero minimo di bambini per formare una prima elementare.Oppure ai fondi pubblici finiti nel nulla per strutture mai realmente valorizzate: l’ex scuola del Rotale, quella di San Costantino, e la struttura destinata alla Dieta Mediterranea, progetti che avrebbero potuto dare sviluppo e servizi, ma che oggi restano simboli di occasioni p***e.
Prima dei titoli e delle targhe, servono servizi funzionanti, spazi curati e opere che migliorino davvero la vita dei cittadini. Perché essere “tra i borghi più belli d’Italia” dovrebbe significare prima di tutto essere un paese vivibile per chi ci abita ogni giorno.

TIPICO RIVELLO - TIPICO PRANZO CARNEVALESCO POLENTA LOCALITÀ SAN GAUDIOSO ;CARNE DI MAIALE CONTRADA FIUMICELLO ;BROCCOLI...
14/02/2026

TIPICO RIVELLO - TIPICO PRANZO CARNEVALESCO
POLENTA LOCALITÀ SAN GAUDIOSO ;CARNE DI MAIALE CONTRADA FIUMICELLO ;BROCCOLI LOCALITÀ PIETRA FORESTA ; SALSICCIA PRODUZIONE FIUMICELLO;PATATE LOCALITÀ COLLA ; DOLCE ( CASTAGNOL D’ CARNOVAL’) LA CHEF CATERINA ROTALE

TIPICO RIVELLO - TIPICO DERAGLIAMENTO Ormai l’amministrazione ha deragliato da un pezzo: invece di guidare il territorio...
08/02/2026

TIPICO RIVELLO - TIPICO DERAGLIAMENTO

Ormai l’amministrazione ha deragliato da un pezzo: invece di guidare il territorio, sembra inseguire le nuvolette che fanno piovere soldi dal cielo .A Fiumicello, contrada di Rivello, sembra di assistere a una scena surreale: si parla di alta velocità che attraverserà il territorio, con cantieri, impatti ambientali e modifiche profonde alla viabilità, e la grande “conquista” annunciata sarebbe una fermata di un treno regionale nel nulla.
Una promessa che sa più di propaganda per creduloni che di progetto reale.
Perché le fermate non si improvvisano in mezzo ai campi, e soprattutto non si ottengono con gli slogan. Servono studi, bacini d’utenza, sostenibilità economica e, soprattutto, una visione complessiva di sviluppo del territorio.
Altrove si trattano strade, servizi, investimenti e compensazioni serie.
Qui si promette una stazione senza binari , senza bacino d’utenza e senza un progetto vero.
Se questo è il modo di “difendere il territorio”, c’è poco da stare tranquilli: più che un piano per il futuro, sembra che il sindaco stia giocando con una pista elettrica del trenino Lima.

TIPICO RIVELLO - TIPICHE VERITÀ RIMOSSE Sicurezza strutturale: quando i documenti parlano prima delle tragedie.I due doc...
05/02/2026

TIPICO RIVELLO - TIPICHE VERITÀ RIMOSSE
Sicurezza strutturale: quando i documenti parlano prima delle tragedie.

I due documenti ufficiali della Regione Basilicata non lasciano spazio a interpretazioni: un edificio pubblico non può essere considerato sicuro in assenza di collaudo statico e verifica strutturale completa, soprattutto quando cambia destinazione d’uso e accoglie un numero significativo di persone.
Nel caso esaminato, relativo a un immobile destinato ad attività scolastica( LA CASA CANONICA), emerge con chiarezza che:
mancavano la Relazione a Struttura Ultimata e il Certificato di Collaudo Statico, atti conclusivi e obbligatori del procedimento tecnico;
tali documenti non sono sostituibili da un semplice Certificato di Idoneità Statica;
il cambio di destinazione d’uso comporta il passaggio a una classe d’uso superiore, con conseguente obbligo di valutazione della sicurezza strutturale e, nei casi previsti, di adeguamento sismico.
Non si tratta di formalismi amministrativi, ma di condizioni essenziali di agibilità e sicurezza, previste dalla normativa nazionale e regionale proprio per prevenire eventi drammatici.
Il recente incidente avvenuto in una discoteca in Svizzera riporta brutalmente all’attualità una verità spesso rimossa: le tragedie non avvengono all’improvviso, ma maturano nel tempo, nell’assenza di verifiche, nei controlli mancati, nelle deroghe di fatto.
Scuole, locali pubblici, edifici destinati ad accogliere persone non possono essere “presunti sicuri”. La sicurezza non si dichiara, si dimostra attraverso verifiche tecniche rigorose e documentate.
Utilizzare strutture prive di collaudo statico significa trasferire il rischio sui cittadini, sui bambini, sulle famiglie, su chi quegli spazi li vive ogni giorno.
E questo non è un rischio astratto: è un rischio reale, concreto, che aumenta in caso di sovraccarichi, eventi sismici, modifiche d’uso o semplice usura del tempo.
Questi documenti pongono quindi una questione che è prima di tutto civile e politica:
la sicurezza non è negoziabile e non può essere sacrificata sull’altare della fretta, dell’abitudine o della convenienza.
Ignorare gli obblighi di legge oggi significa esporsi domani a responsabilità morali, civili e penali che nessuna giustificazione potrà cancellare.

TIPICO RIVELLO - TIPICO PICCINIAsilo nido: un servizio che dovrebbe aiutare le famiglie, non penalizzarleDistinto assess...
01/02/2026

TIPICO RIVELLO - TIPICO PICCINI

Asilo nido: un servizio che dovrebbe aiutare le famiglie, non penalizzarle

Distinto assessore Magaldi ancora una volta mi trovo costretto a segnalare una situazione assurda e inaccettabile che riguarda il servizio di asilo nido a Rivello.
Un asilo nido nasce per supportare le famiglie che lavorano, per garantire continuità educativa ai bambini e per permettere ai genitori di conciliare vita familiare e lavoro.
Eppure oggi ci troviamo davanti a una realtà che va nella direzione opposta.
L’asilo apre alle 8:30 del mattino.
Un orario fuori da ogni logica. In un contesto normale, l’orario di apertura dovrebbe anticipare l’inizio della giornata lavorativa, non seguirlo. Un asilo che apre alle 8:30 è qualcosa di più unico che raro, soprattutto in un momento storico in cui le istituzioni dovrebbero incentivare non scoraggiare la natalità.
I bambini sono stati spostati in una struttura fuori dal centro storico. Qualora fossero spostati ancora bisogna tenere presente la stabilità e la continuità educativa.
Altrimenti si rischia di provocare:
disorientamento nei bambini,
interruzione del percorso didattico,
stress inutile per famiglie e minori.
Attualmente segnalo che è già enorme il disagio per i genitori
per la mancanza di mezzi di trasporto e di accompagnatori forniti dal Comune, i genitori sono costretti ad accompagnare personalmente i figli, affrontando distanze maggiori e orari incompatibili con il lavoro.
Dal ritorno delle vacanze natalizie per l’asilo non è più disponibile il servizio pulmino.Questa settimana una famiglia non è riuscita ad accompagnare la propria figlia all’asilo proprio a causa di questi disservizi: la bambina è rimasta a casa, con un’ulteriore interruzione del percorso educativo.
Un fatto concreto che dimostra come il problema non sia teorico, ma incida direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie.
Tutto questo viene giustificato con la costruzione di nuove strutture.
Ma è necessario dirlo chiaramente: con i dati attuali sulle nascite le più basse della storia continuare a costruire nuovi edifici in ogni comune della valle appare come uno spreco di denaro pubblico, invece di investire nel miglioramento reale dei servizi esistenti e investimenti per creare posti di lavoro.
Non servono nuove strutture vuote.
Servono servizi funzionanti, orari adeguati, trasporti, continuità educativa e rispetto per le famiglie.
Quando un servizio pubblico non rispetta queste basi, non sta fallendo solo l’organizzazione, ma viene meno un dovere fondamentale verso i bambini e verso chi ogni giorno lavora e prova a costruire un futuro qui.
Chiedere il rispetto di questi diritti non è una polemica.
È semplice buon senso.

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