05/07/2026
TIPICO RIVELLO - TIPICO RIVELLO 1579/2026
DA UNA FESTA A UNA SFIDA: IL VERO MESSAGGIO DEI “BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA”
Quella che doveva essere una giornata di festa per celebrare l’ingresso di Rivello nell’Associazione “I Borghi più Belli d’Italia” si è trasformata, nei fatti, in un forte richiamo alla realtà.
Il Presidente dell’Associazione, Fiorello Primi, ha parlato con estrema chiarezza e senza giri di parole. Il messaggio rivolto all’Amministrazione comunale e all’intera comunità è stato inequivocabile: Rivello ha davanti un periodo di 18-24 mesi per dimostrare di meritare pienamente questo prestigioso riconoscimento, intervenendo sulle criticità emerse durante la valutazione.
Le discipline sulle quali occorre lavorare sono precise:
qualità della vita;
servizi e coesione sociale;
accessibilità fisica e digitale;
Infrastrutture;
decoro urbano.
Le parole del Presidente meritano di essere ricordate:
“Se dovessimo giudicare Rivello, come altri paesi del Sud, con lo stesso metodo di valutazione che utilizziamo per altre realtà del Centro-Nord, avremmo grosse difficoltà ad ammetterlo nell’Associazione.”
E ancora, il Presidente ha spiegato che questo ingresso non rappresenta tanto un punto di arrivo, quanto un impegno solenne assunto dall’Amministrazione e dall’intera comunità a cambiare rotta, migliorando concretamente il paese.
Passeggiando oggi per le strade di Rivello, un tempo lastricate con la pietra locale, riaffiorano i ricordi di un borgo vivo. Da bambini respiravamo il profumo delle erbe usate dai ramai, il dolce aroma delle caramelle mou conservate nei grandi barattoli di vetro, ammiravamo falegnami, artigiani e pasticcieri che trasformavano il proprio mestiere in arte.
Oggi, troppo spesso, quel profumo è sostituito dal degrado, dal disordine, dall’abbandono. Basta percorrere il centro storico per rendersi conto di quanto sia stato smarrito nel tempo. È una constatazione che fa male e che stringe il cuore.
Ma proprio da questa consapevolezza deve nascere la speranza.
La speranza che qualcuno, amando davvero questi luoghi, abbia il coraggio, la competenza e la determinazione di invertire la rotta; che si colga l’occasione offerta dall’Associazione non come una medaglia da esibire, ma come uno stimolo a costruire un paese più vivibile, più ordinato, più accogliente e più bello.
Lo dobbiamo ai nostri avi, che ci hanno consegnato un patrimonio straordinario. Ma, soprattutto, lo dobbiamo ai nostri figli e alle generazioni future, affinché possano ricevere un borgo migliore di quello che abbiamo trovato.