10/05/2026
Sotto i campi agricoli della Ciociaria ci sono i pozzi petroliferi più antichi d'Italia. Non in Sicilia, non in Val Padana — a Ripi, provincia di Frosinone, 60 km da Roma.
Tutto nasce l'11 marzo 1868, quando un proprietario terriero di nome Annibale Gualdi ottiene la prima concessione mineraria della storia italiana su una zona chiamata "Le Petroglie". Il nome viene da secoli: lì il petrolio affiorava da solo, come sorgente naturale, e la gente del posto lo usava già per illuminazione.
Gualdi cede i diritti per 5.000 lire. Da quel momento la trivellazione non si ferma più.
Nel 1872 arrivano i capitali francesi, due pozzi profondi 63 metri. Nel 1918 lo Stato requisisce tutto per le esigenze belliche e i pozzi scendono fino a 546 metri. Nel 1938, con 40 pozzi attivi in contemporanea, questo angolo di Ciociaria è il più grande campo petrolifero del Centro-Sud Italia.
E qui arriva il bello.
Il 22 gennaio 1942, Benito Mussolini visita personalmente il sito. Non è una visita di cortesia: è una messa in scena propagandistica dell'autarchia fascista, la dimostrazione che l'Italia può bastare a se stessa sul petrolio. Un campo di trivelle tra le colline laziali come risposta alle sanzioni internazionali.
Spoiler: non andò così.
Due anni dopo, in ritirata, i tedeschi distrussero deliberatamente i pozzi uno per uno. Macchinari sabotati, infrastrutture demolite. AGIP riprende le operazioni nel 1945, ma nel 1954 abbandona definitivamente il sito, licenziando tutti gli operai.
Oggi quei pozzi si possono ancora visitare. Il percorso si chiama "Via del Petrolio": un itinerario a piedi tra trivelle arrugginite, impianti abbandonati e il Pozzo Roma, scavato a mano con un diametro di 3,60 metri, rivestito in mattoni, profondo centinaia di metri sotto una pianura che sembra qualunque altra pianura italiana.
I campi sopra producono ancora qualcosa: circa 300 tonnellate di petrolio all'anno, ancora oggi, dalla stessa concessione mineraria del 1868.
La Ciociaria agricola produce petrolio da 157 anni. Semplicemente, nessuno ne parla.
In breve:
A Ripi (FR) si trovano i pozzi petroliferi con la concessione mineraria più antica d'Italia, rilasciata l'11 marzo 1868.
Nel 1938 erano attivi 40 pozzi; Mussolini li visitò nel 1942 come simbolo di autarchia fascista.
I tedeschi li distrussero in ritirata; oggi sono un museo visitabile ('Via del Petrolio') e producono ancora 300 t/anno di petrolio.