01/04/2025
Perché Adam potesse arrivare in sicurezza in Italia ci sono voluti 4 anni e una decisione del Tribunale di Roma ad accertare la responsabilità italiana nel respingimento del ragazzo in Libia.
Perché ad Adam fosse consentito di fare quello che facciamo noi tutt* – salire su un aereo e raggiungere una meta – è stata necessaria un’azione legale e un provvedimento del giudice che ha ordinato all’Italia il rilascio di un visto di ingresso
Adam 4 anni fa
Sarebbe arrivato come dicono alcuni “illegalmente”
Adam oggi
È arrivato come dicono alcuni “legalmente”
Ma Adam è la stessa persona
Adam è un richiedente asilo, in fuga dalla guerra sudanese, oggi come allora
Adam ha tentato il mare 5 volte, spendendo cifre spropositate, rischiando la vita per finire, ogni volta, respinto nei lager libici, dove sistematicamente ha subito violenze e abusi.
Chi ci guadagna?
Dai viaggi della speranza alla compravendita degli schiavi, dai sequestri a fini di riscatto ai furti dei beni personali, i migranti rappresentano una fonte economica inestimabile
C’è un volo di linea da Tripoli, voluto dal Governo Meloni.
Quel volo rappresenterebbe una via sicura per tutti gli Adam costretti a passare dalla Libia.
Per quel 10%* di persone costrette ad arrivare in Europa per vie insicure, ci sarebbe un’alternativa che in un batter di ciglia metterebbe fine alle morti in mare e al traffico di esseri umani
* Nel 2023, ci sono stati circa 385.000 migranti "irregolari", mentre oltre 3,7 milioni di persone hanno utilizzato canali legali di migrazione (Fonte: Parlamento UE)
Ma c’è qualcuno che ci guadagna e tanto.
Su tutto il globo terracqueo.
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Adam adesso è ospitato da Baobab Experience
È arrivato in Italia grazie al lavoro di squadra delle avvocate e degli avvocati di Associazione Studi Giuridici Immigrazione e dell'enorme lavoro di indagine di Josi & Loni Project
Hanno collaborato Sea-Watch e Watch The Med - Alarm Phone
Adam è qui grazie all'attivismo di tutte e tutti coloro che credono in un mondo senza confini e nel diritto di ciascun essere umano di mettersi in salvo e scegliere il luogo in cui abitare.
Ancora una volta l'Italia è stata riconosciuta responsabile per aver respinto in Libia persone che avrebbero dovuto essere protette e ancora una volta la è stata riconosciuta da un Tribunale come luogo non sicuro
Nonostante tutto questo, si continua a perpetrare nella violazione su procura dei diritti umani