03/07/2026
🟥 𝐅𝐨𝐨𝐝 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐯𝐞𝐫𝐲, 𝐍𝐈𝐝𝐢𝐋 𝐂𝐆𝐈𝐋: “𝐂𝐨𝐦𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐢𝐝𝐞𝐫, 𝐥’𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐚 𝐆𝐥𝐨𝐯𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚. 𝐀𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.”
Roma, 3 luglio 2026 – “Fatta la legge, trovato l’inganno. L’aumento medio fino a 200 euro promesso da Glovo a maggio, con decorrenza dal 9 febbraio 2026, si è tradotto in pochi euro. Questo è, in realtà, quanto hanno ricevuto le rider e i rider della piattaforma come conguaglio retroattivo per quattro mesi di lavoro, dimostrando l’assenza di reali cambianti.” Così denuncia NIdiL CGIL in una nota diffusa oggi.
👉 L’aumento del compenso minimo era stato annunciato dalla società sotto controllo giudiziario il 19 maggio scorso, con la condivisione della Procura di Milano: promessi 3 euro lordi a consegna (contro i precedenti 2,50), 14 euro lordi l’ora (contro i 10), “aumenti medi fino a 200 euro al mese”. Le fatture esaminate da NIdiL Cgil per il periodo 9 febbraio – 31 maggio 2026, 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀, 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 “𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐮𝐦” 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐚𝐢 𝟏𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐭𝐨𝐭𝐚𝐥𝐢.
👉 Questi numeri confermano quanto NIdiL Cgil ha già denunciato il 26 giugno scorso, quando ha lasciato il tavolo convocato da Confcommercio – che riunisce anche Conftrasporto e AssoDelivery – sulle regole del food delivery. “Nessuna apertura su subordinazione, compensi e tutela dal caldo” le motivazioni di quella scelta riferita in particolare a Glovo-Foodinho e Deliveroo, che inquadrano i rider con partita IVA o collaborazione occasionale, entrambe sottoposte a controllo giudiziario dalla Procura di Milano.
👉 “Il meccanismo di calcolo dei presunti aumenti emerge dalla stessa comunicazione con cui Glovo li ha annunciati a lavoratrici e lavoratori – spiega il Sindacato -. Il minimo di 3 euro a consegna vale “indipendentemente da ogni altra variabile”: non è cioè agganciato ad alcun parametro di distanza. È, dunque, l’algoritmo della piattaforma, attraverso l’assegnazione degli ordini, a stabilire se quella soglia rappresenti un reale aumento o una soglia già ampiamente superata dai compensi correnti. Allo stesso modo, il nuovo minimo orario di 14 euro non si calcola sul tempo di lavoro realmente impiegato, ma su un “tempo effettivo calmierato”, cioè tagliato da tetti massimi (“Cap”) calcolati dalla stessa Glovo su base statistica: attese ai locali, ricerca di citofoni, traffico imprevisto, se superano la mediana, semplicemente non vengono retribuiti. 𝐂𝐨𝐬𝐢̀ 𝐟𝐚𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐮𝐧 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞.
👉 “Le modifiche sui compensi propagandate da Glovo per uscire dal controllo giudiziario non hanno cambiato le cose – conclude NIdiL CGIL – lo dimostrano conguagli da pochi euro dopo quattro mesi di lavoro. Chi lavora ogni giorno con continuità va qualificato come subordinato, con i diritti che ne derivano.”