Operazione Colomba

Operazione Colomba Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII Operazione Colomba è il Corpo Nonviolento di Pace dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.

La Comunità Papa Giovanni XXIII
La Comunità Papa Giovanni XXIII (Ente Ecclesiastico di Diritto Pontificio Civilmente Riconosciuto con D.P.R. n. 596/72), fondata nel 1973 da don Oreste Benzi, che ne è stato Presidente e leader carismatico fino alla sua morte (2 novembre 2007), è una Associazione che opera nel vasto mondo dell’emarginazione con uno stile basato sulla condivisione diretta della vita

con i poveri, per la liberazione degli oppressi e la rimozione delle cause che generano le ingiustizie. Attualmente è presente in 27 paesi in tutti i continenti, con progetti a favore di minori (bambini soldato, bambini di strada, bimbi con handicap, orfani dell’AIDS), donne, portatori di handicap, vittime di violenza e di sfruttamento sessuale, tossicodipendenti, senzatetto, popolazioni coinvolte in conflitti armati e gruppi di promozione dei diritti umani, raggiungendo più di 41.000 persone al giorno. L'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII - Condivisione fra i Popoli, riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri come ONG, ne promuove e coordina gli interventi internazionali. Per maggiori informazioni: www.apg23.org

Operazione Colomba
Operazione Colomba è un progetto aperto a tutte quelle persone, credenti e non credenti, che vogliono sperimentare con la propria vita che la nonviolenza è l'unica via per ottenere una Pace vera, fondata sulla verità, la giustizia, il perdono e la riconciliazione. I componenti sono volontari divisi essenzialmente in due gruppi: volontari di lungo periodo, cioè persone che danno uno o più anni di disponibilità a tempo pieno e volontari di breve periodo, cioè persone che danno uno o più mesi di disponibilità. Dal 1992 ad oggi oltre mille persone hanno partecipato ai progetti di Operazione Colomba. Le principali caratteristiche dell'intervento di Operazione Colomba:
- la nonviolenza: forza attiva e creativa che si concretizza in azioni di interposizione, accompagnamento, mediazione, denuncia, protezione, riconciliazione, animazione...
- l'equivicinanza: condivisione della vita con tutte le vittime sui diversi fronti del conflitto, indipendentemente dall’etnia, la religione, l’appartenenza politica...
- la partecipazione popolare: non sono richiesti particolari curricoli. Di indispensabile c’è l'adesione ad un cammino sulla nonviolenza, una limpida affinità con la proposta e con la vita di gruppo, la maggiore età e la partecipazione ad un corso di formazione specifico. Un Corpo Civile e Nonviolento di Pace
Insieme a tante altre realtà italiane (in parte riunite nel Tavolo Interventi Civili di Pace e nell'IPRI rete CCP) ed internazionali (PBI, NPF, FOR, CPT...) riteniamo sia tempo di proporre e realizzare alternative efficaci e credibili allo strumento militare per intervenire nei conflitti internazionali, inter-statali ed intra-statali. Durante quest’ultimo ventennio la società civile mondiale ha proposto forme nuove di intervento in diversi settori della vita internazionale. Come ha riconosciuto l'allora Segretario Generale dell’ONU, Boutros Ghali, nella sua Agenda per la Pace, le ONG e la Società Civile possono ricoprire un ruolo fondamentale nella prevenzione dei conflitti, nel mantenimento della pace e nella costruzione della pace dopo i conflitti. Numerose risoluzione della Assemblea Generale dell'ONU affermano il diritto/dovere di intervenire a tutela dei Diritti Umani. Operazione Colomba è secondo noi un modello significativo ed efficace di Corpo Civile e Nonviolento di Pace che interviene nei conflitti armati e sociali acuti.

05/06/2026

UCRAINA Durante un incontro online con una scuola italiana e alcuni ragazzi ucraini, per caso il telefono è rimasto collegato durante il cambio dell’ora. Si sentivano solo voci, risate, il rumore normale di studenti nei corridoi. I ragazzi ucraini hanno detto: “Che regalo ci hai fatto.”
Da anni, tra pandemia e guerra, non vivono più una scuola in presenza. Non ricordano quasi più cosa significhi ridere tra un’ora e l’altra, incontrarsi nei corridoi, vivere una quotidianità normale.
Quel rumore confuso di una scuola italiana, per loro, era diventato qualcosa di lontano. Quasi un ricordo.
“La guerra la capisce solo chi sta dalla parte sbagliata del fucile”: non chi la osserva da lontano, non chi la racconta nei talk show o la studia sulle mappe, ma chi vive sotto le bombe, chi ha paura, chi perde la propria casa o viene costretto a combattere.
Distruggere è facile e veloce. Per fare la guerra non serve conoscere davvero le persone che si colpiscono. Ricostruire invece richiede tempo, relazioni, fiducia, ascolto e la capacità di entrare nella vita degli altri. Se distruggere può richiedere pochi istanti, ricostruire l’umanità ferita dalla guerra può richiedere anni.
I volontari e le volontarie di Operazione Colomba continuano a vivere accanto alle vittime della guerra, per non lasciarle sole.

Ascolta l’ultima puntata del podcast dall’Ucraina su tutte le piattaforme.
https://www.spreaker.com/episode/101-dalla-parte-sbagliata-del-fucile--72225343

CONFINI - GRECIA MadriHo conosciuto un gruppo di mamme, le chiamo “straniere” perché non sono greche, ma sono tutte euro...
04/06/2026

CONFINI - GRECIA Madri

Ho conosciuto un gruppo di mamme, le chiamo “straniere” perché non sono greche, ma sono tutte europee. Simili a me, noi e i nostri bambini abbiamo passaporti privilegiati, ci muoviamo fluidi da uno Stato all’altro, attraversiamo i confini senza neanche accorgercene. Mi consigliano parchi giochi, spiagge fuori città e zone tranquille dove passeggiare. Poi ci sono le persone migranti. Anche molte di loro sono mamme: vorrei scambiarmi anche con loro consigli sulla maternità ma invece mi ritrovo a essere io quella che dà le informazioni utili: dove trovare mense solidali, vestiti a poco prezzo, un dottore gratis, un tetto dove dormire qualche notte.

Le parole fanno emergere tutta l’assurdità della situazione: expat o migranti siamo tutte in movimento, siamo tutte straniere: la differenza è nel privilegio.
Io vivo da un lato come mamma expat e dall’altro come attivista solidale con le persone migranti. Eppure sento che queste due parti comunicano e si contaminano a vicenda. Vado con le famiglie sudanesi a giocare al parco consigliato dalle mamme straniere, e alle mamme straniere racconto del nostro lavoro fuori dai campi profughi e le storie di chi ci vive. Sono una e contengo tutto, guardo la mia bambina ridere insieme ai suoi coetanei a volte tedeschi a volte sudanesi e penso che per lei è uguale, basta che ci siano i bimbi e le altalene e la giornata è perfetta. E alla fine mi ricordo cosa tiene insieme tutto questo caos, queste giornate in cui saluto in greco, parlo in arabo e canto ninna nanna in italiano. Il desiderio più forte e limpido che mai di crescere mia figlia in un mondo dove i confini non esistono, o se proprio devono esistere, tutti quanti possiamo attraversarli come e quando ci pare.

Maria

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https://www.operazionecolomba.it/emergenzaconfini/4090-madri.html

CILE MAPUCHE Non abbiamo paura!Non abbiamo paura!M. è una signora anziana, la prima volta che l’ho vista era ad una mani...
03/06/2026

CILE MAPUCHE Non abbiamo paura!
Non abbiamo paura!
M. è una signora anziana, la prima volta che l’ho vista era ad una manifestazione e nonostante la pioggia lei camminava a piedi nudi.
La rincontriamo più volte durante le manifestazioni o durante momenti pubblici di fronte al carcere di Temuco, dove molti Mapuche si radunano per trasmettere newen (energia) ai prigionieri Mapuche rinchiusi.
Inizio a conoscerla un po’ di più in una baracca, nel pieno di un campo, al confine di un territorio in “recuperacion”, in rivendicazione territoriale (una formula usata dai Mapuche per raccontare il fenomeno di rivendicazione e occupazione delle terre che gli sono state strappate con la violenza durante la Pacificazione dell’Araucania - campagna militare e politica condotta dal Cile tra il 1861 e il 1883, volta a conquistare e sottomettere il territorio abitato dal popolo Mapuche).

Quel giorno c’era una pioggia torrenziale e in quella baracca, con il pavimento di terra battuta, scorreva molta acqua. Il lonko che dovevamo incontrare stava arrivando e così è stata lei a fare gli onori di casa. Sempre molto brusca e diffidente nell’incontrare noi winka (non Mapuche) stemperava tutto però con un sorriso o una risata. Fra una battuta e una domanda ci ha raccontato che la sua vita non è stata facile, arrestata e torturata durante la dittatura, la sua vita è stata lontana dalle terre Mapuche, anche lei come molte donne inghiottita dalla megalopoli di Santiago e costretta a lavorare come donna di servizio per poter vivere. Ora che è anziana ha deciso di tornare al Walmapu (terre Mapuche) per poter finalmente vivere pienamente la sua cultura e la sua spiritualità.
Sono stato più volte nella baracca di legno, quella comunità ha ricevuto molti attacchi della forza pubblica, la loro presenza lì vuole difendere il territorio, una piccola laguna che rischia di seccarsi, e rivendica con forza la restituzione della terra.
Credo, alla fine, di esserle diventato simpatico, che abbia percepito la nostra voglia sincera di essere lì in mezzo a loro per condividere un pezzo della loro vita e storia.
Quella baracca di legno però oggi non esiste più, è stata abbattuta dagli operai del grande proprietario terriero che rivendica come legalmente sua la terra rubata ai Mapuche: un giorno, protetti dalle forze dell’ordine, sono arrivati e hanno buttato giù tutto… la signora M. non era presente.
La baracca è stata ricostruita qualche metro più in là e la lotta per rivendicare Diritti e protezione del territorio continua.
In alcuni video in rete si vede la signora M. di fronte a uomini armati di tutto punto: urla le sue ragioni, la spingono e lei cade, ma non demorde, si rialza e continua a guardare questi giovani soldati con il suo sguardo fiero… uno sguardo pieno di rughe ma che racconta molte cose.
Lei grida: “non abbiamo paura”!
E sembra quasi che i ruoli si invertano, che siano i soldati intimoriti da questa piccola donna.
In un altro video lei e il lonko si mettono d’avanti ad un mezzo blindato per non farlo avanzare, il militare alla guida schiaccia l’acceleratore e il mezzo fa un balzo in avanti di qualche metro, M. arretra poi quasi si arrampica sul mezzo blindato ma non si scansa e continua a urlare le regioni di questo popolo che non si è arreso.
M. è piccola, il mezzo blindato è grande, e quasi mi sembra quell’uomo a Pechino davanti ad un carrarmato.
“Non abbiamo paura!”

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CILE MAPUCHE Report delle attività. Aprile 2026.Ad aprile le volontarie e i volontari hanno potuto visitare nuovamente l...
03/06/2026

CILE MAPUCHE Report delle attività. Aprile 2026.

Ad aprile le volontarie e i volontari hanno potuto visitare nuovamente le carceri di Angol, Temuco e Valdivia. In queste occasioni hanno incontrato sette detenuti coinvolti nei casi Vegas Centenario, Quilleco, Lautaro e Grollmus. Durante questi incontri, hanno raccolto informazioni sulla loro situazione legale e personale, e hanno cercato di instaurare un rapporto volto a cogliere i loro bisogni a livello umano e culturale all'interno del carcere. In un caso, hanno anche raccolto informazioni su maltrattamenti e discriminazioni subiti all'interno del carcere a causa delle sue origini Mapuche.

Durante un viaggio a Temuco, parte del team ha avuto anche l'opportunità di incontrare nuovamente il direttore dell'Istituto Nazionale per i Diritti Umani (INDH) nella regione dell'Araucanía.

Il 1° aprile la Corte Suprema ha respinto il ricorso di nullità presentato dall’avvocata della difesa, Josefa Ainardi, riguardo la condanna di Rafael Pichun Collonao per il caso Quilleco; di conseguenza, la condanna a sette anni è stata ratificata. Il portavoce della CAM è attualmente detenuto nel carcere di Angol; nel mese di maggio affronterà un altro processo per il caso Vegas Centenario. La sua avvocata ha espresso preoccupazione per gli standard probatori bassi e differenziati applicati alle persone appartenenti al popolo Mapuche. Il 12 aprile Rafael Pichun ha inviato una lettera aperta alla società civile, annunciando la presentazione del suo caso presso il Tribunale Interamericano dei Diritti Umani.

Il 18 aprile si è svolta una mobilitazione per sostenerlo, con una visita di massa al carcere, a due anni esatti dal suo arresto. Alcune comunità denunciano l'irregolarità della condanna avvenuta, a loro dire, tramite prove prive di fondamento e testimoni in incognito.

Il 3 aprile sono state rese note le condanne per il caso Huracán, lo scandalo in cui alcuni funzionari pubblici hanno manipolato prove per incriminare ingiustamente diversi membri di comunità Mapuche. Degli undici imputati iniziali, cinque sono stati assolti e quattro hanno ottenuto pene alternative; solo due sono stati condannati al carcere. Per le vittime, una simile decisione è una beffa e un insulto all'intero popolo Mapuche.

Il 10 aprile il Tribunale di Garanzia di Los Lagos ha riesaminato le misure cautelari per i figli di Julia Chuñil, accusati della scomparsa della madre. Per due di loro è stato revocato il regime di arresti domiciliari, sancendone la rimessa in libertà, mentre per il terzo figlio resta confermata la carcerazione preventiva. L’equipe ha potuto assistere all’udienza, nel ruolo di osservatori dei Diritti Umani.

L’11 aprile Jaime Uribe, compagno della Machi Millaray del territorio di Pilmayken, è deceduto in un incidente d'auto. I volontari di Operazione Colomba, che lo hanno conosciuto, lo ricordano come una persona gentile e determinata nella lotta in difesa dei Diritti dei Mapuche.

Il 23 aprile si è conclusa la fase preliminare dei processi Grollmus e Los Ríos, un percorso segnato da pesanti ritardi, udienze frammentate e lunghe detenzioni preventive, estese persino ai minori. Il caso ha sollevato forti critiche sul piano dei Diritti Umani: sotto accusa sono l'uso di testimoni anonimi come prova cardine, l'insufficienza di riscontri materiali e le potenziali violazioni del giusto processo. Secondo le famiglie e le comunità coinvolte, tali dinamiche hanno avuto un impatto notevole, denunciando un clima di crescente criminalizzazione e persecuzione.

Lo stesso giorno, nella regione dell'Alto Biobío, i membri della comunità di Rgaliko hanno denunciato un'operazione di sgombero condotta dalle forze di polizia, durante la quale si sarebbero verificati atti di violenza, tra cui l'incendio completo di abitazioni (rukas) e la distruzione di beni essenziali come cibo, vestiti e attrezzi. Sono state segnalate gravi violazioni dell'integrità fisica, culturale e territoriale della comunità, con un profondo impatto sul suo tessuto sociale e spirituale. Gli eventi vengono interpretati dalla comunità come una violazione dei Diritti collettivi delle popolazioni indigene, in un contesto di conflitto territoriale, con l’accusa di un uso sproporzionato della forza. Sempre il 23 aprile, su richiesta dei giovani della residenza universitaria Mapuche We Liwen, l’equipe sul campo ha organizzato un workshop sulla prevenzione e tutela personale durante le manifestazioni.

Il 27 aprile il leader Mapuche Facundo Jones Huala ha iniziato uno sciopero della fame nel carcere di Rawson (Argentina). È detenuto in custodia cautelare da 11 mesi senza accuse formali né condanna. Lo sciopero mira a denunciare le carenze nelle condizioni carcerarie, le restrizioni all'esercizio delle pratiche culturali e spirituali e gli ostacoli alla comunicazione con il suo legale, tra cui la mancata presentazione di una denuncia formale al tribunale competente. Inoltre, sono emerse segnalazioni di maltrattamenti, discriminazioni e limitazioni all'accesso ai beni di prima necessità, che costituiscono potenziali violazioni dei Diritti fondamentali.

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https://www.operazionecolomba.it/cile-mapuche/report-mensile/4086-cile-mapuche-aprile-2026.html

UCRAINA Report delle attività. Aprile 2026.​Tutte le notizie dalla presenza in Ucraina si possono ascoltare attraverso l...
03/06/2026

UCRAINA Report delle attività. Aprile 2026.

​Tutte le notizie dalla presenza in Ucraina si possono ascoltare attraverso le puntate del podcast: “Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina”. Puoi trovare tutte le puntate su spreaker e su tutte le principali piattaforme podcast

15 aprile. Durante la breve tregua per la Pasqua Ortodossa, “nessuno era più abituato a sentire silenzio per tutto un giorno”, il giorno dopo tutto è ricominciato.
Pare che a Kherson siano state mandate diverse squadre di piloti di droni russi per fare pratica, ai danni dei civili, nell'uso dei droni. Dopo questo addestramento sul campo pare si sposteranno nella zona centrale del Donbass, andando a combattere dove lo scontro è tra due eserciti. Un amico ucraino ci dice: “Ci sono solo due possibilità a Kherson. O andare a combattere o scappare”. Quindi fuori dalla guerra o più dentro possibile dalla guerra, Come volontari di Operazione Colomba: ”quello che cerchiamo di fare è (...) trovare una terza possibilità, cercare una terza possibilità”.
Non da lontano. Non in teoria. Ma restando accanto a chi vive la guerra sulla propria pelle. dall'Ucraina. Puntata 98.
https://www.spreaker.com/episode/98-cercare-una-terza-possibilita--71337914

13 aprile. l’attacco di drone contro un auto parcheggiata fuori da un supermercato frequentato quotidianamente dalle persone che vivono a Kherson nonostante tutto. Fare la spesa è un gesto quotidiano, semplice, normale. Nessun obiettivo militare, solo civili. La commessa, accovacciata, stava sistemando dei detersivi “non si è neanche alzata, ha continuato a sistemare i detersivi in ginocchio. Come dire, sì, potevo morire, ma d’altra parte se ci pensi troppo, come fai a vivere?” Pare ci siano militari russi mandati nella zona di Kherson per addestrarsi a guidare i droni, l’esperienza e l’addestramento si fa ai danni dei civili. Puntata 99
https://www.spreaker.com/episode/99-non-si-e-nemmeno-alzata--71400812

29 aprile. A Kherson i bombardamenti sono quotidiani e costanti. I civili diventano bersaglio utile all’addestramento dei militari russi con i droni. “Cosa si può fare in questa situazione?”
La risposta non è teorica, ma concreta e quotidiana. “Quando la situazione diventa peggiore significa che il nostro impegno deve diventare maggiore” è questa la scelta dei volontari e delle volontarie di Operazione Colomba, che continuano a vivere accanto alla popolazione civile. “Solidarietà significa essere solidali, cioè condividere la situazione di difficoltà che una persona prova”. Puntata 100
https://www.spreaker.com/episode/100-solidarieta--71730214

Ascolta tutte le testimonianze dall’Ucraina del mese di aprile su spreaker e sulle principali piattaforme podcast
Leggi e ascolta tutte le notizie sul sito di .
https://www.operazionecolomba.it/emergenzaucraina.html

PALESTINA Report delle attività. Aprile 2026.Situazione attuale e Attività volontari/eA inizio aprile il meteo è stato p...
31/05/2026

PALESTINA Report delle attività. Aprile 2026.
Situazione attuale e Attività volontari/e
A inizio aprile il meteo è stato particolarmente piovoso, lasciando i campi e le vallate della Masafer Yatta inaspettatamente verdi, adatti ai pascoli per le comunità palestinesi della zona. Da metà mese tanti pastori dell’area hanno ricominciato a portare le greggi sulle proprie terre, subendo quotidianamente aggressioni, violenze e danneggiamenti di terre agricole da parte dei coloni israeliani dell’area. A tal proposito, sono avvenuti due eventi di furto di pecore e capre che in Italia chiameremo abigeato, che denotano un pattern di comportamento evidente nell’azione dei coloni: i coloni-pastori cercano di avvicinarsi alle greggi palestinesi per unire le greggi, confondere le pecore e così rubare tutte le pecore al pastore palestinese, facendole passare per proprie. È successo sia a Rojum Ali nella notte tra il 27 e il 28 aprile, sia a Maghayir Al Abid nella giornata del 29 aprile.

Leggi tutto il report dal sito di . Link in bio.
https://www.operazionecolomba.it/palestina/palestina-report/4083-palestina-aprile-2026.html

CONFINI: GRECIA Report delle attività. Aprile 2026.Il mese di aprile si è aperto con una doppia tragedia in mare. Il 1° ...
30/05/2026

CONFINI: GRECIA Report delle attività. Aprile 2026.
Il mese di aprile si è aperto con una doppia tragedia in mare. Il 1° aprile diciotto persone sono annegate al largo della costa di Bodrum, nel sud-ovest della Turchia, dopo il naufragio del loro gommone diretto in Grecia. Nel frattempo, a largo dell’isola di Lampedusa, la guardia costiera italiana raggiungeva un barchino partito dalla Libia con a bordo 80 persone, da giorni alla deriva a causa della rottura del motore e delle pessime condizioni meteo. Tra i corpi semi congelati e tremanti per il freddo, c’erano 19 cadaveri, morti per ipotermia durante la traversata. Alla vigilia di Pasqua un’imbarcazione proveniente da Tajoura (Libia), si è ribaltata a causa delle condizioni meteo avverse. Il bilancio è terribile: solo 32 sopravvissuti, 71 dispersi e 2 corpi recuperati. Le acque libiche continueranno a restituire corpi per tutto il mese a testimonianza dei continui naufragi conseguenza del maltempo, della crudeltà dei trafficanti e della mancanza di un sistema europeo di ricerca e soccorso.

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https://www.operazionecolomba.it/emergenzaconfini/confini-report/4087-grecia-aprile-2026.html

29/05/2026

PALESTINA GHWEIN, MASAFER YATTA
Il 27 maggio, giorno dell'Eid, i coloni orchestrano un sistematico atto di molestia ai danni di una famiglia palestinese. Il copione è familiare: prima i ragazzini, poi i rinforzi armati, infine l'isolamento. Questo non è un incidente isolato. È una strategia più ampia di espropriazione e pulizia etnica. Questo è colonialismo d'insediamento quotidiano.

COLOMBIA Report delle attività. Aprile 2026.Nel mese di aprile Operazione Colomba ha garantito l’accompagnamento protett...
29/05/2026

COLOMBIA Report delle attività. Aprile 2026.

Nel mese di aprile Operazione Colomba ha garantito l’accompagnamento protettivo alla Comunità di Pace, soprattutto nelle aree rurali dei villaggi de La Esperanza e Resbalosa dove i membri della Comunità continuano a svolgere le loro attività agricole, in particolare con la semina del mais e del riso. Il cambiamento climatico ha portato piogge copiose anche nei mesi usualmente di stagione secca, danneggiando le coltivazioni di cacao, il cui prezzo di vendita tra l’altro ha avuto un ribasso di quasi cinque volte rispetto all’anno scorso. Sicuramente il momento più saliente del mese è stata la celebrazione della Via Crucis durante il triduo pasquale. Come ogni anno infatti, accompagnati da padre Javier Giraldo, la Comunità di Pace ha scelto uno dei tanti cammini segnati nei decenni da quei luoghi in cui furono uccisi membri della Comunità e non, per mano dei gruppi armati legali ed illegali. Questo 3 aprile la Via Crucis si è snodata da San Josecito alla Linda e ad ogni stazione sono state ricordate una o più vittime, tra cui Ramiro Correa uno dei fondatori della Comunità, ucciso dalle FARC-EP nel 1996. La Via Crucis non è solo fare memoria del dolore: è dare testimonianza del sacrificio di tante persone che hanno davvero segnato con le loro vite, il cammino di giustizia, di amore e di libertà.

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https://www.operazionecolomba.it/colombia/colomba-report/4084-colombia-aprile-2026.html

SIRIA Report delle attività. Aprile 2026.Aprile, per la Siria, è il mese dei primi caldi che sorprendono, dell’odore di ...
28/05/2026

SIRIA Report delle attività. Aprile 2026.
Aprile, per la Siria, è il mese dei primi caldi che sorprendono, dell’odore di zagare che spezza un po’ il grigio delle città; le stufe traslocano in soffitta e i papaveri, specialmente qui nel riff (la campagna) di Qusayr, riempiono i campi degli ultimi colori, prima del giallo monotono e secco dell’estate. Le volontarie sul campo hanno approfittato del bel tempo per visitare di più il riff, soprattutto i paesi di Jussie, Rablah, Nazarie e Naharie, luoghi di origine dei volontari e delle volontarie del progetto Mustakbal Maana (Futuro Insieme), per consolidare le nuove amicizie e ascoltare le loro storie. Il progetto, di cui abbiamo già parlato nei report precedenti, coinvolge infatti un gruppo inter-religioso di circa 40 volontari provenienti da queste zone, ciascuna colpita in modo diverso dalla guerra civile degli ultimi 14 anni.

Con il gruppo è stata organizzata una visita di due giorni e una notte a Deir Mar Musa con l’obbiettivo di legare di più fra i/le componenti e creare dei rapporti più vivi e veri.

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https://www.operazionecolomba.it/libano-siria/libanosiria-report/4085-siria-libano-aprile-2026.html

Indirizzo

Via Mameli 5
Rimini
47921

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