02/07/2026
🟠 Quella di oggi è una giornata importante e, per me, anche profondamente emozionante. Ho seguito il dibattito alla Camera con grande partecipazione, pensando alle donne e ai bambini che ho guardato negli occhi in questi anni e che continuo a seguire nei loro percorsi di emancipazione e di libertà. A loro è dedicato questo risultato.
è una legge che mette al centro la cultura della legalità e della responsabilità perché contrastare le mafie non significa soltanto intervenire dopo che i reati sono stati commessi, ma arrivare prima. Significa prevenire, proteggere e costruire alternative concrete per donne e minori che scelgono di rompere con i contesti mafiosi.
Abbiamo una responsabilità enorme verso queste donne e questi bambini che oggi spesso non rientrano ancora in una piena fattispecie giuridica di tutela. Questa legge unisce il diritto alla dimensione sociale, valorizza il ruolo delle istituzioni e dell’associazionismo e costruisce una rete di protezione reale. Quando la lotta alle mafie si fa davvero, partendo dalla cultura, dall’educazione, dalla possibilità di scegliere una vita diversa, allora lo Stato ha vinto. È un messaggio profondamente repubblicano: la Repubblica si prende cura delle persone più fragili, offre strumenti di emancipazione e rende effettivi i diritti.
Sono molto emozionata anche perché da questo dibattito è emersa con forza una consapevolezza condivisa: la lotta alle mafie è anche costruzione di opportunità, protezione e accompagnamento verso una vita nuova. È questa la connessione più autentica con i valori dell’antimafia sociale e costituzionale. Per questo rivolgiamo un appello a fare presto. Il Paese ha bisogno di questo strumento e queste persone non possono più aspettare. Ogni giorno ci chiedono una cosa semplice e potente insieme: poter vivere. Dotare rapidamente l’Italia di questa legge significa dare loro fiducia, sicurezza e futuro. 🟠