18/05/2023
Un territorio fragile, paesaggi in mutamento.
Italia nostra Rimini, partecipa al dolore di tutti coloro che a seguito degli eventi climatici di questa settimana ha subito perdite e danni ingenti. A questo proposito molte sarebbero le riflessioni, ma ci limitiamo solo ad alcune. La nostra associazione nasce e si sviluppa con l'intento di tutelare e salvaguardare quanto espresso nell'art 9 della costituzione, ma sempre più spesso, interessi economici, superano quelli che sono gli interessi comuni, della comunità. il paesaggio ha una stretta correlazione con i dissesti e le alluvioni sempre più frequenti. Vero è che i cambiamenti climatici con eventi improvvisi e importanti sono ormai consuetudine, ma poniamoci anche la domanda: " le modificazioni del territorio, strade, costruito, impermeabilizzazione dei suoli, abbattimento degli alberi, variazioni o modificazioni degli alvei fluviali, possono pregiudicare la sicurezza dei nostri territori? I territori sono "organismi" complessi, ad ogni azione corrispondono sempre delle reazioni. Fasce di mitigazione e rispetto, in presenza di fiumi, seppur stagionali, non possono e non devono essere ignorate. Gli alvei, gli argini e le pianure alluvionali sono caratteri da valutare attentamente e con "rispetto" per ottenere effetti di mitigazione utili proprio in caso di eventi come quelli che stiamo vivendo. Piogge e alluvioni fuori dal comune diventano disastrose in caso di territori "deboli", e mal trattati. La forza della natura, va tenuta e rispettata. Insieme a variazioni del clima dovute a molti fattori, anche gli interventi dell'uomo sul territorio contribuiscono ad amplificare e moltiplicare effetti disastrosi. La riflessione che si propone in questo caso è quella di interrogarsi sulla RESPONSABILITA' E LA COMPETENZA, necessarie per intervenire con perizia sui nostri territori, siano essi montani, di pianura o in prossimità del mare. Saper leggere le modificazioni che potranno intervenire in caso di eventi climatici, conoscendo le caratteristiche dei materiali e della composizione sul territorio diventa una priorità assoluta. Fenomeni ciclici trentennali , centenari o bicentenari ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma è la memoria di questi eventi che non va dimenticata. Una delle maggiori opportunità è di studiare e ricordare questi fenomeni e farne tesoro, per non ripetere gli stessi errori. Intervenire con perizia e prudenza nelle modificazioni dei suoli, dei fiumi e dei paesaggi credo che sia il modo migliore per evitare danni alle persone ed alle cose utili per la loro vita. Oltre alla consapevolezza della forza della natura, che può essere meno terribile se non è favorita da grandi fragilità. Altro aspetto importante è quello dell'informazione e della comunicazione, le scuole, i quartieri e gli ambienti di lavoro dovrebbero essere luoghi di formazione per fare conoscere i rischi e le caratteristiche dei luoghi pericolosi, al fine di riconoscerli e saper comportarsi in modo idoneo in presenza di tali fenomeni, per ridurre al minimo i pericoli per le vite umane ed anche quelle dei soccorritori. Sappiamo che quanti sopra esposto potrebbe sembrare retorico, ma crediamo sia utile ricordarci che il rispetto della natura e la solidarietà delle comunità, che passa attraverso politiche accorte per la salvaguardia dei beni comuni sono prioritarie per affrontare le sfide che il futuro ci riserverà.