05/08/2026
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Il 5 agosto non è una data qualunque. È il giorno in cui, 45 anni fa, l'Italia ha cancellato il delitto d'onore e il matrimonio riparatore. E lo ha fatto soprattutto grazie a lei, grazie alla donna straordinaria nell'immagine: Franca Viola.
È il 1965, giorno di Santo Stefano. Il suo ex fidanzato, Filippo Melodia, mafioso e nipote di un capoclan, sfonda la porta di casa con una banda armata, picchia la madre, si porta via Franca e il fratellino.
La picchiano, la lasciano a digiuno, la violentano per otto interminabili giorni.
Melodia è convinto che finirà come finisce sempre: con un matrimonio riparatore. La sua famiglia contatta Bernardo Viola, padre di Franca, per la "paciata": l'incontro in cui si sistema tutto.
Il copione lo conoscevano tutti, da secoli. La ragazza ormai è compromessa, si combinano le nozze, l'onore torna a posto e il reato sparisce.
Bernardo Viola sta al gioco. Finge di accettare, prende tempo, avvisa la polizia. Il 2 gennaio 1966 gli agenti fanno irruzione, liberano Franca, arrestano Melodia e la sua banda.
E lei fa quello che nessuna donna prima di lei aveva osato fare: dice no al matrimonio riparatore.
"Io non sono proprietà di nessuno", dice nell'aula del Tribunale di Trapani. "L'onore lo perde chi fa certe cose, non chi le subisce", aggiunge.
Il conto glielo presentano subito. Ad Alcamo smettono di salutarla per strada. Gli amici spariscono. Bruciano il casolare della famiglia. Arrivano le minacce di morte e i Viola finiscono sotto scorta. Dal pulpito l'arciprete avverte che con tutto quel chiasso la ragazza resterà zitella.
Accanto a lei c'è suo padre Bernardo, contadino, che si costituisce parte civile e le dice una frase sola: "Tu metti una mano, io ne metto cento. Basta che tu sia felice, non m'interessa altro".
Al processo di Trapani gli avvocati tirano fuori la carta di sempre: era una fuitina d'amore, ci stava, se l'è cercata. Chiedono perfino una perizia medica per stabilire da quanto tempo quella ragazza avesse perso la verginità. Franca rifiuta la perizia e resiste fino all'ultimo giorno.
Grazie a lei e a quel gesto di libertà e dignità, il 5 agosto 1981 lo Stato italiano è costretto a fare i conti con sé stesso: con la legge n. 442 vengono finalmente abrogati il matrimonio riparatore e il delitto d'onore, due aberrazioni giuridiche del Codice Rocco fascista che per decenni avevano legittimato violenza e femminicidi.
Sono passati solo 45 anni.
Franca Viola oggi vive ancora ad Alcamo, accanto all'uomo che si è scelta. E se oggi possiamo dire che l'onore non si lava col sangue, lo dobbiamo soprattutto a lei.
A una ragazza siciliana di diciassette anni che ha avuto il coraggio di dire no. E che, dicendo no, ha insegnato a tutte e a tutti cos'è la libertà.