11/05/2026
PILA (IV secolo a.C.-V secolo d.C.)
Arma prettamente da lancio il giavellotto (pilum-pila) ha un'origine piuttosto incerta, dato il contrasto delle fonti: alcuni autori antichi ne attribuiscono la paternità ai Sanniti (Ineditum Vaticanum), altri ai Sabini (Virgilio). Le evidenze archeologiche non aiutano a chiarire questo aspetto, essendo presente, questo tipo di arma, anche in rinvenimenti archeologici etruschi.
Il giavellotto è un'arma composta da un'asta lignea e da un'asta di metallo, che presumibilmente aveva una lunghezza totale tra i 150 e i 190 centimetri; si divide essenzialmente in due tipologie: la prima, più arcaica, che viene definita leggera, con innesto detto a cono, a "cannone" o a manicotto, dove l'asta di legno si inseriva nell'imboccatura conica terminale della parte metallica (come nelle lance); la seconda, più particolare, e che viene definita pesante, prevedeva la parte terminale metallica a forma piatta, atta ad innestarsi in una apposita scanalatura del legno.Questa sommaria classificazione è la medesima tramandataci da Polibio, che dettagliatamente ci informa che, in epoca arcaica i pila in dotazione alla fanteria legionaria (hastati e princeps) erano di due tipi, leggero e pesante: quest'ultimo in particolare prevedeva una lunga asta di legno (cm 133 – 3 cubiti) che si allargava a piramide; qui veniva pratica la fessura dove si innestava la parte metallica terminale piatta, fissata con chiodi o ribattini.Il pilum con l'innesto nell'asta di legno, prevedeva a completamento, un raccordo metallico a forma trapezoidale. Sulla lunghezza della parte metallica (dalla punta al codolo di innesto), le evidenze archeologiche ci hanno restituito per i pila leggeri o con innesto a cono, parti metalliche che variano dai cm 15 ai cm 94, e per i pila pesanti o con innesto a codolo piatto genericamente da cm 26 a cm 73 (e raramente fin oltre il metro).
F. Roma-victrix