Centro Antiviolenza Rieti

Centro Antiviolenza Rieti Ogni volta che una donna lotta per sé stessa, lotta per tutte le donne.

23/08/2026

Noi di Differenza Donna esprimiamo piena solidarietà a Paola Egonu, ancora una volta bersaglio sui social network di attacchi che intrecciano razzismo, sessismo e body shaming. Una violenza verbale grave e reiterata, che colpisce una delle atlete più forti e rappresentative dello sport italiano. Dagli insulti razzisti dopo la semifinale mondiale del 2022, al murale a lei dedicato sfregiato poche ore dopo l’inaugurazione, all’indomani dell’oro olimpico di Parigi 2024, fino alle quotidiane aggressioni digitali sessiste: condotte che si sommano e producono una forma gravissima di discriminazione intersezionale. Attraverso gli attacchi al suo corpo, alle sue origini e ai suoi tratti somatici si tenta di delegittimare la capacità, il talento e l’eccellenza di una donna e di una campionessa, offendendone la dignità e l’integrità psicofisica.
Abbiamo già chiesto formalmente a Meta di rimuovere immediatamente i contenuti denigratori pubblicati contro Paola Egonu, compresi i commenti e i post che ne colpiscono le origini, i tratti somatici e l’aspetto fisico, in quanto lesivi della dignità della persona e, nel loro complesso, suscettibili di integrare condotte di propaganda o istigazione all’odio e alla discriminazione per motivi razziali ed etnici. In assenza di un intervento tempestivo della piattaforma, procederemo a segnalare e denunciare i fatti alle autorità competenti, affinché sia accertata la sussistenza dei reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale ed etnica, ai sensi dell’art. 604-bis c.p., nonché della diffamazione aggravata commessa attraverso mezzi di pubblicità, ai sensi dell’art. 595, comma 3, c.p. Noi di Differenza Donna continueremo a batterci al fianco delle donne, in ogni ambito, contro ogni forma di violenza verbale, fisica e simbolica.

Il 2 agosto del 1982 moriva Carla Lonzi, scrittrice, critica d'arte e femminista italiana. Affermava l'importanza di pra...
02/08/2026

Il 2 agosto del 1982 moriva Carla Lonzi, scrittrice, critica d'arte e femminista italiana.

Affermava l'importanza di praticare il separatismo, l'autocoscienza e la sorellanza come affermazione della propria soggettività e della liberazione della donna.

La donna per liberare sé stessa e la propria sessualità deve diventare "clitoridea", rivalutando finalmente sé stessa come soggetto e occupandosi attivamente del proprio piacere.

RICORDIAMO CARLA LONZI E IL SUO GESTO DI RIVOLTA

Il 2 agosto del 1982 moriva Carla Lonzi, scrittrice, critica d'arte e femminista italiana.

Oggi la ricordiamo soprattutto per il suo attivismo radicale negli anni 70'. Anni che rappresentano il momento in cui inizia a maturare una coscienza femminista e a sviluppare un progressivo rifiuto verso il ruolo tradizionale della donna all'interno della società, in quando figura subalterna e sottomessa al potere maschile.

Nel 1970 fondò assieme a Elvira Banotti e Carla Accardi Rivolta Femminile, uno dei primi gruppi femministi italiani, con le quali redasse il Manifesto di Rivolta Femminile.

Qui si afferma l'importanza di praticare il separatismo, l'autocoscienza e la sorellanza come affermazione della propria soggettività e della liberazione della donna.

Il gruppo di Rivolta Femminile rifiutò le istituzioni prodotte dalla cultura patriarcale, per esempio il matrimonio e il ruolo passivo della donna come moglie e madre, e criticò l'idea di uguaglianza, intesa come omologazione e mimetismo nei confronti dei modelli maschili. Il gesto di rivolta consisteva nello svelare la mutilazione che la cultura patriarcale ha prodotto nella costruzione del mito della femminilità.

Nello stesso anno fondò una piccola casa editrice e pubblicò due saggi: Sputiamo su Hegel dove critica fortemente l'impostazione patriarcale della dottrina hegeliana, della politica ed economia marxista e della psicoanalisi freudiana; La donna clitoridea e la donna vaginale (1971) in cui sostiene che la donna per condizionamento culturale ha dovuto accettare il modello di sessualità vaginale e quindi diventare passiva e sottomessa al piacere maschile.

La donna per liberare sé stessa e la propria sessualità deve diventare "clitoridea", rivalutando finalmente sé stessa come soggetto e occupandosi attivamente del proprio piacere.

Nel 1975 fondò insieme all’avvocata Lia Cigarini e ad altre la Libreria delle donne, che oggi si trova in via Calvi, vic...
13/06/2026

Nel 1975 fondò insieme all’avvocata Lia Cigarini e ad altre la Libreria delle donne, che oggi si trova in via Calvi, vicino a piazza Cinque giornate, e che nel tempo è diventato un importante luogo di incontro e discussione. In un’intervista alla Stampa del 2010 Muraro disse che «fu un’iniziativa rivoluzionaria. Adesso si fatica a comprenderne la portata, ma a quei tempi vendere solo libri scritti da donne aveva un gran significato, poiché persino le donne colte avevano poca familiarità con la letteratura femminile».

È morta la filosofa Luisa Muraro, una delle principali teoriche del femminismo italiano Condividi CondividiFacebookX (Twitter)EmailWhatsappRegala il PostLuisa Muraro (ANSA)È morta la filosofa Luisa Muraro, una delle principali teoriche del femminismo italiano e tra le fondatrici della Libreria del...

Quando una ragazza dice di avere manifestato più volte il proprio diniego, quando racconta una violenza, quando attraver...
19/05/2026

Quando una ragazza dice di avere manifestato più volte il proprio diniego, quando racconta una violenza, quando attraversa tre anni di indagini, esposizione, dolore e processo, la domanda che dobbiamo porci non può essere quanto fosse perfetta la sua opposizione. La domanda è che cosa insegniamo ancora agli uomini sul corpo delle donne, sul limite, sull’ascolto, sulla responsabilità.

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14/05/2026

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Una piazza per Fatiha

📌SABATO 16 MAGGIO ORE 17.30 - PIAZZA DELLA REPUBBLICA, Terni

Ci sono momenti in cui una città deve fermarsi, ritrovarsi e guardarsi negli occhi.

Per questo la Casa delle Donne, insieme alle amiche e ai familiari di Fatiha, chiama la cittadinanza a scendere in piazza per manifestare vicinanza, dolore e rabbia.
Fatiha El Afghani si trova in ospedale in condizioni critiche dopo essere stata aggredita, sabato 9 maggio, con una violenza feroce dal marito.
L’uomo era stato allontanato dalla casa familiare con l’applicazione del braccialetto elettronico per precedenti maltrattamenti.
C’è una comunità intera che non vuole restare in silenzio.

Scendiamo in piazza con rabbia e con dolore, per ribadire con forza che la violenza contro le donne riguarda tutte e tutti.

Riguarda il modo in cui viviamo le relazioni, il linguaggio che usiamo, l’attenzione che prestiamo ai segnali della violenza e la responsabilità collettiva di non voltarci dall’altra parte.
Costruiamo una comunità più giusta, consapevole e capace di agire di fronte alla violenza di genere.
Prendiamo parola, portiamo i nostri corpi, apriamoci all’ascolto.

Perché nessuna violenza sia mai considerata normale o inevitabile.
Per Fatiha.
Per tutte le donne.
Libere di essere, libere di vivere. Sempre.

09/05/2026
27/04/2026
Contro il fascismo, contro il patriarcato, contro ogni forma di violenza maschile sulle donne. La nostra è una pratica q...
25/04/2026

Contro il fascismo, contro il patriarcato, contro ogni forma di violenza maschile sulle donne. La nostra è una pratica quotidiana di libertà, autodeterminazione e diritti.

📅 Martedì 28 aprile 2026🕘 09:00 – 13:00📍 In presenza presso la Biblioteca dell’IIS “Statista Aldo Moro”(Viale della Giov...
22/04/2026

📅 Martedì 28 aprile 2026
🕘 09:00 – 13:00
📍 In presenza presso la Biblioteca dell’IIS “Statista Aldo Moro”
(Viale della Gioventù 30, Passo Corese – RI)
💻 Disponibile anche online

🚨 La violenza contro le donne
Riconoscerla. Affrontarla. Sapere a chi rivolgersi

Un incontro dedicato a educazione, prevenzione e alla costruzione di una rete di servizi concreta ed efficace.

📅 Martedì 28 aprile 2026
🕘 09:00 – 13:00
📍 In presenza presso la Biblioteca dell’IIS “Statista Aldo Moro”
(Viale della Gioventù 30, Passo Corese – RI)
💻 Disponibile anche online

🎤 Interverranno rappresentanti delle istituzioni, forze dell’ordine, sanità e servizi sociali, insieme a professionisti e operatori impegnati ogni giorno nel contrasto alla violenza.

📖 Reading: “Le parole che fanno male” di M. Sikach

🔹 Prima parte: Come riconoscere la violenza
🔹 Seconda parte: La rete dei servizi

💬 Spazio aperto al dialogo e al confronto

Un momento importante per informarsi, capire e costruire insieme strumenti concreti contro la violenza.

Indirizzo

Piazza Vittorio Emanuele II N. 17/d
Rieti
02100

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 12:00
Martedì 16:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 12:00
Giovedì 16:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 12:00

Telefono

+390746280512

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