Cobas Telecomunicazioni Cosenza

Cobas Telecomunicazioni Cosenza Cordinamento TLC del Cobas del Lavoro Privato della provincia di Cosenza. Aderente Confederazione Co

05/06/2026

NON INVISIBILI: SONO ESSERI UMANI!

Amin, Ullah, Safi e Waseem.

Questi i nomi dei braccianti immigrati che sono stati dati alle fiamme all’interno di un minivan in un’area di servizio in provincia di Cosenza.

Lo sfruttamento dell’attività di raccolta nei campi e del caporalato continua a mietere vittime in un modo o nell'altro.

Vittime con un nome e una storia, silenziose come la solitudine e la precarietà delle loro esistenze e l'oblio che tante volte li avvolge dopo la loro morte.

Tutto è parte di un lugubre quadro dove lavoratori stranieri vengono abbandonati morenti ai bordi delle strade da chi fino a quel momento li ha ricattati e sfruttati sotto il controllo e il confinamento, nell'isolamento e nell'esclusione dei diritti.

Ad Amendolara, in provincia di Cosenza, l'1 Giugno, i braccianti dati alle fiamme non hanno avuto scampo nelle mani dei loro aguzzini, disumanizzati anche da quello Stato che preferisce non vedere, complice di quell’economia di sfruttamento che in agricoltura spesso è la regola. Niente leggi, niente diritti, niente controlli, niente tutele per questi uomini e queste donne, sfruttati sottopagati umiliati terrorizzati ridotti in schiavitù e anche uccisi… ma da chi?

- Da uno Stato “sfruttatore” vigliacco e assente, che con le sue leggi razziste e i suoi dispositivi di controllo e reclusione (vedi CPR) crea fra i migranti esclusione, marginalità, ricattabilità, terrore;

- Da una economia ingorda e malata che mette il profitto al di sopra della vita umana, da padroni e proprietari terrieri, grandi imprese e intere filiere industriali basate sullo sfruttamento più selvaggio;

- Dai caporali, criminali, violenti, senza scrupoli, in combutta con quelli di cui sopra;

- Da una intera società che nell’indifferenza vuole comprare al miglior prezzo, chiudendo gli occhi sul costo umano pagato per soddisfare i propri bisogni.

Invitiamo tutti e tutte, ad unirsi al concentramento dello spezzone sociale, alle ore 16, presso la Stazione di rifornimento IP, lungo la 106 (luogo dell'eccidio), e da lì proseguire in corteo verso il lungomare.

Si consiglia di arrivare entro le 15.30, a pochi metri dal luogo del concentramento sarà possibile lasciare i propri mezzi.

Cobas del Lavoro Privato - Calabria

30/04/2026

*RIFLESSIONI AD ALTA VOCE SU KONECTA R*

Vista la lettera di risposta di Konecta, vogliamo a questo punto evidenziare alcune questioni e fare delle domande.
Per fortuna viviamo in democrazia e per fortuna ognuno decide se farsi rappresentare da un sindacato o meno. Riteniamo alquanto strumentali le affermazioni dell'azienda quando dice che parla solo con sindacati accreditati. Cosa significa? che ci sono sindacati e sindacalisti che sono graditi e altri no?

Ammettere lato Azienda che non ci sia nessuna crisi, come messo nero su bianco sul loro comunicato inviato alla prefettura di Crotone, fa porre inevitabilmente delle domande alle *lavoratrici e ai lavoratori Konecta R* che invece *vivono a pieno LA CRISI*
1. Se non c’è nessuna vertenza o crisi in Calabria, come mai è stata attivata la Cigs per 650 dipendenti per un totale di 4,3 milioni di euro di ammortizzatori sociali?
2. Se non c'è nessuna vertenza o crisi in Calabria, perché noi dipendenti siamo costretti, a causa della cigs, ad avere salari ancora più bassi di quanto già non siano?
3. Se non c’è nessuna vertenza o crisi in Calabria per quale motivo colleghi e colleghe con contratto a termine non vengono stabilizzati?

*LE DOMANDE SI AFFOLLANO MA LE RISPOSTE MANCANO*
-Sarebbe utile per sentirsi parte di una Azienda che ci fosse condivisione delle scelte con i lavoratori
-Sarebbe corretto, trasparente e leale incontrare tutte le OO.SS presenti sui 3 siti e non solo i confederali (CI CHIEDIAMO PERCHÉ SOLO LORO TRE??
-Sarebbe costruttivo un confronto tra Konecta R e i suoi dipendenti se si vuole davvero andare avanti
-Avrebbe senso di futuro se Konecta R condividesse come uscire dalla CIGS….

Il silenzio di Konecta R e il prendere tempo senza voler condividere il piano di rilancio industriale non lascia ben pensare, *negare lo stato di crisi è negare l’evidenza!*

*Noi, Sindacato di Base e lavoratori, siamo disposti ad ascoltare ma non siamo disposti ad aspettare ancora, perché non intendiamo tollerare oltre questo preoccupante e irrispettoso silenzio*

*COBAS KONECTA R*

PER IL LAVORATORI EX ABRAMO NON C’E’ PACEGiorno 09/04/2026 è stata ufficialmente aperta la procedura di cassa integrazio...
14/04/2026

PER IL LAVORATORI EX ABRAMO NON C’E’ PACE

Giorno 09/04/2026 è stata ufficialmente aperta la procedura di cassa integrazione per 654 dipendenti di Konecta R, nei siti di Crotone, Rende, Settingiano con termine al 31/12/2026.

Non verranno impattati i lavoratori con contratto a tempo determinato per i quali il contratto è in scadenza il 18 maggio (sbattendo ancora una volta fuori dal mondo del lavoro giovani calabresi), ai quali viene negata la possibilità di un futuro nella nostra Terra.

Una decisione, quella di ricorrere alla CIGS, che lascia disorientati tutti i lavoratori e le lavoratrici ex Abramo che a distanza di poco più di un anno si ritrovano ancora una volta nel limbo della precarietà e con il posto di lavoro a rischio, dopo i proclami della Regione Calabria che a dicembre 2024 annunciava l’avvio della commessa di digitalizzazione delle cartelle cliniche come la risoluzione efficace della vertenza della ex Abramo Customer Care.

A marzo 2024 alla presenza dei ministri Urso e Calderone presso il Ministero del Lavoro, “il progetto”
di digitalizzazione è stato lanciato dal Presidente della Nostra Regione come "pilota", una startup con l’intento di attrarre lavoro non solo calabrese, ma anche da altre regioni. Ottima l’idea, ma la mancanza di una vera pianificazione, messa nero su bianco, ha portato, saltando proprio le fasi di progettazione, all’assegnazione a dir poco frettolosa della commessa al Poligrafo di Stato, affidata a Tim e da qui a Konecta.

Sono stati impiegati ingenti fondi pubblici per un totale di 30 milioni di Euro e come lavoratori e lavoratrici ci chiediamo, a fronte di uno sforzo economico enorme, come sia possibile trovarsi di nuovo con a rischio il posto di lavoro.

-Dopo solo un anno che cosa è successo?

-Cosa non ha funzionato?

-Chi ha sbagliato?

-Dobbiamo pensare che questa commessa e questa opportunità di lavoro stabile, innovativo, ad alta
professionalità e di forte impatto e utilità sociale (specialmente in Calabria) sia fallita dopo neanche un
anno effettivo di lavoro e con un investimento di denaro pubblico così importante?

Come Lavoratori e lavoratrici riteniamo sia un nostro diritto sapere come questi soldi siano stati spesi, cosa non abbia funzionato e come si sia arrivati a dover ricorrere agli ammortizzatori
sociali (altri soldi pubblici).

Quali e se ci siano state attività di monitoraggio messe in campo per vigilare su un progetto di fondamentale
importanza non solo per i 654 lavoratori ma anche per i cittadini calabresi, in una regione dove
l’organizzazione della Sanità è assente e dove l’approccio ad un fascicolo sanitario è punto di partenza
necessario per la storia clinica di un paziente e l’accesso alle cure.

Come Cobas, ma soprattutto come lavoratori e colleghi, da mesi evidenziamo problematiche di vario
genere a fronte di una flessibilità molto spinta e di continue richieste di ferie forzate; da mesi sosteniamo
che questo progetto, che riteniamo valido, senza una reale ed efficace supervisione, senza un piano di sviluppo che metta al centro innanzitutto i lavoratori (perché questo l’intento del finanziamento di 30 milioni di soldi pubblici) non avrà prospettive ed è destinato a fallire.

Ed eccoci ad oggi; Invece di fare un passo avanti, siamo ritornati ai tempi di Abramo: cassa integrazione,
stipendi già da fame ridotti, nessuna prospettiva futura.

Come lavoratori e lavoratrici riteniamo urgente una interlocuzione (già inviate pec e messaggi con richiesta di incontro ma ad oggi ancora senza risposta) col presidente Occhiuto e l'assessore al lavoro Calabrese.

Riteniamo sia un nostro diritto essere ricevuti e ascoltati in un confronto costruttivo di idee per uscire
da questa nuova crisi che impatta famiglie calabresi che non hanno intenzione di arrendersi e che vogliono
rivendicare il diritto a vivere in maniera dignitosa in questa Nostra Terra.

Vogliamo capire se realmente la regione considera la digitalizzazione un progetto sul quale puntare e
se c’è la volontà di strutturarlo e costruire futuro.

Se i dipendenti Konecta, ex Abramo, per la professionalità dimostrata possano realmente essere parte
integrante di un servizio utile a tutta la comunità calabrese.

O se semplicemente siano stati sfruttati per pura propaganda.

Vogliamo capire da Konecta quale sia questo grande piano di rilancio industriale che vuole adottare e
perché non sia stato avviato in itinere.

Come sindacato, ma soprattutto come lavoratori, ad oggi, non vediamo futuro con questa azienda.

E’ finito il tempo delle chiacchiere.

E' finito il tempo delle attese.

Noi lavoratori e lavoratrici vogliamo essere coinvolti direttamente in questo processo perché siamo stanchi di speculazioni e sfruttamento delle nostre vite.

Tanto, troppo silenzio sulla nostra vicenda e ci chiediamo il perché.
Ma non è nostra intenzione restare zitti e non lasceremo che ci sia una nuova indifferenza.

Ne parleremo ogni giorno su tutti i canali disponibili e rinnoveremo la richiesta d’incontro col presidente
di Regione perché nessuno di noi è rassegnato, perché difenderemo in ogni modo il nostro lavoro il
nostro futuro e il diritto a restare.

Cobas Konecta R

REPORT TAVOLO MINISTERIALE OUTSOURCER TIM Questo pomeriggio, come rappresentanti Cobas Lavoro Privato e dipendenti Abram...
26/03/2024

REPORT TAVOLO MINISTERIALE OUTSOURCER TIM

Questo pomeriggio, come rappresentanti Cobas Lavoro Privato e dipendenti Abramo Customer Care, abbiamo partecipato al tavolo convocato in merito alla crisi occupazionale degli outsourcer Tim.

Non si è trattato dunque di una convocazione specifica per Abramo Customer Care ma abbiamo provato, per quello che ci è stato possibile, a dare centralità alla vertenza del call center calabrese.

Presenti il ministro Urso, che ha aperto i lavori parlando delle opportunità che offrirebbe il processo di digitalizzazione della PA con la riqualificazione del personale degli outsourcer verso questo ipotetico progetto pilota (che partirebbe dalla Calabria) e la Ministra Calderone che ha parlato di ipotesi di contratto di solidarietà nel cui inserire emendamenti specifici e di mantenimento del contratto collettivo nazionale in essere.

Presente anche la Regione Calabria, nelle persone del presidente Occhiuto e dell'assessore Calabrese. Si è parlato di partenariato pubblico-privato come prospettiva a medio e lungo termine e utilizzo di fondi PNRR, senza però entrare nello specifico e senza fornire garanzie su tempistica e continuità occupazionale.

Saranno convocati altri tavoli a breve, si ipotizza subito dopo Pasqua, ma i tempi di risoluzione non sono di certo rapidi. Purtroppo, da parte istituzionale, tante ipotesi ma quasi nessuna garanzia.

Lato committente: Tim ha garantito per tutti gli outsourcer il ripristino dei volumi tolti (pari almeno al 30% e con rientro dei volumi da siti extra UE) per i prossimi mesi, staremo a vedere.

Nel nostro intervento abbiamo ribadito, insieme agli altri rappresentanti sindacali, che Abramo Customer Care ha bisogno di un tavolo specifico e immediato con TIM, la Regione, il Ministero e le parti sociali, nel PIÙ BREVE TEMPO POSSIBILE!!!

Ci aspettavamo un intervento dei commissari Abramo, che non c'è stato. Da quello che abbiamo potuto capire intendono fare una convocazione per la prima decade di Aprile per aggiornamenti sulle manifestazioni di interesse ricevute.

Insomma: reskilling, digitalizzazione, partenariati pubblico-privato e fondi europei rimangono ipotesi fumose, per niente concrete allo stato attuale e probabili agevolazioni solo per il committente.
C'è quindi da stare con il fiato sul collo delle istituzioni nazionali e locali che ancora non riescono o non vogliono intervenire su TIM in maniera decisa e fattiva e ancora si perdono in chiacchiere.

Continueremo a richiedere di partecipare agli incontri, sperando di non esserne esclusi alla prossima occasione, e a vigilare sulla vertenza Abramo in difesa dei diritti e del futuro dei lavoratori e delle lavoratrici.

Roma 26/03/2024
Cobas Abramo Customer Care
Cobas Lavoro Privato Cosenza

Apprendiamo che la commessa TIM ad Abramo CC è stata rinnovata per ulteriori 3 mesi. Questo risultato è arrivato solamen...
21/12/2023

Apprendiamo che la commessa TIM ad Abramo CC è stata rinnovata per ulteriori 3 mesi.

Questo risultato è arrivato solamente grazie a chi si è mobilitato, ha scioperato e ha manifestato in questi due giorni. Lottando uniti si può.

Ora però non bisogna accontentarsi delle briciole tornando alla rassegnazione, bisogna continuare a lottare per una stabilizzazione definitiva che per noi può avvenire solo con l'INTERNALIZZAZIONE di tutte le lavoratrici e i lavoratori.

TIM SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ, NOI NON STAREMO A GUARDARE

21/12/2023, Cobas Abramo CC Montalto Uffugo

21/12/2023

Intervento di Antonio Musca portavoce Cobas e dipendente Abramo Customer Care al presidio che si sta tenendo ora davanti la Prefettura di Cosenza

TIM, ABRAMO E COMMISSARI LASCIANO A CASA 493 LAVORATORI E LAVORATRICI: VERGOGNA INFINITA!!!Come Cobas ABRAMO Montalto Uf...
20/12/2023

TIM, ABRAMO E COMMISSARI LASCIANO A CASA 493 LAVORATORI E LAVORATRICI: VERGOGNA INFINITA!!!

Come Cobas ABRAMO Montalto Uffugo ci ritroviamo a constatare quello che per anni ci sembrava già scritto e che abbiamo più volte ripetuto: Che questa azienda, dopo aver arricchito i soliti pochi, era destinata al fallimento e che i commissari altro non abbiano fatto che svuotarla senza mettere in campo nulla di significativo per la salvaguardia dei posti di lavoro e soprattutto senza raggiungere l’obiettivo della vendita prefissato, come da relazioni trimestrali fatte dagli stessi commissari, prima entro la fine del 2023 e poi entro Agosto 2024, termine ultimo visto che il loro mandato è stato prorogato fino a tale data.

I commissari, che assieme alla dirigenza aziendale hanno sempre preferito non invitarci ai tavoli perché forse avremmo potuto dare fastidio con domande scomode (visto che altri, per fortuna non tutti, hanno quasi sempre fatto da addetti stampa), non sono sicuramente gli unici colpevoli. Oggi ci sono loro. È giusto che si assumano le loro fallimentari responsabilità.

Ma i veri artefici di questo ennesimo scempio nella nostra amata Calabria hanno nomi e cognomi ben precisi: la famiglia Abramo in primis e subito dopo TIM. Sono loro che, a causa della loro gestione fallimentare, clientelare e rapace, hanno provocato l’avvio del concordato preventivo, facendoci rimanere senza stipendio e tredicesima, guarda caso, prima di Natale nel 2020. Poi arriviamo all’amministrazione straordinaria e, guada caso di nuovo proprio prima del Natale 2021, facendoci rimanere nuovamente senza stipendio e tredicesima. E ora, come regalo di Natale per questo fantastico 2023, ci sbattono fuori perché Tim non rinnova le commesse consumer in scadenza il 31/12/23.

Per quanto riguarda TIM, come Cobas TIM a livello nazionale, lo abbiamo già denunciato a più riprese in tutte le sedi possibili: la vendita di Tim al fondo KKR porterà solo licenziamenti e sfruttamento, a partire dai dipendenti stessi e per finire agli Outsourcer che da sempre gestiscono in appalto il traffico per conto di Tim. TIM deve essere UNICA e PUBBLICA, le attività e i LAVORATORI in outsourcing devono essere internalizzati! Più volte durante i tavoli al Mise, dove per fortuna è stato quasi sempre possibile partecipare e dire la nostra, abbiamo ribadito agli addetti ai lavori che Tim doveva essere presente ai tavoli e prendersi le sue responsabilità.

Non è accettabile questo licenziamento di fatto dalla sera alla mattina per quasi 500 lavoratori e lavoratrici! Ciò comporterebbe la chiusura delle sedi di Catanzaro, Cosenza e Palermo. Togliere il lavoro fra 15 giorni e non applicare la clausola sociale è un atto di macelleria sociale degno della più barbara gestione ALITALIA!

Questa decisione, a nostro avviso, era stata già pianificata qualche mese fa e ci è stata tenuta nascosta per farci continuare a produrre.

Riteniamo dirigenza aziendale, commissari e TIM ugualmente responsabili. Dall’altra anche il Presidente Occhiuto e la Regione Calabria avrebbero potuto e potrebbero ancora far sentire la loro voce e il loro peso. Il presidente fa parte di una forza di maggioranza che governa questo paese e che è dunque direttamente responsabile dell’andamento di vertenze come questa.

Bisogna mobilitarsi e inchiodare ognuno alle proprie responsabilità! Naturalmente ci uniamo allo sciopero di oggi e domani.

Siamo determinati a mobilitarci insieme a tutti i nostri colleghi e colleghe e alla RSU e invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici a partecipare massicciamente a ogni discussione, sciopero o iniziativa di protesta che verrà messa in campo.

20/12/2023 - COBAS Abramo Customer Care MONTALTO UFFUGO

🔴 In tutta Italia si stanno moltiplicando, di ora in ora, le iniziative e le mobilitazioni di sdegno e protesta contro l...
03/03/2023

🔴 In tutta Italia si stanno moltiplicando, di ora in ora, le iniziative e le mobilitazioni di sdegno e protesta contro le gravissime omissioni di soccorso che hanno causato la morte di almeno un centinaio di persone, delle quali ancora molte sono disperse.

La rabbia e l'indignazione per le parole del Governo contro le vittime e i loro familiari, hanno mosso le persone a organizzarsi e a protestare contro la disumanità di una classe politica che sulla pelle della povera gente fa propaganda di morte.

Domani a Crotone, in contemporanea con decine di piazze italiane, si terrà un presidio davanti alla Prefettura, dove convoglieranno tutti i calabresi e le calabresi solidali.

Continueremo a ripetere, tutte e tutti insieme, una e una sola cosa: BASTA STRAGI DI MIGRANTI NEL MEDITERRANEO!

Di seguito le iniziative previste per domani

📍Crotone, ore 15, presidio davanti alla Prefettura

📍 Vibo Valentia, ore 15, presidio contro la disumanità, davanti alla Prefettura

📍 Reggio Calabria, ore 15, presidio davanti alla Prefettura

📍 Milano, ore 14.30, presidio in piazza Oberdan

📍 Parma, ore 11.30, presidio in piazza Garibaldi

📍 Trento, ore 17, presidio in piazza Pasi

NO AL LICENZIAMENTO DI MIMMO! SOLIDARIETA A MIMMO E ALL' ORSA PORTI
17/02/2023

NO AL LICENZIAMENTO DI MIMMO! SOLIDARIETA A MIMMO E ALL' ORSA PORTI

Come Cobas Lavoro Privato esprimiamo piena solidarietà al compagno Domenico Macrì, lavoratore portuale e dirigente sindacale OR.S.A. PORTI, licenziato in

08/02/2023

Indirizzo

Rende
87036

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