21/02/2026
Episodio sgradevole denunciato dal presidente di Confcommercio che è anche presidente della Camera di commercio di Cosenza. Se il commercio cosentino non prende atto che è necessario essere leali con i clienti, non ha margini di sopravvivenza.
Sia chiaro:
Ho acquistato un maglione scontato al 50%, pagandolo 88,50 €.Dopo due giorni torno in negozio per cambiarlo e, nel frattempo, lo stesso maglione è passato al 70% di sconto.
Se lo avessi comprato due giorni dopo, lo avrei pagato 52 €.
Chiariamo alcuni punti fondamentali:
Ci sono le regole del negozio, ma ci sono anche leggi e principi di tutela del consumatore che non possono essere ignorati.
Oltre alle regole interne e alla legge, esistono correttezza, trasparenza e buonsenso nei confronti del cliente.
In pratica è successo questo:
maglione pagato: 88,50 €
valore attuale del capo dopo due giorni: 52 €
valore riconosciuto nel cambio: 52 €
differenza pagata per la camicia: 37,50 €
Totale effettivo pagato per la camicia: 88,50 € + 37,50 € = 126 €Prezzo di vendita della camicia in negozio: 89,50 €.
Quindi, di fatto, ho pagato una camicia molto più del suo prezzo di vendita.
Da aggiungere: il cambio è avvenuto dopo soli due giorni dall’acquisto, su un prodotto ancora in vendita nello stesso negozio e ulteriormente scontato. Non si tratta quindi di un uso improprio, ma di una normale richiesta di cambio su un capo appena acquistato.
La risposta “sono le regole del negozio” non basta quando il risultato finale è penalizzante e poco trasparente per il consumatore.
Il commercio vive di fiducia, equilibrio e rispetto. E quando un cliente si ritrova a perdere valore dopo pochi giorni, pur restando all’interno dello stesso negozio, quella fiducia si incrina.
Per fortuna non sono soci.Perché non voglio rappresentare né sostenere imprenditori che antepongono regole rigide alla correttezza, al buonsenso e al rispetto della legge verso il cliente. Mi rifiuto, e ritengo giusto che questo venga detto nel rispetto dei veri imprenditori.