05/09/2024
Ho avuto occasione di partecipare, alla fiewra di Gonzaga, al convegno “ SALVIAMO l'AGRICOLTURA CONTADINA”. Ne sono rimaso profondamente deluso. L'agricoltura non è Heidi che corre sui monti, non sono gli spot pubblicitari di melinda, esselunga e associati. Ma non è nemmeno l'imposizione di norme piovute dall'alto. Chi fa agricoltura lo fa passione, lo fa per amore. Lo fa perche' ci crede. Quindi cosa occorre? Tutto cio' che politici e sindacati hanno ignorato: cultura tra gli operatori e tra i consumatori. Prendiamo il problema pesticidi, la comunita' europea voleva ridurli da decreto, ma questo non ha senso. Nelle campagne girano i rappresentanti delle industrie chimiche fanno certamente piu' proseliti di un decreto impositivo. Se noi spiegassimo nuove tecniche che consentono di eliminare fitofarmaci sostituendoli con prodotti minerali o vegetali , del tutto naturali, l'agricoltore sarebbe felicissimo di spendere molto ma molto meno per curare, o meglio prevenire, i problemi sulle colture vegetali. Un esempio? Se noi usiamo il bicarbonato costa normalmente 1 euro al kg, in un supermercato, costa intorno ai 7 / 8 euro se compri lo stesso prodotto, ma registrato dal ministero. Le industrie vanno in crisi? Bene si riconvertiranno a fare prodotti a base di ortica, equiseto, peperoncino, aglio, ecc. Un modo per dare piu' opportunità agli agricoltori di introdurre nuove colture. E a proposito di nuove, o vecchie, colture, perche' non insegnare e favorire colture come la canapa che non hanno bisogno di acqua, concimi e diserbanti, come , ad esempio, il mais.
Hanno fatto credere che le manifestazioni dei trattori fossero finalizzate a poter usare fitofarmaci a gogo' e avere la riduzione dell' irpef, niente di piu' errato. Quello è stato l'obiiettivo di una famosa organizzazione agricola, per screditare i manifestanti.
E continuiamo a parlare di cultura. Credete che la cultura si faccia leggendo i libri? Magari. Ma troppe volte i libri sono solo sopramobili, Anticamente i Druidi insegnavano che il sapere non proviene da cose scritte, ma da cio' che ti e' stato tramandato e scritto nella tua mente e nel tuo cuore. Ricordete quel meraviglioso film, l'albero degli zoccoli? Ebbene in nonno tramandava ai nipotini la tecnica per seminare i pomodori e averli in modo anticipato, e nella mente e nel cuore di quei bambini, cio' fu impresso per sempre.
Altri temi toccati dagli oratori, come l'idealizzazione del biologico. E' bilogico usare prodotti trattati con sostanze, tipo piretro, rotenone, tabacco, che non fanno selezione tra insetti nocivi e api? E' biologico avvolgere due mele in una confezione di polistirolo e plastica e metterci su un bollino? E' bilogico trsportare con mercantili, prodotti da una parte all'altra del globo? Senza considerare la burocrazia e i soldi che costa il biologico attuale. Il biologico nasce nella testa e nel cuore.
Certamente sarebbe bello far diventare, gli agricoltori, custodi del territorio. Ma questo ha un costo. Ma una societa' che investe in armi, in chimica, e paga la pac, puo' permettersi questo obiettivo?
E a proposito di pac, si potrebbe anche eliminare, i sussidi non aiutano la crescita. Ma allora gli agricoltori, ops, i latifondisti? Se noi garantiamo che il percorso del cibo, e che il prezzo, non venga deciso dalla GDO o dall'industria, siamo sulla buona strada. Ma anche questo è un processo culturale , che deve avvicinare i consumatori ai produttori.
E qui mi fermo , perchè ora ci sarebbe la parte di incazzatura verso buracrazia e burocrati, ma ci tengo al mio fegato