01/02/2026
"...il lupo è un problema per chi non è capace di affrontare problemi.
Né più, né meno.
Per chi non vuole adeguarsi, per chi non vuole lavorare in modo professionale, per chi si rifiuta di fare prevenzione, per chi si ostina a lasciare i propri animali domestici vagare liberamente in modo irresponsabile – e in tal caso, il lupo è solo una delle mille cose che possono accadergli."
Davide Rufino - Zoologo
La situazione è davvero allarmante. Non solo per tutto ciò che concerne ambiente e biodiversità, ma anche a livello socio-culturale.
E anche se so che altre pagine più “specifiche” e tantissimi studiosi e ricercatori stanno tentando ogni giorno di portare avanti questa guerra contro i mulini a vento, nella speranza (vana?) di instillare un briciolo di comprensione, raziocinio e razionalità nella popolazione e contrastare la propaganda di odio e intolleranza che prosegue senza sosta, e pur consapevole che se ne parla già tantissimo, non posso fare a meno di tornare ogni tanto su questo argomento.
La guerra contro i grandi carnivori va avanti.
La guerra contro la fauna selvatica va avanti.
Una “guerra” che non è stata mai intrapresa dagli (altri) animali, una guerra che in realtà non esiste ma che prosegue più reale che mai nella testa marcia dell’uomo. Uomo convinto di essere padrone, che si scaglia contro ogni forma di vita che in qualche modo, per qualche ragione, e sempre inconsapevolmente, impone limitazioni e compromessi alla sua vita, alle sue attività, ai suoi capricci. Che richiede attenzione, regole, coesistenza. Tutto ciò che ostacola in qualche modo il “diritto” di fare ciò che ci pare, di sentirci dominatori incontrastati, di disporre a nostro piacimento del territorio, viene eletto nemico. E contro questi “nemici” si scatenano odio, intolleranza, morte.
Cavalcano l’onda biechi personaggi, che senza lupi, orsi e quant’altro passerebbero la vita a scrostare m***a dai cessi degli autogrill. Personaggi che vivono seminando odio, ma che dovrebbero baciare ogni giorno santini raffiguranti questi animali. Perché alla loro ombra vivono, e senza di essi non saprebbero letteralmente che fare delle loro giornate e della loro vita.
In questo turbinio di intolleranza, va avanti la propaganda volta a strumentalizzare la presenza di questi animali e a instillare fin dal basso - dalle menti più semplici e manipolabili, perché anche il voto degli ignoranti vale… - paura, terrore e odio per questi animali che si permettono di minacciare le nostre vite, la nostra sicurezza, la nostra routine. Poco conta quanto mentalità e abitudini possano effettivamente essere cambiate (non poco, in realtà!), il messaggio che deve passare è “il lupo minaccia le vostre abitudini, votatemi ed eliminerò il nemico per fare in modo che possiate continuare a fare le cose che avete sempre fatto”.
Adattarsi? Convivere? Coesistere? Tenere conto delle altre specie? Non se ne parla. Quando ci si sente padroni di un pianeta, questa eventualità non viene nemmeno presa in considerazione.
Colpevolmente e deliberatamente complici i giornali e i mezzi di (dis)informazione, che ricevono pressioni e proventi per portare avanti la campagna. Ed ecco il risultato: “giornalisti” che a malapena sanno quante zampe ha un lupo, scrivono di lupi. Non con l’intento di fare informazione – che per ca**tà, magari sarebbe comunque un fiasco, ma almeno provarci – ma col chiaro obiettivo di creare un vero e proprio allarme sociale, un terreno fertile dove poi incastonare i reiterati tentativi di spogliare il lupo delle sue tutele legali e dare in pasto abbattimenti a tutti i poveracci (questo siete) convinti che questa povera bestia sia il problema dell’Italia, il nemico del popolo, l’ostacolo alla pace sociale, la rovina dell’economia, la causa dello spopolamento delle montagne, la minaccia alla vita di campagna.
In realtà, il lupo è un problema per chi non è capace di affrontare problemi.
Né più, né meno.
Per chi non vuole adeguarsi, per chi non vuole lavorare in modo professionale, per chi si rifiuta di fare prevenzione, per chi si ostina a lasciare i propri animali domestici vagare liberamente in modo irresponsabile – e in tal caso, il lupo è solo una delle mille cose che possono accadergli.
Ultimamente picchiano forte i quotidiani romagnoli, ho pescato solo due titoli a caso. Si parla di lupi appostati davanti a un asilo, di lupi “enormi” che quasi tendono agguati alle persone che rincasano di notte.
Peraltro, titoli che si auto-contraddicono penosamente.
Prima viene detto che il “predatore” (giammai chiamarlo “lupo”, no, lui è uno stomaco ambulante, la fame che cammina) non ha dimostrato timore, però poi la belva ha inspiegabilmente saltato una recinzione ed è corso via in direzione opposta. Lupo indeciso. “Che faccio? Non ho paura, o magari sì, magari no, oppure sì”…
Poi, lupi enormi. Spiegare a questa gente – sia chi crede di incontrare i lupi che chi scrive dell’accaduto – che Canis lupus italicus è una delle sottospecie più piccole di lupo, che i maschi adulti più grandi difficilmente superano i 35-40 kg, che in confronto ad altre sottospecie (prendiamo ad esempio C. l. occidentalis, del Canada nord-occidentale e dell’Alaska) è praticamente un cagnetto e che non si può regalare attendibilità a chi non è chiaramente oggettivo poiché preda delle suggestioni. Spiegare anche che in molti casi, chi crede di aver visto un lupo ha invece incrociato un “semplice” cane lupo cecoslovacco, razza canina che può talvolta sfoggiare misure superiori a quelle di un lupo appenninico. Cane ovviamente fuggito e/o lasciato libero dal deficiente di turno, cane che – a differenza del lupo – può rappresentare davvero una minaccia reale per le persone, ma che è comunque pur sempre un cane, alla propaganda non serve, anzi guai a chi solleva obiezioni sul modo che certi idioti hanno di gestire il cane, dunque va bene così. Vuoi mai che parlino di problemi reali?
Infine, vale la pena spendere poche righe – non di più – per questi personaggi che continuano a vomitare e fomentare odio, a strumentalizzare incidenti, a nutrirsi dell’intolleranza altrui, a crescere come erbacce su un terreno non curato. Di lupi, di orsi, di ecologia, di etologia, di biodiversità, capiscono più o meno quanto io capisco di trigonometria. E io a scuola, in matematica, avevo pessimi voti. Difatti non sono finito a scrivere di angoli e archi. Ma parlano, parlano, parlano. Vanno giulivi in giro per il paese, a seminare allarmi, a spargere ignoranza. E a raccoglierne i frutti. Perché è così che si ingrassano. Parlano di piombo, di fucili, di “togliere di mezzo”. Senza capire, senza comprendere, senza il minimo rispetto per la vita – né che si tratti di fauna selvatica, né che si tratti delle loro “bestie” da reddito a cui sono talmente affezionati da considerarle mero guadagno –, e tutto questo viene loro permesso alla luce del sole.
In Italia, predicare odio e intolleranza si può. Tranquillamente, senza problemi.
Peraltro, inneggiare al piombo come “unico argomento che persuade i lupi” costituisce di fatto istigazione a delinquere (Art. 414 del codice penale). Perché contrariamente a quanto viene megafonato in ogni dove, udite udite, sparare a un lupo è tuttora illegale. Il bracconaggio è un crimine: invocare pubblicamente - con l’aggravante dell’utilizzo dei social media - il piombo non è forse istigare a commettere un reato? Dov’è il famigerato filtro di Meta, quello che censura un mezzo capezzolo e cancella le “parolacce” come pipìculocacca?
Per questi personaggi il filtro non esiste? Possono continuare a vivere così, istigando odio e crimini?
Non dategli retta. Fateli sparire. Si nutrono del vostro consenso.
Non spenderò ulteriori parole per quanto concerne eventuali abbattimenti, o per quanto concerne le sane pratiche per ridurre drasticamente i rischi che i lupi possano diventare una minaccia per persone, animali da reddito e animali da affezione. Ho già speso fiumi di parole sull’argomento e sapete come la penso.
È chiaro che qualcosa non funziona. E questo qualcosa non è il lupo.
Parte degli allevatori non attua prevenzione.
Le nostre città pullulano di animali domestici lasciati liberi di vagare, vittime non del lupo ma della negligenza dei proprietari.
Sempre le nostre città pullulano di rifiuti pessimamente gestiti.
Gli animali selvatici vengono foraggiati e pasturati in ogni dove da sedicenti dame di ca**tà, e conseguentemente si abituano a stazionare nei pressi dei centri abitati. Prede e predatori.
Il lupo è un opportunista, si adegua di conseguenza. Passa per colpevole agli occhi di chi non vuole farsi un esame di coscienza. La soluzione, secondo la politica, non è modificare le abitudini sbagliate delle persone ma muovere guerra ai lupi.
Lupi che non fanno altro che attuare un comportamento che è logica conseguenza dei nostri errori pacchiani.
Ma si sa, l'uomo è da sempre poco incline a riconoscere i propri errori.
P.S. Chiaramente commenti che inneggiano a piombo e bracconaggio, così come commenti tendenziosi, faziosi e offensivi, verranno cancellati e i loro autori bloccati.
Comincio a essere stanco di dovermi continuamente interfacciare con personaggi da osteria.