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Lab AQ16 Dal 1997 una comunità in lotta, sempre in movimento, passo dopo passo.

Nuovo articolo su Linea Reggiana 📰Cosa ci racconta la tempesta nata intorno a Reggio Children in questi giorni? Quale id...
13/10/2026

Nuovo articolo su Linea Reggiana 📰

Cosa ci racconta la tempesta nata intorno a Reggio Children in questi giorni? Quale idea di città restituisce? Come possiamo dare continuità al dibattito e alla mobilitazione che, coinvolgendo educatrici, insegnanti, genitori, studentesse e cittadinanza, ha portato alla rinuncia delle scuole statunitensi? Vogliamo provare a dare delle risposte, consapevoli che le possiamo formulare meglio solo se continuiamo a trovare luoghi e momenti di confronto vero.

Vogliamo partire da un dato spesso dimenticato nel dibattito: i nidi e le scuole di cui parliamo sono servizi pubblici, che funzionano grazie alla gestione diretta del Comune. Servizi con cui la città ha un legame profondo, non solo perché viviamo i nidi e le scuole dell’infanzia come genitori e lavoratrici, e perché un tempo siamo state bambine e bambini nelle scuole, ma perché il sistema 0-6 anni di Reggio Emilia ha sempre saputo andare oltre le mura delle scuole per essere parte della città pubblica, ponendo i diritti dell’infanzia al centro di Reggio Emilia. Volgendo lo sguardo a comuni vicini vediamo come sempre più servizi educativi comunali vengono privatizzati; una tendenza preoccupante contro cui crediamo sia importante porre un forte argine come città.

In queste settimane la cittadinanza ha posto dei temi critici alle Istituzioni, organizzandosi in una molteplicità di modi: scrivendo documenti, raccogliendo firme, partecipando negli istituti partecipativi, organizzando momenti di confronto e di protesta. Pensiamo che questo sia un esempio di partecipazione straordinaria: proprio perché c’è un legame con i nidi e le scuole, le persone si sono organizzate e hanno riempito la parola partecipazione di significato.

Continua a leggere l’articolo sul sito di Linea Reggiana a questo link 🔗
https://www.lineareggiana.org/una-citta-dalla-parte-giusta/

Ieri, sabato 10 ottobre, in occasione della Giornata Internazionale di Mobilitazione per la Palestina, in centinaia siam...
11/10/2026

Ieri, sabato 10 ottobre, in occasione della Giornata Internazionale di Mobilitazione per la Palestina, in centinaia siamo scesə in piazza a Reggio Emilia per dire che non c’è spazio per il sionismo e l’economia del genocidio nei nostri servizi educativi, scuole e università.

A un anno dalle grandi mobilitazioni per la Palestina, il genocidio a Gaza è ancora in corso. Non è concepibile che nonostante gli scioperi e le proteste che hanno segnato tutta Italia l’autunno scorso si possa accogliere delegazioni di reti educative che sostengono l’IDF e lo stato di Israele.

Ci rifiutiamo in quanto studentesse e studenti, educatrici e educatori, genitori e famigliari, cittadine e cittadini, di collaborare con uno stato etnonazionalista che continua a perpetrare l’occupazione della Cisgiordania e il genocidio in Palestina.

La scuola non può essere un luogo di suprematismo e militarismo. I nidi e le scuole dell’infanzia della nostra città non possono accogliere realtà che collaborano con le forze militari israeliane, che ad oggi hanno ucciso più di 21.000 bambine e bambini solo a Gaza.

Non ci fermiamo qui.
Le nostre non sono solo parole. Continueremo a mobilitarci affinché le collaborazioni con soggetti che intrattengono rapporti con l’IDF e lo stato di Israele vengano interrotte.

Per una scuola davvero democratica e partecipata.
Per una Palestina libera dal fiume fino al mare.

‼️Martedì 6 ottobre, ore 16:30Assemblea pubblica al DESU (Dipartimento Educazione e Scienze Umane)Negli ultimi anni le m...
03/10/2026

‼️Martedì 6 ottobre, ore 16:30
Assemblea pubblica al DESU (Dipartimento Educazione e Scienze Umane)

Negli ultimi anni le mobilitazioni per la Palestina hanno messo in evidenza come i rapporti commerciali, finanziari, accademici e culturali con Israele costituiscano un'«economia del genocidio» che sostiene l'apparato militare israeliano e l'occupazione dei territori palestinesi.

È diventato sempre più evidente come l'orrore del genocidio, ancora in corso, sia molto più vicino di quanto si pensi: si intreccia con i nostri processi di produzione e di consumo, attraversa i nostri luoghi di lavoro e di studio, arriva nei territori in cui viviamo.
Può sembrare difficile immaginarlo, ma a Reggio Emilia questo legame con le politiche genocidarie rischia di arrivare fino ai servizi educativi per la prima infanzia.

I nidi e le scuole comunali dell'infanzia hanno una lunga storia di scambi internazionali e accolgono da decenni delegazioni e gruppi di studio provenienti da tutto il mondo, organizzando visite ai servizi educativi e momenti di confronto sul sistema 0-6, sul suo approccio pedagogico e sul progetto educativo reggiano.

Dall'11 al 16 ottobre è prevista una visita a Reggio Emilia da parte di una rete di scuole ebraiche statunitensi. Alcune di queste scuole dichiarano apertamente, nei propri siti e materiali pubblici, di collaborare con le forze armate israeliane attraverso donazioni, programmi di scambio e incontri tra bambine, bambini e militari dell'IDF.

Per noi è impensabile che reti educative che sostengono attivamente uno stato responsabile di un genocidio possano essere accolte nei servizi educativi della nostra città per confrontarsi sui diritti dell'infanzia.
Mentre a Gaza decine di migliaia di bambine e bambini sono stati uccisi, non è possibile separare il tema dell'educazione da quello della responsabilità politica.

Riteniamo inaccettabile che le istituzioni educative della nostra città promuovano scambi con soggetti che sostengono il genocidio in Palestina.

Chiediamo che la collaborazione tra Reggio Children e la rete di scuole ebraiche nordamericane coinvolta in questa visita venga interrotta e che la visita in programma sia cancellata.

In vista di questa visita si è aperto un dibattito all'interno dei servizi educativi.
Reggio Children e l'Istituzione Scuole e Nidi d'Infanzia del Comune di Reggio Emilia hanno predisposto un manifesto che tutte le realtà in visita ai nidi, alle scuole dell'infanzia comunali e al Centro Internazionale Loris Malaguzzi dovrebbero sottoscrivere.

Il documento richiama valori come il dialogo, la democrazia e la pace. Valori che, nel contesto storico in cui ci troviamo, rischiano però di trasformarsi in parole passepartout se non sono accompagnati da una reale coerenza nei fatti.
Si può sottoscrivere quel manifesto senza prendere alcuna posizione contro il Governo Netanyahu, contro i crimini commesso dall'esercito israeliano o contro il genocidio del popolo palestinese.

Inoltre, il manifesto è stato presentato ai collettivi di lavoro come se fosse l'esito di un percorso partecipativo. Le decisioni, però, sembrano già essere state assunte, facendo apparire questa consultazione più come un tentativo di contenere il dissenso che di aprire un confronto reale.

Pensiamo che questo dibattito non debba rimanere confinato all'interno dei servizi educativi 0-6, perché riguarda l'intera città.
I nidi e le scuole dell'infanzia sono servizi pubblici comunali, vissuti quotidianamente da bambine e bambini, educatrici, insegnanti, personale, famiglie e, più in generale, da tutta la cittadinanza.
Sono luoghi che affondano le proprie radici nella partecipazione popolare e che sono nati, nel dopoguerra, con la promessa di costruire un mondo diverso a partire dall'infanzia, dalle macerie della guerra.

Per questo rivolgiamo un appello a tutta la città.

Organizziamoci come educatrici, insegnanti, genitori, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, cittadine e cittadini, per impedire che la guerra e chi la sostiene trovino legittimazione anche nei nostri contesti educativi.
Se vogliamo costruire una cultura della pace, come quella che le scuole dell'infanzia dichiarano di promuovere ogni giorno, dobbiamo prima di tutto opporci al genocidio e a tutte le relazioni che lo rendono possibile.

Fuori la guerra dai luoghi dell'educazione. Nessuna complicità con il genocidio.
I diritti dell'infanzia non possono convivere con lo sterminio dell'infanzia palestinese.

Bosco Ospizio resiste.Per due giornate intere la nostra città è stata sotto il controllo diretto della Questura, delegit...
02/10/2026

Bosco Ospizio resiste.

Per due giornate intere la nostra città è stata sotto il controllo diretto della Questura, delegittimando nei fatti il potere politico locale.
In un solo giorno, in fretta e furia, e senza neanche il rispetto delle più basilari norme di sicurezza sul lavoro, un intero bosco urbano è stato raso al suolo in modo improvvisato e cruento dalle benne delle ruspe, protette da decine di uomini della Celere.

Si è poi nuovamente blindata la via Emilia per oltre due ore trincerando dietro i cordoni di polizia chi stava finendo l'opera di devastazione arrivando persino ad ingaggiare i Vigili del Fuoco per contrastare le azioni simboliche e nonviolente all'interno dell'area.
Il bilancio è pesante: una dozzina di attiviste e attivisti bloccati per ore e identificati, 4 persone denunciate e colpite da foglio di via dalla città, da 2 a 3 anni.

È l'applicazione concreta dei Decreti
Sicurezza approvati da questo governo, studiati appositamente per reprimere e criminalizzare ogni forma di protesta.
Opporsi a questa deriva securitaria, che stringe le nostre catene e soffoca il diritto al dissenso, è fondamentale per tutelare non solo un bosco urbano spontaneo, ma la libertà e i diritti di tutte e tutti.

Ai nostri posti ci troverete sempre.
Bosco Ospizio Resiste!

Nei giorni scorsi siamo stati a Madrid per partecipare al meeting internazionale per il diritto all’abitare “El Barrio” ...
01/10/2026

Nei giorni scorsi siamo stati a Madrid per partecipare al meeting internazionale per il diritto all’abitare “El Barrio” convocato dal Sindicato de Inquilinas de Madrid e della Europoean Action Coalition, con più di 150 attiviste da 70 città europee a cui si sono aggiunte delegazioni da Melbourne, Bogotà, Los Angeles, Argentina. Da ogni latitudine ci siamo incontrati per condividere pratiche e strategie con l’obiettivo di organizzare un grande sciopero degli affitti a livello europeo contro la rendita immobiliare che governa la questione abitativa in tutto il continente.

Sono state importanti giornate di discussione che dalle assemblee sono state trascinate dall’ondata di mobilitazione che ha travolto tutta Spagna e che sta segnando un passaggio storico per le lotte per il diritto all’abitare.

Dalla resistenza contro lo sfratto violento e indegno di Maricarmen, all’acampada di Puerta del Sol, passando per le decine di migliaia di persone che hanno attraversato le strade di Madrid e non solo, stiamo assistendo a un movimento che è stato capace di rimettere al centro del dibattito politico il diritto alla casa con la forza necessaria per agire contro la lobby di banche e fondi speculativi che dettano legge sul prezzo degli affitti, sulla proprietà immobiliare e l’espulsione dalle case in tutto il Paese.

Di fronte alla crisi abitativa che da anni colpisce milioni di spagnoli, la capacità organizzativa di questa settimana è stata in grado di ridefinire i rapporti di forza portando il governo nazionale a presentare in parlamento un pacchetto di decreti a tutela degli inquilini che comprendono misure come il blocco degli sfratti fino al 2030 e una regolazione del prezzo degli affitti.

Un risultato che esprime la forza di questa lotta ma che necessita ancora del voto di venerdì per diventare una vittoria concreta. Dalle nostre città esprimiamo tutta la solidarietà alle migliaia di compagne e cittadine spagnole che da Puerta del Sol e in ogni altra piazza stanno continuando a occupare, a respingere la polizia durante gli sfratti e a tenere alto il livello di mobilitazione.

Dalla Spagna a tutta l’Europa serve un cambio radicale nelle politiche abitative che rimetta al centro il valore sociale della casa, sottraendolo alla rendita e alla speculazione del mercato.
Quello che ci stanno mostrando le piazze spagnole è che con la mobilitazione sociale e la spinta dal basso verso l’alto è possibile incidere e ribaltare a nostro favore lo scenario che stiamo subendo.

Con la carica di queste giornate rilanciamo la conferenza “Europe Beyond The West” del 14-15 novembre al TPO di Bologna.

La lucha sigue!

Mercoledì 7 ottobre ospiteremo la nuova gira europea della delegazione del Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de ...
22/09/2026

Mercoledì 7 ottobre ospiteremo la nuova gira europea della delegazione del Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas (Frayba) e del Congreso Nacional Indígena (CNI), organizzata dalla Rete Europa Zapatista.

Sarà un incontro di condivisione e di riflessione sulla situazione in Chiapas: dall'analisi dell'attuale amministrazione alle lotte delle comunità resistenti; dalla difesa della terra a quella dei diritti umani; dalle inchieste sulle sparizioni dellə "desaparecides" ai processi per lə prigionierə politicə.

Le due organizzazioni avranno lo spazio di presentarsi al pubblico, di raccontare la propria storia di resistenza anticapitalista e di lotta per la vita e di esporre la propria denuncia per l'invisibilizzazione dei popoli indigeni del Messico.

Ci vediamo a Casa Bettola mercoledì 7 ottobre alle 20.30!
¡QUÉ VIVAN LOS PUEBLOS QUE LUCHAN Y RESISTEN!❤️‍🔥

Nuovo articolo su Linea Reggiana 📰“In merito alla Tesi sull’Europa: Europa in fase costituente e nuova fase della lotta ...
21/09/2026

Nuovo articolo su Linea Reggiana 📰
“In merito alla Tesi sull’Europa: Europa in fase costituente e nuova fase della lotta di classe”

La tesi sull’Europa vuole essere una proposta politica rivolta a tuttə coloro che riconoscono nelle cosiddette policrisi della attuale fase storica i prodromi di una transizione, contro tutti quei poteri che lavorano per impedirla.
Essa ha come limite il continente europeo, e come ipotesi fondante la considerazione che l’Europa si trovi nella impossibilità di proseguire ad essere quella che è stata dalla fine della guerra fredda ad oggi.

L’Europa svolge un ruolo marginale nell’attuale fase dell’accumulazione capitalista poiché non esiste un capitalismo europeo. I tecnocrati europei provano a determinare le condizioni per la creazione di un capitalismo europeo, con la moneta unica, con gli eurobond, con l’unificazione dell’industria militare. Ma il capitalismo esiste nella persona dei capitalisti, e l’accumulazione è al contempo concentrazione del capitale. Che l’Europa sia un arcipelago di stati nazionali e di capitalismi nazionali ha finora reso inefficaci questi tentativi.

Ma in Europa vi è un capitalismo diverso sia dal capitalismo statunitense alimentato dalla rendita finanziaria, sia dal capitalismo cinese che si alimenta con la diffusione della capacità produttiva, anche da un’altro punto di vista. Il capitalismo in Europa si caratterizza per la profonda capacità di autorganizzazione delle forze produttive di quella che possiamo chiamare politica economica delle formazioni sociali.
La lotta di classe caratterizza il capitalismo europeo perché ne ha sempre determinato l’evoluzione.

Leggi l’articolo completo sul sito di Linea reggiana a questo link 👇🏽
https://www.lineareggiana.org/in-merito-alla-tesi/

Nuovo articolo su Linea Reggiana 🗞️L’ecologia politica: difesa del territorio e lotta politicaIl partito ecologista nacq...
01/09/2026

Nuovo articolo su Linea Reggiana 🗞️
L’ecologia politica: difesa del territorio e lotta politica

Il partito ecologista nacque da un peccato originale, la sua separazione dal movimento operaio.
Esso si formò come autonoma forza politica, che voleva distinguersi dagli altri partiti dichiarandosi a-politica, ponendo la difesa della natura come scopo prioritario ad ogni altro scopo politico, di rango superiore e perciò disponibile ad alleanze trasversali.

La natura veniva in questo modo idealizzata, come qualcosa di separato dalla civiltà, che andava difesa dalla civiltà. È stato il tempo dei parchi naturali, della difesa degli ecosistemi, della creazione di aree in cui gli esseri umani poteva accedere come visitatori, escursionisti, naturalisti.
Mentre la civiltà, nemica della natura, continuava liberamente a sfruttare, inquinare, distruggere. La questione che univa la natura e la civiltà era la scarsità delle risorse e l’eccessivo consumismo.

Continua a leggere l’articolo completo qui https://www.lineareggiana.org/difesa-del-territorio-e-lotta-politica/

Fratelli d'Italia Reggio Emilia ha annunciato, sulle proprie pagine social, un flash mob nella mattinata di lunedì 20 lu...
16/07/2026

Fratelli d'Italia Reggio Emilia ha annunciato, sulle proprie pagine social, un flash mob nella mattinata di lunedì 20 luglio davanti al Lab AQ16, per chiederne lo sgombero.
Dalle 10 invitiamo tuttə davanti ad AQ16 per difendere e presidiare lo spazio. Lo diciamo chiaramente: non faremo avvicinare questi post-fascisti al centro sociale.

Questa provocazione è l’ennesima minaccia di un “manipolo di nullafacenti mantenuti di partito”, che non avendo qualità politica da spendere si butta sulla propaganda per distrarre le persone dalla propria iniquità e incapacità di governo.
Il mandato arriva direttamente dall’alto e riguarda la contesa che il partito di Giorgia Meloni cerca di vincere contro gli altri partiti della destra. Una gara che si misura sul numero di scalpi raccolti a scapito delle città e dei territori in cui viene disputata.
Più di questo, il mandato è quello di costruire un nemico interno da combattere per giustificare e nutrire la propria propaganda che i politici locali di Reggio Emilia hanno deciso di interpretare e contendere fino in fondo.

Un nostro atto di presenza, delle compagne e dei compagni e della città di Reggio Emilia davanti alla sede del Laboratorio AQ16 è un atto dovuto, per non lasciare terreno libero a questi piccoli politicanti locali che cercano di farsi strada nei vertici del proprio partito spargendo macerie per la nostra città.
Non possiamo permettere che i minions del partito che oggi guida il governo provino ad applicare anche nella nostra città la stessa logica repressiva che ha già colpito numerose esperienze sociali in tutta Italia, da Askatasuna, Leoncavallo a molti altri spazi di aggregazione e mutualismo. È un modello autoritario che considera il conflitto sociale, gli spazi autogestiti e in generale la riproduzione giovanile, come problemi da eliminare anziché elementi di ricchezza politica e comunitaria.
La loro idea di sicurezza è fondata su paura e controllo. La nostra, al contrario, si basa su partecipazione, solidarietà e costruzione di legami sociali.

Difendere AQ16 significa difendere un’idea di società aperta, plurale, capace di costruire futuro.
Difendere gli spazi sociali significa difendere la possibilità di riproduzione sociale e politica di Reggio Emilia, difendere la città stessa dalla guerra civile che il governo sta estendendo a macchia d’olio su tutti i territori.

Mentre scriviamo, il governo ha varato l’ennesimo decreto sicurezza, estendendo il fermo preventivo di 12 ore anche ai minorenni che frequentano “zone di aggregazione giovanile”, dando la possibilità di eseguire il fermo anche alle polizie locali. Questa è la loro idea di società: una società di polizia che arresta e reprime i più giovani in quanto tali. Una guerra culturale contro le future generazioni.

Come se non bastasse è stato scelto proprio il 20 luglio.
Non è una giornata qualunque, quest’anno ricorrono 25 anni dall’uccisione di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, 25 anni dalle torture alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto.
È in quelle giornate di luglio a Genova che è iniziata a maturare la nostra coscienza politica, il senso di possibilità e responsabilità politica che abbiamo provato a riprodurre in questi anni.

Per questo e per tutto ciò che ha rappresentato il G8 di Genova, la manifestazione di Fratelli d’Italia è ancora più oltraggiosa.

La nostra città ha una storia antifascista, cooperativa e democratica che non può essere riscritta da chi oggi governa il Paese.
Oggi come allora a chi odia la società, temendone la potenza rivoluzionaria, a chi preferisce spazi vuoti e gente in gabbia, vogliamo dirlo forte e chiaro: guai a chi ci tocca!

Lunedì 20 luglio, ore 10 ci vediamo tuttə davanti al Lab AQ16!

Indirizzo

Via Fratelli Manfredi, 14
Reggio Nell Emilia
42124

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