Portatori Sani di Onestà

Portatori Sani di Onestà e dai toni pacati, privi di volgarità. Chiediamo di valutare evitando le bufale, dando,
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25/04/2026

Perchè?

Propaganda Live 2.0

22/03/2026

Fino a quando ci saranno Conduttori di programmi come LEI, L' ' avrà una schans.
Con Propaganda Live 2.0

C'è la   e poi chi altri dell'   ?Con   in Propaganda Live 2.0
05/03/2026

C'è la e poi chi altri dell' ?
Con in Propaganda Live 2.0

SABATO 7 MARZO - UNA SPERANZA PER TUTTIORE 14:3O - 17:00CONFERENZA APERTA A TUTTIAz. Agricola  LA RAZZA a REGGIO EMILIA
03/03/2026

SABATO 7 MARZO
- UNA SPERANZA PER TUTTI
ORE 14:3O - 17:00
CONFERENZA APERTA A TUTTI
Az. Agricola LA RAZZA a REGGIO EMILIA

11/02/2026

Propaganda Live 2.0

19/01/2026

C’è un momento, ogni mattina,
in cui qualcuno resta seduto in macchina davanti all’ufficio.
Motore spento.
Mani sul volante.
Un respiro lungo.
Non è pigrizia.
È il peso invisibile di un posto dove si entra solo con il corpo…
ma non con il cuore.
Molti ambienti di lavoro non sono tossici.
Sono peggio: sono freddi.
Silenziosi quando servirebbe una parola.
Rigidi quando servirebbe fiducia.
Veloci con i numeri. Lentissimi con le persone.
Eppure basterebbe poco.
Una riunione che inizia con:
“Come stai, davvero?”
Un capo che dice:
“Vai a casa, ci penso io.”
Un errore trattato come lezione, non come colpa.
Una scrivania che non sembra una punizione.
Un messaggio ricevuto la sera che non chiede, ma ringrazia.
Non sono benefit.
Sono segni di dignità.
Un bel posto di lavoro non ti rende solo più produttivo.
Ti rende più leggero.
Ti fa tornare a casa con ancora qualcosa da dare a chi ami.
La vera strategia non è trattenere i talenti.
È non spegnerli.
Se puoi cambiare anche solo una piccola cosa per qualcuno che lavora con te,
fallo questa settimana.
Non servirà a fare una presentazione migliore.
Servirà a far dormire meglio qualcuno.
E a volte, è la leadership più alta che esista.

17/01/2026

Propaganda Live 2.0

17/01/2026

: '

08/10/2025
04/10/2025

Arcivescovo di Napoli: Domenico Battaglia.

"E voi che sprofondate nelle poltrone rosse dei parlamenti, abbandonate dossier e grafici: attraversate, anche solo per un’ora, i corridoi spenti di un ospedale bombardato; odorate il gasolio dell’ultimo generatore; ascoltate il bip solitario di un respiratore sospeso tra vita e silenzio, e poi sussurrate – se ci riuscite – la locuzione «obiettivi strategici».
Il Vangelo – per chi crede e per chi non crede – è uno specchio impietoso: riflette ciò che è umano, denuncia ciò che è disumano.
Se un progetto schiaccia l’innocente, è disumano.
Se una legge non protegge il debole, è disumana.
Se un profitto cresce sul dolore di chi non ha voce, è disumano.
E se non volete farlo per Dio, fatelo almeno per quel poco di umano che ancora ci tiene in piedi.
Quando i cieli si riempiono di missili, guardate i bambini che contano i buchi nel soffitto invece delle stelle. Guardate il soldato ventenne spedito a morire per uno slogan. Guardate i chirurghi che operano al buio in un ospedale sventrato. Il Vangelo non accetta i vostri comunicati “tecnici”. Scrosta ogni vernice di patria o interesse e ci lascia davanti all’unica realtà: carne ferita, vite spezzate.
Non chiamate «danni collaterali» le madri che scavano tra le macerie.
Non chiamate «interferenze strategiche» i ragazzi cui avete rubato il futuro.
Non chiamate «operazioni speciali» i crateri lasciati dai droni.
Togliete pure il nome di Dio se vi spaventa; chiamatelo coscienza, onestà, vergogna. Ma ascoltatelo: la guerra è l’unico affare in cui investiamo la nostra umanità per ricavarne cenere. Ogni proiettile è già previsto nei fogli di calcolo di chi guadagna sulle macerie. L’umano muore due volte: quando esplode la bomba e quando il suo valore viene tradotto in utile.
Finché una bomba varrà più di un abbraccio, saremo smarriti. Finché le armi detteranno l’agenda, la pace sembrerà follia. Perciò, spegnete i cannoni. Fate tacere i titoli di borsa che crescono sul dolore. Restituite al silenzio l’alba di un giorno che non macchi di sangue le strade.
Tutto il resto – confini, strategie, bandiere gonfiate dalla propaganda – è nebbia destinata a svanire. Rimarrà solo una domanda:
«Ho salvato o ho ucciso l’umanità che mi era stata affidata?».
Che la risposta non sia un’altra sirena nella notte.
Convertite i piani di battaglia in piani di semina, i discorsi di potenza in discorsi di cura. Sedete accanto alle madri che frugano tra le macerie per salvare un peluche: scoprirete che la strategia suprema è impedire a un bambino di perdere l’infanzia. Portate l’odore delle pietre bruciate nei vostri palazzi: impregni i tappeti, ricordi a ogni passo che nessuno si salva da solo e che l’unica rotta sicura è riportare ogni uomo a casa integro nel corpo e nel cuore.
A noi, popolo che legge, spetta il dovere di non arrenderci. La pace germoglia in salotto – un divano che si allunga; in cucina – una pentola che raddoppia; in strada – una mano che si tende. Gesti umili, ostinati: “tu vali” sussurrato a chi il mondo scarta. Il seme di senape è minimo, ma diventa albero. Così il Vangelo: duro come pietra, tenero come il primo vagito. Chiede scelta netta: costruttori di vita o complici del male. Terze vie non esistono".

Cardinale e Arcivescovo metropolita di Napoli, Mons. Domenico Battaglia

03/10/2025

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