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16/06/2026

🔴Ancora una volta in consiglio comunale si è consumata un’altra triste pagina di NON DEMOCRAZIA.

ESERCIZI DI FALSITÀ L'approvazione di questo ordine del giorno "urgente" è frutto di una falsità operata, almeno nella s...
15/06/2026

ESERCIZI DI FALSITÀ
L'approvazione di questo ordine del giorno "urgente" è frutto di una falsità operata, almeno nella sua forma esteriore, dal capogruppo della lista Massari. Sì, quella del nostro Sindaco blindato dal campo largo. Sono riusciti ad ingannare lo stesso Presidente del Consiglio Comunale Matteo Iori facendogli credere a una fantomatica, fantasiosa e inesistente scadenza di un termine indicato nella giornata di domani (attenzione, non per iscritto ma solo nella relazione orale; peccato per loro, però, perché non sempre verba volant e qui è tutto registrato e ben riascoltabile su digital democracy) per poter aderire alla campagna pacifista e antimilitarista promossa da Emergency. Così hanno fatto passare per urgente ciò che urgente non è, per poi votare ad una sola voce dopo che noi e i Consiglieri di Fratelli d'Italia abbiamo abbandonato l'aula in segno di protesta. Il loro scopo è chiaro e poco più che propagandistico, vale a dire quello di ricevere la medaglietta che verrà loro dedicata dalle testate locali e insieme ad essa l'applauso della gente, del tutto ignara dello scempio del regolamento di cui i consiglieri di maggioranza, ovviamente sempre tutti in blocco, sono autori e protagonisti.
Eppure l'argomento avrebbe meritato ben altra attenzione, approfondimento e discussione, magari in una seduta ordinaria e in un confronto dialettico leale e costruttivo. Ma capisco che non si può pretendere tanto qui a Reggio Emilia.
Questa è l'etica della politica di sinistra, questa è la tecnica di governo della nostra città, questo è il loro senso delle istituzioni, questo è il rigore morale di chi è stato votato dalla maggioranza degli elettori.
Porterò questo caso all'attenzione delle autorità che hanno poteri e doveri di controllo. E in altro post o articoletto vi potrò spiegare meglio ogni dettaglio. Per il momento mi limito a dire:
Reggio Emilia, è l'ora della sveglia! Questi amministratori sono strateghi dell'inganno e teatranti di una finta democrazia. Che grande delusione e che pericolo!
Giovanni Tarquini

Su AQ16 la giunta tira a campare: la Legge e il Dirigente di settore indicano una strada, la giunta Massari e in partico...
15/06/2026

Su AQ16 la giunta tira a campare: la Legge e il Dirigente di settore indicano una strada, la giunta Massari e in particolare l'assessore Prandi ne inseguono un'altra. E il conto, come sempre, rischia di pagarlo la città.
La vicenda del laboratorio sociale AQ16 è la fotografia di una giunta in evidente difficoltà. Da una parte c'è un atto formale del Comune, firmato dal dirigente dell'Area Rigenerazione Urbana, Arch. Illari, che avvia un procedimento espressamente finalizzato all'adozione di un'ordinanza di sgombero dell'immobile di via Fratelli Manfredi, occupato da oltre vent'anni senza contratto, senza convenzione, senza concessione, senza alcun titolo giuridico. Dall'altra c'è un assessore che dopo la notizia della notifica del preavviso di avvio del procedimento di sgombero afferma pubblicamente e candidamente che "non esiste alcuna volontà di sgomberare". E accusa le opposizioni di strumentalizzare ogni cosa. Ma caro Assessore, è evidente che le due cose non possono stare insieme.
I richiami e le contestazioni puntualmente riportate nello stesso documento comunale sono assai chiari. Prima di tutto AQ16 non risulta avere alcun titolo di possesso dell'immobile occupato, di proprietà del Comune. Inoltre, un locale privo di certificato di prevenzione incendi, di agibilità, di dichiarazioni di conformità degli impianti, con vie di esodo bloccate e illuminazione di emergenza assente, non può ospitare pubblici spettacoli. Il quadro tecnico parla di impianti "fuori norma" e di un necessario "intervento radicale". Di fronte a questo, il dovere dell'ente pubblico proprietario è soltanto uno: liberare l'immobile e rientrarne nel pieno possesso. La politica, invece, anziché assumersi la responsabilità di una decisione, sembra più impegnata a salvare una situazione che coinvolge una buona fetta del loro elettorato, vale a dire i frequentatori e organizzatori dei centri sociali.
C'è un secondo nodo che la giunta Massari evita accuratamente di affrontare in pubblico: quello economico. Chi legge con attenzione il documento del dirigente vi trova una cifra che dovrebbe essere al centro del dibattito cittadino: oltre un milione di euro — 1.046.500 euro secondo la stima preliminare, IVA, spese tecniche e imprevisti compresi — solo per mettere a norma l'immobile. Una stima, per di più, dichiaratamente suscettibile di aumento in fase di progettazione esecutiva e di gara. Ma allora, se la strada scelta è davvero la "regolarizzazione" chi troverà queste risorse? Con quali capitoli di bilancio, sottraendole a quali altre priorità — scuole, strade, manutenzioni — verrebbe finanziato l'adeguamento di un immobile occupato per ventitré anni senza titolo?
I cittadini reggiani hanno il diritto di saperlo prima, non a cose fatte. E hanno soprattutto il diritto di non essere chiamati, ancora una volta, a pagare di tasca propria il costo di una chiara e sciagurata scelta politica. Una giunta che non sa scegliere tra l'applicazione della legge e la tutela di un'esperienza sociale finisce inevitabilmente per scaricare il prezzo di quella esitazione sui cittadini. Lo diciamo con chiarezza: ci auguriamo che il conto di questa vicenda non venga presentato ai reggiani. Perché ciò non accada serve una cosa sola, che finora è mancata: una decisione, presa alla luce del sole, di cui qualcuno sappia assumersi la responsabiltà.
Giovanni Tarquini
Carmine Migale
Reggio Civica

C’è una distanza siderale, imbarazzante, tra la realtà della politica e la concretezza dei fatti. Distanza che ieri, nel...
13/06/2026

C’è una distanza siderale, imbarazzante, tra la realtà della politica e la concretezza dei fatti. Distanza che ieri, nella VI Commissione consiliare del Comune di Reggio Emilia dedicata allo psicodramma Hellwatt Festival, poi Pulse of Gaia poi annullato, si è trasformata in un esercizio di equilibrismo retorico in puro stile propagandistico.
Da un lato, le opposizioni che chiedevano conto di un "flop" evidente al mondo; dall'altro, una pletora di tecnici, rappresentanti di società fornitrici, C.Volo e una maggioranza capeggiata dal sindaco in pectore, De Franco, impegnato a ripetere in modo assertivo e fin scocciato: “…va tutto bene, la macchina funziona, non ci sono conseguenze economiche per il Comune che non c'entra nulla nel rapporto tra Società Aeroporto e C.Volo….se qualcosa è andato storto è solo a causa di un’ordinanza del Prefetto arrivata a sorpresa”. La solita narrazione, a cui non credono più nemmeno i loro più fedeli adepti e che si schianta nel deserto della RCF Arena.
Ma se va tutto così bene, come si spiega questa situazione? Luciano Ligabue, che considera il Campovolo casa sua, non usa metafore. Nelle sue parole, rilasciate in una intervista, c'è la grande tristezza del cittadino e dell'artista. Il "Liga" ha ricordato la genesi del progetto, nato dal sogno e dalla fatica di chi ha combattuto contro burocrazia e veti politici pur di lasciare a Reggio un tempio della musica internazionale. Poi lo stesso Ligabue che svela il re n**o, ponendo la domanda che la maggioranza ha evitato di farsi, cioè come tutto ciò sia stato davvero possibile. Già, come si è passati dalle promesse di un indotto milionario a una gestione che subisce gli eventi anziché governarli? La politica reggiana, arroccandosi dietro al paravento dei tecnicismi e scaricando le responsabilità su “cause di forza maggiore”, dimostra per l'ennesima volta incapacità, mancanza di visione e di autocritica. Mancanze pesanti, simboleggiate dalla sedia vuota del sindaco, in una commissione così cruciale. È molto più comodo e semplice per lui andare a recitare il monologo preparato ad arte nel salotto della TV di partito. E anche questo testimonia il suo senso delle istituzioni. Del resto, avrà pensato che è più importante rispondere ai suoi elettori e coltivarli per bene sotto i riflettori dell'apparato informativo che lo sostiene. Peccato però che l'RCF Arena non è un semplice spazio privato; è un'infrastruttura su cui la città ha scommesso credibilità, risorse e futuro. Liquidare il fallimento di una stagione con un’alzata di spalle significa non comprendere la gravità della situazione. È tempo che dal Municipio arrivino risposte vere e non racconti preconfezionati. A quelli ormai non ci crede più nessuno. Avvocati Matteo Marchesini Giovanni Tarquini

Il famoso principio democratico della pluralità dell'informazione e del valore del confronto. Avanti così ..
13/06/2026

Il famoso principio democratico della pluralità dell'informazione e del valore del confronto. Avanti così ..

Le risposte dell'assessore De Franco in sede di Commissione sulla cancellazione dell'Helwatt festival e sulle sue ceneri...
12/06/2026

Le risposte dell'assessore De Franco in sede di Commissione sulla cancellazione dell'Helwatt festival e sulle sue ceneri alle tante e legittime domande dei consiglieri comunali di opposizione e degli ospiti quali la segretaria della CISL e la presidente di Confcommercio, tutti portavoce di decine di migliaia di cittadini reggiani, sono ciò che di peggio possa esprimere la politica della sinistra Dem che (mal)governa la nostra città. Quella che oggi per bocca del suo segretario locale Gazza ci ha attaccati con lo stile nobile che lo contraddistingue. In sostanza loro sono bravissimi, i migliori, da medaglia. Dobbiamo tenerceli stretti stretti.
Anzi, Primo Tricolore a tutti !

La notizia bomba squarcia il velo di ipocrisia su RCF Arena . Pierluigi Di Palma, presidente di ENAC, richiama la possib...
11/06/2026

La notizia bomba squarcia il velo di ipocrisia su RCF Arena . Pierluigi Di Palma, presidente di ENAC, richiama la possibile revoca della concessione a
C.Volo: l’area concertistica doveva garantire l'equilibrio economico. Il fallimento della stagione estiva ora mette a rischio tutto. E a questo chi ci aveva pensato?
Il paradosso è che lo stop del Prefetto, imposto per motivi di sicurezza, prenda la forma del perfetto "colpo di spugna": una scialuppa di salvataggio, politico e contrattuale, per coprire le macerie di una gestione fallimentare, offrendo la scusa della "forza maggiore" a chi ha dimostrato incapacità manageriale. Un po’ come nascondere la polvere sotto il tappeto.
Il quadro, poi, si fa squallido alla vigilia della Commissione consiliare d’inchiesta. La società C.Volo, o meglio il suo presidente ha già annunciato che diserterà l'aula. Ma di tutti i prestigiosi soci, taluni imprenditori affermati e di successo, di cui si compone la società che sia davvero l'unico "titolato" a dare spiegazioni stentiamo a crederlo.
I manager che hanno creato questo disastro economico e reputazionale rifiutano di dare spiegazioni alla città e la presidente di Commissione Sara Paderni, in evidente imbarazzo, schiacciata tra le spinte che le arrivano dal suo partito e le resistenze di chi esige chiarezza, allarga le braccia al cielo e dice: “Non posso obbligarli". Che tenerezza….
Ma in che mani è finita Reggio Emilia?
La giunta comunale e ancor più l'assessore di riferimento e vice-sindaco e segretario del PD cittadino, Lanfranco de Franco, sono ridotti a comparse di un sistema privatistico che detta legge, fa profitto e pretende che tutti stiano sempre zitti, soprattutto quando il giocattolo si rompe.
Le responsabilità politiche della giunta del sindaco "civico" Marco Massari , in perfetta continuità con la passata amministrazione di Luca Vecchi, sono imbarazzanti. A febbraio sfilavano tronfi davanti a telecamere e flash per annunciare il festival Hellwatt, tramutato in Pulse of Gaia e presto defunto. Oggi, davanti al deserto dell'estate 2026, si limitano al "rammarico" e alla proposta di fantomatici quanto antiquati "tavoli di lavoro", ignorando il vero problema di tutta questa vicenda: la governance degli eventi. Manca una regia pubblica. L’Arena dei sogni è nata con la faccia (e nomi e cognomi) della politica locale, che aveva il dovere di vigilare perché quei sogni si avverassero e portassero reale beneficio alla città.
Se l'amministrazione non conosceva i rischi, è stata umiliata dai privati; se sapeva, la complicità è totale. Il Comune ora non può nascondersi, in ogni caso non ha scampo. IL FALLIMENTO E’ TOTALE. Mentre le agenzie internazionali cancelleranno Reggio dalle mappe dei grandi tour, la credibilità di questa amministrazione si infrange sulla sudditanza a potentati economici locali che, nei fatti, hanno dimostrato di badare solo al proprio profitto e di non rispondere a nessuno. E anzi, evidentemente è a loro che qualcuno deve rispondere. I cittadini vogliono trasparenza, non una politica che fa da scudo a manager in fuga o a chissà chi altri dietro di loro. Allora, consigliamo a tutti questi di frequentare meno buffet e di concentrarsi di più e meglio sul proprio ruolo e le proprie funzioni.

Desolante più che rilassante.Questo è il parco della reggia di Rivalta la scorsa domenica a metà pomeriggio. Senza comme...
10/06/2026

Desolante più che rilassante.
Questo è il parco della reggia di Rivalta la scorsa domenica a metà pomeriggio. Senza commenti che forse è meglio..
Anzi, uno sì. Finalmente lunedì prossimo in Consiglio comunale ci diranno perché il bando per il servizio bar-ristorazione, ammesso che abbia il potere di cambiare radicalmente le cose, non ha funzionato ed è andato deserto.
La realtà è che anche in questo caso, dopo tanti bei proclami di Sindaco, giunta e dirigenti, non resta che.. praticamente il nulla.
Giovanni Tarquini
Carmine Migale
Reggio Civica

Che disastro la vicenda dei concerti estivi alla RCF Arena . L'ennesimo. Ora tutti scappano. E chi pretende a buon dirit...
10/06/2026

Che disastro la vicenda dei concerti estivi alla RCF Arena . L'ennesimo. Ora tutti scappano. E chi pretende a buon diritto di sapere e di capire si ritrova la nebbia, quella che una volta copriva la città in autunno e inverno e che ora invece ammanta le stanze del potere, politico ed economico. Peccato però, per quei poteri, non meglio identificati, che c'è ancora chi non si rassegna e chiede chiarezza. Gli eventi prima programmati e poi miseramente svaniti avrebbero avuto un impatto notevole sul territorio e sul tessuto economico cittadino ed è quella aspettativa, da taluno desiderata e da altri contrastata per i già noti disagi in termini di circolazione e sicurezza, che è svanita, anzi, si è sgretolata sotto una strana cortina fumogena. È arrivato il momento di ricostruire gli errori e di dare un nome ai responsabili essendo chiaro a tutti che qualcuno ha sbagliato, e di grosso. Gli amministratori pubblici che hanno partecipato ai moti di entusiasmo iniziali quando con la famosa e roboante conferenza stampa è stato proclamato alla città e al paese intero che questa estate saremmo diventati il centro della musica internazionale, devono ora dare spiegazioni. Se non lo fanno e se addirittura rifiutano il dibattito pubblico e democratico, come quello che potrà svilupparsi davanti alla commissione comunale appositamente richiesta dall'opposizione e convocata per venerdì 12, favorendo per di più anche l'assenza dei soggetti imprenditoriali che hanno ridotto così la reputazione della città, bisogna che si facciano un bell'esamino di coscienza. Lorsignori mettano questo fallimento insieme a tutti gli altri che si sono susseguiti negli ultimi anni e tornino da dove sono venuti, vale a dire nelle peggiori stanze dei partiti di sinistra….
Avv. Giovanni Tarquini

09/06/2026

Fatti che parlano inequivocabilmente….chi oggi amministra Reggio Emilia ha definitivamente palesato a tutta la città la propria inadeguatezza. Reggio Emilia merita di meglio.
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