15/06/2026
D'accordo con la ns organizzazione provinciale !!!
Fronte del Gnocco: cronache da una nuova guerra di religione
Apprendiamo con un misto di stupore e divertimento di come la scelta dei circoli Circolo Arci Fenulli - Reggio Emilia e La Casetta Nuovo Gramsci di friggere il gnocco nell'olio anziché nello strutto, per allargare il campo dei fruitori a chiunque non mangi carne suina o prodotti di origine animale, abbia suscitato l'indignazione di qualche autoproclamato custodi della tradizione local.
In un tempo segnato da guerre, crisi internazionali, cambiamenti climatici e crescenti disuguaglianze sociali, è rassicurante sapere che qualcuno abbia finalmente individuato il vero terreno dello scontro di civiltà: il paiolo del gnocco 😂
Per fortuna non sono ancora arrivati a immaginarsi cavalieri crociati pronti a partire alla riconquista delle identità culinarie perdute o tribunali dell'Inquisizione incaricati di verificare il contenuto delle pentole. Ma, leggendo certe dichiarazioni, non possiamo escludere che sia solo questione di tempo, purtroppo.
C'è qualcosa di profondamente curioso nell'idea che una tradizione possa sopravvivere soltanto restando immutabile e incontaminata. È una teoria che alcuni applicano alle persone, altri alle culture, altri alle lingue, altri ancora al gnocco fritto. Noi crediamo invece che siano proprio l'incontro, lo scambio e persino la contaminazione a mantenere vive le comunità e le tradizioni. Perché la tavola dovrebbe servire a unire le persone, non a dividerle, e una tradizione è tanto più forte quanto più riesce ad adattarsi ai tempi, alle sensibilità e alle esigenze di chi la vive.
Che il valore del gnocco fritto non risieda esclusivamente nel grasso utilizzato per prepararlo, ma nella convivialità, nella socialità e nella comunità che si crea attorno a un tavolo.
Del resto, le tradizioni non sono mai state immobili. Evolvono, si contaminano, cambiano insieme a chi le vive. È proprio così che arrivano fino a noi. Se i nostri antenati avessero considerato ogni innovazione un attentato all'identità locale, probabilmente mangeremmo ancora ciò che cucinavano i Galli prima dell'arrivo dei Romani.
Nei nostri circoli continueremo quindi a fare ciò che abbiamo sempre fatto: accogliere tutti, far incontrare persone diverse, promuovere cultura, socialità e partecipazione. E continueremo a servire del buon gnocco fritto, preparato con lo strutto o con l'olio, lasciando a ciascuno la libertà di scegliere ciò che preferisce.
Perché la libertà di decidere cosa mettere nel proprio piatto ci sembra un valore decisamente più emiliano della pretesa di imporlo agli altri.
Con l'auspicio che, almeno a tavola, si possa ancora stare insieme senza chiedere certificati di purezza, né gastronomica né di altro genere.