17/10/2026
Una serata magica in cui l'alta cucina ha incontrato la fantasia.
A guidarci, dentro un viaggio di sapori e nostalgie, una narratrice d'eccezione, Ketty Adornato, story teller, esperta in numerosi progetti di narrazione interattiva, atelierista, scrittrice che ha sfogliato per noi e con noi il libro delle fiabe traducendo sapori in Storie e le Storie in emozioni.
A catturare la parola e a trasformarla in visioni da "gustare" lo Chef Filippo Cogliandro, artista enogastronomico, ambasciatore di Calabria nel mondo, filantropo e mecenate, capace di realizzare piatti attinti direttamente dalle storie narrate, artisticamente elaborati.
Una serata magica fortemente voluta da Rizes in cui la "letteratura si è mangiata" e "l'alta cucina si è raccontata".
Una mirabile sinergia fra Narratrice e Chef in cui la realtà, nello spazio di una cena, è sfumata nell'Incantesimo.
Lo stesso incantesimo che ha portato nel grande salone dei lampadari il miraggio della Fata Morgana. Non un personaggio delle favole nordiche, una fata alata o turchina, ma la Fata che abita lo Stretto con la malìa di un orizzonte indefinito fra la sponda sicula e quella calabrese, capace di rendere, per un meraviglioso fenomeno di rifrazione ottica, lo spazio inesistente e portare Messina dentro lo sguardo dei calabresi.
Un susseguirsi di emozioni e leggerezza mentre le mille voci della Narratrice riportavano in vita personaggi appartenenti alle nostre latitudini a popolare mondi arcani e lontani, a trovare dimora nelle pagine di grandissimi autori meridionali.
Così il cuore di un Drago Marino ha accompagnato Rosmarina, " Il Pastore, La Formica, L'Aquila e il Leone" di Saverio Strati hanno evocato un Aspromonte fantastico, "Le tre raccoglitrici di cicorie" hanno evidenziato che il cibo è simbolo di un bisogno atavico al tempo della fame. E Persefone a tornare coi chicchi del melograno simbolo di passione, regalità, immortalità, a camminare sottobraccio con "Zio Tonto" nelle fiabe in cui il cibo è espressione di ingordigia, tentazione. La giustizia popolare del "Regalo del Vento Tramontano" e la disuguaglianza sociale ne "Le Storie di Giufá", i vizi come la spilorceria ne "La Sposa che viveva di vento" o il cibo che sa farsi salvezza come ne "La fiaba di Rotilio".
E quando giunge il momento di "Re Pepe", fiaba calabrese di emancipazione ed intraprendenza, riportata nelle novelle di Letterio di Francia, il Grimm calabrese, tra i massimi studiosi della novella italiana, l'applauso sgorga spontaneo e coinvolgente per quella principessa che, impastando farina e zucchero, si creò il fidanzato che desiderava mettendogli sulla bocca, affinché fosse dotato di parola, un peperoncino rosso.
E mentre la Narratrice donava la Parola, lo Chef, Filippo Cogliandro con la precisione del chirurgo e la follia degli artisti creava opere d'arte di incomparabile bellezza, trasformava il verbo in consistenza, nella materia di un cibo a nutrire corpo e anima, a fare della sua cucina un palcoscenico per una rappresentazione tutta da gustare. Così il suo menù diveniva vera Poesia ad essere declamata con lo sguardo e col palato dei presenti mentre i sapori celebravano la Vita dentro la meraviglia di un desco imbandito con persone a celebrare il rito dello stare insieme.
Piatti a tradurre le fiabe, entrate in cucina timidamente, e uscite in portate sontuose.
E Morgana, tornata dagli abissi del suo Stretto ad osservare silente, a sentire qualcosa che non sentiva da tempo. Un profumo che non era salsedine. Era lo strano odore di una Storia che voleva diventare Pane. Perché le fiabe se si lasciano a metà muoiono di fame e anche lei desiderava che qualcuno finisse la sua.
La Narratrice e lo Chef, in una preziosa alchimia di anime, le hanno donato la meraviglia di una fiaba dello Stretto. E il popolo di Rizes ha gustato ogni fiaba con la nostalgia dell'infanzia e la forza dei sogni intatti nei cuori.
Grazie a Ketty Adornato e a Filippo Cogliandro per avere offerto anima e passione indomite per questo viaggio avventuroso fra i gironi del cibo, della tradizione, delle latitudini che ci appartengono, di quella nostra essenza che fa scorrere la vita nel pendolo costante fra dolore e gioia.
Grazie a L' A Gourmet l'Accademia in tutte le sue componenti, dagli chef al personale di sala, per la cura dei dettagli, dei clienti e per quell'aura magica che soffonde ogni angolo di questo luogo incantevole.
Grazie a tutti coloro che, partecipando, hanno reso speciale la serata e, in quel piccolo "Re Pepe" donato, l'augurio per ciascuno di modellare la propria Vita, secondo il sogno ad indirizzare il vento del proprio Destino
PS: aprite le foto. Alcune contengono didascalie