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Rizes Rizes è un'Associazione Culturale di Promozione del Territorio della Calabria

“ Avere un tesoro e non poterlo mostrare , questa è sempre stata la nostra condizione” scriveva Corrado Alvaro. Rizes vuole far rinascere un profondo legame tra il territorio e la sua gente, non crogiolandosi nella memoria di magnifici tempi andati, ma attingendo al passato per fare da sprone al presente e proiettarsi verso un futuro in cui si possa finalmente vedere questo tesoro, toccarlo, nutrirsene, udirne i silenzi e sentirne i profumi, un viaggio dei sensi tra saperi e sapori del nostro territorio. Rizes si prefigge questo impegno, una piccola goccia capace di scavare la roccia, profuso al di sopra degli echi quotidiani del malaffare per riempire il silenzio con le voci della memoria e della bellezza di itinerari senza tempo, di profumi e colori che agitano i sensi, ed avvolgono come tela colui che vive il territorio.

Una serata magica in cui l'alta cucina ha incontrato la fantasia. A guidarci, dentro un viaggio di sapori e nostalgie, u...
17/10/2026

Una serata magica in cui l'alta cucina ha incontrato la fantasia.

A guidarci, dentro un viaggio di sapori e nostalgie, una narratrice d'eccezione, Ketty Adornato, story teller, esperta in numerosi progetti di narrazione interattiva, atelierista, scrittrice che ha sfogliato per noi e con noi il libro delle fiabe traducendo sapori in Storie e le Storie in emozioni.

A catturare la parola e a trasformarla in visioni da "gustare" lo Chef Filippo Cogliandro, artista enogastronomico, ambasciatore di Calabria nel mondo, filantropo e mecenate, capace di realizzare piatti attinti direttamente dalle storie narrate, artisticamente elaborati.

Una serata magica fortemente voluta da Rizes in cui la "letteratura si è mangiata" e "l'alta cucina si è raccontata".

Una mirabile sinergia fra Narratrice e Chef in cui la realtà, nello spazio di una cena, è sfumata nell'Incantesimo.

Lo stesso incantesimo che ha portato nel grande salone dei lampadari il miraggio della Fata Morgana. Non un personaggio delle favole nordiche, una fata alata o turchina, ma la Fata che abita lo Stretto con la malìa di un orizzonte indefinito fra la sponda sicula e quella calabrese, capace di rendere, per un meraviglioso fenomeno di rifrazione ottica, lo spazio inesistente e portare Messina dentro lo sguardo dei calabresi.

Un susseguirsi di emozioni e leggerezza mentre le mille voci della Narratrice riportavano in vita personaggi appartenenti alle nostre latitudini a popolare mondi arcani e lontani, a trovare dimora nelle pagine di grandissimi autori meridionali.

Così il cuore di un Drago Marino ha accompagnato Rosmarina, " Il Pastore, La Formica, L'Aquila e il Leone" di Saverio Strati hanno evocato un Aspromonte fantastico, "Le tre raccoglitrici di cicorie" hanno evidenziato che il cibo è simbolo di un bisogno atavico al tempo della fame. E Persefone a tornare coi chicchi del melograno simbolo di passione, regalità, immortalità, a camminare sottobraccio con "Zio Tonto" nelle fiabe in cui il cibo è espressione di ingordigia, tentazione. La giustizia popolare del "Regalo del Vento Tramontano" e la disuguaglianza sociale ne "Le Storie di Giufá", i vizi come la spilorceria ne "La Sposa che viveva di vento" o il cibo che sa farsi salvezza come ne "La fiaba di Rotilio".

E quando giunge il momento di "Re Pepe", fiaba calabrese di emancipazione ed intraprendenza, riportata nelle novelle di Letterio di Francia, il Grimm calabrese, tra i massimi studiosi della novella italiana, l'applauso sgorga spontaneo e coinvolgente per quella principessa che, impastando farina e zucchero, si creò il fidanzato che desiderava mettendogli sulla bocca, affinché fosse dotato di parola, un peperoncino rosso.

E mentre la Narratrice donava la Parola, lo Chef, Filippo Cogliandro con la precisione del chirurgo e la follia degli artisti creava opere d'arte di incomparabile bellezza, trasformava il verbo in consistenza, nella materia di un cibo a nutrire corpo e anima, a fare della sua cucina un palcoscenico per una rappresentazione tutta da gustare. Così il suo menù diveniva vera Poesia ad essere declamata con lo sguardo e col palato dei presenti mentre i sapori celebravano la Vita dentro la meraviglia di un desco imbandito con persone a celebrare il rito dello stare insieme.

Piatti a tradurre le fiabe, entrate in cucina timidamente, e uscite in portate sontuose.

E Morgana, tornata dagli abissi del suo Stretto ad osservare silente, a sentire qualcosa che non sentiva da tempo. Un profumo che non era salsedine. Era lo strano odore di una Storia che voleva diventare Pane. Perché le fiabe se si lasciano a metà muoiono di fame e anche lei desiderava che qualcuno finisse la sua.

La Narratrice e lo Chef, in una preziosa alchimia di anime, le hanno donato la meraviglia di una fiaba dello Stretto. E il popolo di Rizes ha gustato ogni fiaba con la nostalgia dell'infanzia e la forza dei sogni intatti nei cuori.

Grazie a Ketty Adornato e a Filippo Cogliandro per avere offerto anima e passione indomite per questo viaggio avventuroso fra i gironi del cibo, della tradizione, delle latitudini che ci appartengono, di quella nostra essenza che fa scorrere la vita nel pendolo costante fra dolore e gioia.

Grazie a L' A Gourmet l'Accademia in tutte le sue componenti, dagli chef al personale di sala, per la cura dei dettagli, dei clienti e per quell'aura magica che soffonde ogni angolo di questo luogo incantevole.

Grazie a tutti coloro che, partecipando, hanno reso speciale la serata e, in quel piccolo "Re Pepe" donato, l'augurio per ciascuno di modellare la propria Vita, secondo il sogno ad indirizzare il vento del proprio Destino

PS: aprite le foto. Alcune contengono didascalie

Immagina...Un percorso esperienziale in cui l'alta cucina incontra il mondo delle fiabe e delle favole.Immagina di intra...
25/09/2026

Immagina...
Un percorso esperienziale in cui l'alta cucina incontra il mondo delle fiabe e delle favole.
Immagina di intraprendere un viaggio con Rizes, con la narratrice Ketty Adornato e con lo Chef Filippo Cogliandro, in cui la narrazione si vestirà di sapori.
Immagina una sera in cui i piatti diverranno capitoli, le portate personaggi, i profumi incantesimi e ogni assaggio equivarrà ad un momento speciale da fissare nel Tempo.
Immagina fiabe da assaggiare, da interpretare con la grandezza della fantasia dell' Artista in cucina, e la capacità evocativa della narratrice.
Immagina un sipario che si apre su tradizioni e curiosità che divengono ingredienti per sogni prelibati.

Immagina...puoi!

Posti limitati, perché la magia non aspetta.
Per ragioni organizzative la prenotazione va fatta entro il 13/10/2026 ai numeri 328/8375902 e 389/8171815.

Chef Filippo Cogliandro

Un piccolo filo delicato. Il baco gentile che secerne il dono prezioso.  Il gelso imponente gli offre il nutrimento. La ...
23/09/2026

Un piccolo filo delicato. Il baco gentile che secerne il dono prezioso. Il gelso imponente gli offre il nutrimento. La seta si offre splendente a mani di donne che fecero del lavoro un'Arte , a mani di uomini che crearono ingegnosi macchinari.

Un filo sottile capace di unire il mondo dalla Cina all' Europa attraversando mari, fiumi, valli, secoli e civiltà. Giungendo in Calabria, scrigno di bellezza, che seppe dare alla seta prodotta in loco, una preziosità tale da renderla prodotto ambito nel mondo.

, nel suo ormai decennale viaggio dentro la nostra terra, ha incontrato la professoressa Rosa Furfari che con amore e dedizione, con la collaborazione appassionata del figlio, Dottor Filippo Sorgoná, ha voluto custodire la Memoria di un tempo fatto di operosità, di creatività, di fatica ma anche di desiderio di riscatto sociale, dando vita al , un ecomuseo che preserva antiche arti e mestieri del settore tessile e rurale.

Ortì, un piccolo borgo montano arroccato su un costone d' Aspromonte, diviene il custode della Memoria, il luogo a cui la professoressa Rosa Furfari ha donato il suo amore dedicandogli il Tempo della Cura. Un luogo dove un tempo esisteva la tradizione della gelsibachicoltura che la modernità rischiava di fare cadere nell' oblío della dimenticanza senza l'onore della conservazione delle tracce della sua gloriosa esistenza.

Così convivono in un Museo lillipuziano per dimensioni ma titanico per la visione e per la forza evocativa delle parole della professoressa Rosa e del figlio Filippo, oggetti e strumenti del passato, i diversi stadi della seta, i bozzoli, i fusi, i telai, le bilance, i forni, abiti, tappeti, di raffinata fattura.

E, dentro lo sguardo di limpidi occhi azzurri di una donna, si scorge la forza del Passato, la tenacia della Tradizione e quella indomita voglia di consegnare al Futuro un pezzo di Storia, spesso dimenticato, di Eccellenza della nostra terra.

Il cammino di Rizes prosegue verso il Monastero della Visitazione edificato per accogliere le suore dell’ordine della Visitazione. È luogo consacrato al silenzio, alla preghiera e all’accoglienza ed offre uno dei panorami più suggestivi per guardare la città di Reggio Calabria dall'alto.

A confermare la grande importanza della seta nell'economia della città in riva allo Stretto, fino al dopoguerra, prima di conoscere il declino, l'esistenza di una f***a rete commerciale, di scambi nel Mediterraneo, nell'Italia Settentrionale e nel nord Europa e la presenza di numerose filande.

Il Tempo, l'incuria degli uomini, l'incalzante incedere della modernità e di un progresso spesso irrispettoso verso il passato, hanno fatto scempio delle testimonianze architettoniche della stragrande maggioranza delle filande nell'aria Metropolitana della città di Reggio Calabria.

La tenacia di Benedetta Genovese e di suo marito Nino Cogliandro ha fatto sì che a Cannitello nascesse il " , , museo didattico esperienziale delle filande e dell'arte serica".

Villa San Giovanni coi suoi dintorni,fino alla metà del '900 proprio per l'attività delle filande, era stata appellata come la " Piccola Manchester".

I coniugi Cogliandro hanno recuperato l' antica e dimessa struttura della filanda riportandola a nuovo splendore profondendo economie ed energie private in un progetto di salvataggio della antica tradizione della bachicoltura, che hanno ripreso, e di divulgazione e conoscenza.

Hanno, inoltre, realizzato, a Cannitello ( RC) il "Mulab", struttura museale con allestimento dedicato all' arte della seta ed alla storia delle filande.

Un grande gelso accoglie i viandanti di Rizes e la narrazione appassionata di Benedetta proietta in una dimensione in cui il Passato irrompe prepotentemente sulla scena ed il baco torna a secernere il suo prezioso filo.

I pannelli che impreziosiscono le pareti della Filanda Cogliandro ripercorrono storie di uomini e donne, lavoratori, imprenditori, sognatori al pari dell'epopea di un piccolo baco che da uovo diviene larva poi pupa e, infine, crisalide che crea il suo bozzolo attorno al corpo.

Hanno strappato alla polvere oggetti, macchinari, mura Benedetta e Nino consapevoli che la Memoria è come un sottile filo di seta, morbida quando accarezza l'anima, tenace quando non vuole morire.

Il popolo di Rizes lo sa ed il suo prosit ha sempre nel calice gocce di passato e di futuro.

Sì ringrazia per le foto: Daniela Pansera, Bruno Sebastiano, Marina Neri, Monica Neri, Giuseppe Intravaia

Per chi volesse approfondire di seguito i link

https://www.facebook.com/share/1CGFsButAW/

https://www.facebook.com/share/1VJQgmGVin/

https://www.agripetgarden.it/blog/post/baco-da-seta-storia-curiosita-e-allevamento

Torna, dopo la pausa estiva,  la programmazione di  . Il viaggio fra le bellezze della nostra terra ci porterà a seguire...
12/09/2026

Torna, dopo la pausa estiva, la programmazione di .
Il viaggio fra le bellezze della nostra terra ci porterà a seguire la " Via della Seta" che in passato fu un aspetto essenziale della produzione manifatturiera calabrese.

Cominciamo proprio dai luoghi vicini a noi che profumano di Storia e Ricordi. Visiteremo il museo della seta e della ruralitá di Ortí, con una piccola tappa al Monastero della Visitazione e concluderemo la giornata con la visita alla filanda di Cannitello.
Per ulteriori info e prenotazioni contattare il numero che troverete sulla locandina

Forza Amici. Adesso è il momento giusto per partecipare!!!!
04/08/2026

Forza Amici. Adesso è il momento giusto per partecipare!!!!

SESTA EDIZIONE PREMIO NAZIONALE DI POESIA " FATAMORGANA"  INDETTO DA “RIZES APS” SCADENZA 31 OTTOBRE L’ASSOCIAZIONE DI P...
24/07/2026

SESTA EDIZIONE PREMIO NAZIONALE DI POESIA " FATAMORGANA" INDETTO DA “RIZES APS” SCADENZA 31 OTTOBRE

L’ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE DEL TERRITORIO DELLA CALABRIA “ RIZES APS” è lieta di annunciare la sesta edizione del concorso nazionale di poesia “ FATAMORGANA”.

Il titolo del concorso evoca un fenomeno unico al mondo che si verifica nella città di Reggio Calabria in rarissime occasioni. E’ un miraggio di straordinaria unicità e bellezza che, in particolari condizioni climatiche, consente alle due sponde dello Stretto di apparire vicinissime. Le acque cristalline dello Stretto divengono per pochi secondi una immensa lente d’ingrandimento e la dirimpettaia Messina si riflette con le sue case, strade, vicoletti, nelle acque del Tirreno. Si vede una Messina capovolta dentro l’acqua, un mondo magico e irreale come la Fata di cui porta il nome questo fenomeno di rifrazione. Così la sponda reggina ne carezza la bellezza. Fatamorgana, quindi, per rinnovare un amore per le bellezze naturali e paesaggistiche che non può che tradursi in Poesia.

Vi aspettiamo numerosi!
Troverete le notizie nel bando e sulla pagina Facebook della nostra associazione APS.






Immagine di copertina " Segreti e Miti" di Carmen Schembri Volpe CaschèArt

S'inerpica la strada verso Badolato. Sale, mentre il borgo assiepato sulla roccia resta alla sinistra e lo sguardo fa fa...
01/07/2026

S'inerpica la strada verso Badolato. Sale, mentre il borgo assiepato sulla roccia resta alla sinistra e lo sguardo fa fatica a seguire il percorso ammaliato dalla bellezza che promana dalle piccole case, dalle croci delle chiese a spuntare come vele distese al vento.

Giugno ha donato il sole ed una brezza leggera a salire dal mare che accompagna il cammino che non teme la canicola perché la Bellezza supera ogni disagio.

Si offre Badolato al viaggiatore che lo vive, che ne gusta la Storia, che dentro quei ciottoli levigati dal Tempo, vi legge la strenua difesa di un glorioso passato.

" Le pietre parlanti" sono lì in ogni piccolo angolo di Paese, tributo alla Memoria che non cede all' oblío, che non vuole farsi polvere annientata dai secoli.

E torna, torna Roberto il Guiscardo, il suo anno mille a donare splendore ai borghi calabresi, tornano i Ruffo, i Toraldo, i Borgia di Squillace. Torna l'inquietudine del tremore della terra, il sisma compagno angoscioso di queste terre bellissime e tremebonde, torna lo smarrimento dell'alluvione del 1951, tornano le perdite, le sconfitte, l'abbandono della terra madre per cercare fortuna negli altrove del mondo.

E torna la Vita con la sua voglia di riscatto, con la provocazione di un " Paese in vendita" che, facendo scalpore mediatico, restituisce dignità ad un popolo ed alle sue mura, attirando l'attenzione che merita. Se ne accorge la gente, il turista, il politico, e il Paese, che guarda ieratico lo Jonio, torna a pullulare di vita, di voci, di risa.

Torna la xenía ( senso dell'accoglienza) che per vocazione magno greca gli appartiene. E gli fa aprire le braccia della solidarietà quando il 24 agosto 1997 uno sbarco imponente di immigrati asiatici fa gridare all'invasione i giornali nazionali. Kurdi, pakistani, cingalesi trovarono ospitalità fra la gente del posto che condivise ciò che possedeva. L'arrivo nel dicembre del 1997 della nave Ararat con quasi mille immigrati a bordo dimostrò al mondo intero la grande anima dell'accoglienza calabrese. Fu un capodanno di unione fra popoli che diede la stura al progetto pilota che vide Badolato in prima linea per una politica di integrazione lungimirante ed organizzata. Da allora nel borgo si è instaurata una convivenza pacifica di scambio culturale e di rispetto reciproco fra diverse etnie.

E quelle " pietre parlanti", pezzetti di Storia affissi sui muri delle vie del borgo,ricordano i nomi dei volontari, dei bimbi nati in una terra libera, dei sogni che una sponda può regalare, delle vite che il mare ha chiesto in pegno.

E questa aria che profuma di iodio e di umanità si respira a Palazzo Gallelli con la mostra " Vu cumprá, gli ambulanti del mare" dell'artista olandese-sudamericana Iris Van Hornsveld Mac Nack, con l'installazione fotografica permanente "Sguardi da Mondo" del fotografo di strada di respiro internazionale Dino Serrao e con altre installazioni artistico-culturali.

Di forte impatto, le bacinelle colorate a rappresentare le barche in balia del mare, contenenti poesie affidate idealmente alle onde.

Badolato si presenta così, fiera e gentile, col suo centro medievale, coi ritmi lenti e mediterranei, col suo impianto bizantino, con le chiese disposte a forma di croce latina, coi vicoletti suggestivi dal profumo di amore antico e moderno.

E lì, in un angolino, solinga ma non smarrita, sta la " pietra dell'innamorato" , a sfidare la letargia dei secoli, ad ammonire il mondo, ricordandogli che l'Amore è sfida, è il superamento di barriere e pre- giudizi.

E Margherita Parretta vissuta alla fine dell'Ottocento, lo sussurra ad ognuno di noi che, passando, diamo uno sguardo, incuriositi ci fermiamo, ammaliati cediamo all'istinto di quella foto ad immortalare un sentimento che non conosce il limite della morte. Contadina Margherita innamorata, ricambiata, del nobile Peppino Bressi. Vincolati entrambi da un destino che li vuole sposati a persone della loro stessa estrazione. Eppure l'Amore fa divenire arguti, astuti, realizzatori di un piano che elude le leggi della casta, aggira i retaggi e si restituisce limpido al ricordo. Margherita deve sposarsi con un contadino. Ubbidisce al volere familiare. La cerimonia ha luogo ma la prima notte di nozze lei non consente la consumazione del matrimonio minacciando il marito con un coltello. È una donna formalmente sposata e libera dalle ingerenze della sua famiglia. Può scappare con il suo Peppino che l'attende celato nell'oscurità. La coppia così scappa e può coronare il suo sogno d' amore, vivendo insieme nel borgo, sfidando le convenzioni e regalando ai discendenti il senso che davvero Amor vincit omnia.
Le tre figlie della coppia, corteggiatissime , furono dette " Le Margherite" e l'innamorato di una di loro, scelse la pietra in angolo per cantarle la serenata. Quella pietra che è divenuta da allora monile dell'Amore.

Le chiese segno di spiritualità e di identità si stagliano nel borgo, mute protagoniste di tempi passati e custodi di tesori di inestimabile valore architettonico, culturale oltre che economico. Badolato e il miracolo di un furto nella Parrocchiale di Santa Caterina d' Alessandria grazie al quale si scopre un affresco antico e pregiato della Santa, o il suo altare scolpito in legno ed impreziosito dai cesellatori capaci di farne un' autentica opera d'arte.

La Chiesa del Rosario con la sua facciata in pietra di stile barocco. La Chiesa Matrice con l'altare del Sacramento con i marmi policromi. La Chiesa dell'Immacolata, splendida porta del paese da cui si domina lo spazio sull'intorno immenso. La cupola finisce con una lanterna ricoperta in tegole di terracotta espressione del seicento badolatese. All'interno un pannello raffigurante la Madonna Immacolata.

Il borgo respira all'unisono con Rizes , la connessione empatica è totale, il Tempo si inchina dinanzi all' interesse dei viaggiatori e restituisce immagini, storie, piccole tessere di un Passato tornato per farsi conoscere, per divenire parte anche del nostro mondo.

E Rizes lo ha portato con sé sulla dorata spiaggia di Isca sullo Jonio.

Grazie alla APS, al suo Presidente ed al Vice Presidente, Dott Guerino Nisticò per avere offerto a Rizes supporto ed appoggio. Grazie alla bravissima Guida, Beatrice Merano, che ha condotto Rizes dentro un fantastico viaggio con professionalità e impegno. Grazie ai giovani volontari della confraternita della parrocchiale di Santa Caterina per essersi prodigati affinché la visita alla Chiesa fosse resa possibile ed amena.

E, come ogni Piacere della Scoperta, alla prossima con Rizes...

Foto di Nino Cervettini, Marina Neri, Bruno Sebastiano

20/05/2026

Gambarie in Aspromonte: Voci nel Vento

" Terra arresa" dedicata alla nostra terra.

Ascoltare le voci del Vento dentro il silenzio dell'Aspromonte che accoglie a modo suo. Coi ritmi lenti, la Storia poggi...
20/05/2026

Ascoltare le voci del Vento dentro il silenzio dell'Aspromonte che accoglie a modo suo. Coi ritmi lenti, la Storia poggiata sul tappeto di foglie a rendere felpati i passi, le emozioni, i ricordi.

Vene di acqua cristallina ad attraversare la Montagna mentre il sentiero si inerpica nel bosco ammantato di verde intenso.

Filari di alberi eretti come guardiani immoti eppure vivi di quella linfa a suggersi dal cuore di una terra generosa, palpitante per la voglia di riscatto che da secoli ne agita l'anima.

Immergersi dentro il respiro del bosco, camminare lentamente seguendo il brusìo dell'acqua, osservare l' intorno e sentirsi essenza stessa di quei luoghi.

Il Fantabosco, il bosco delle Fate coi loro percorsi tematici divengono oasi, angoli di incontaminata Bellezza in cui lo spirito si eleva fino ad incontrare le voci del Vento, a comprenderle e ad esserne dalle stesse confortato.

La Montagna, incontrando i sorrisi del popolo di Rizes, ha aperto il suo cuore e per un giorno il Tempo si è fermato, restituendo il fanciullo ad ogni uomo o donna che hanno percorso con rispetto ed amore i suoi sentieri.

Un augurio a tutte le mamme di pancia e di cuore. Un canto bellissimo scritto dal grande Poeta reggino Giuseppe Ginestra...
10/05/2026

Un augurio a tutte le mamme di pancia e di cuore. Un canto bellissimo scritto dal grande Poeta reggino Giuseppe Ginestra

" Va' 'nti ti to' mamma"

Quandu ti senti i nerbi pizziàti
e ccerchi un pocu i paci peri peri;
Quandu tutti ti pigghinu a ppuntàti
parenti, amici e ppuru to’ muggheri;

quandu cerchi ‘na stampicceddha i luci
ammenz’o scuru chi tti struggi ‘u cori,
cerchi n’aiutu ma non trovi ‘a vuci
i nuddhu mi ti rici ddu’ palori…

Allura, sent’a mmia, va’ ‘nti to’ mamma
ch’è sempri pronta mi ti rici: “figghiu”
cu’ ddha’ vuci ch’è cadda com’a fiamma.
Va’ ‘nti to’ mamma, senti ‘u me’ cunsigghio! …

Iddha ti ‘mbrazza e, ssi tu sta ciangendu,
ti stuia l’occhi cu’ so’ muccatùri…
To’ mamma, puru quandu sta’ murendu,
i spindissi pi ttia l’urtimi uri! …

Quandu ti senti ammenz’o mari ‘u cori
iddha è ‘a barca chi tti porta ‘a rriva,
va’ ‘nti to’ mamma, pigghia i me’ palori,
comu faciva ieu… quandu ll’aviva!

Indirizzo

Via Sant' Anna Contrada Falcone 2/C
Reggio Di
89128

Telefono

+393284064721

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