22/02/2026
"Il Mito di Ulisse".
Lo sguardo a dominare l' orizzonte e sentire sulla pelle il profumo che sale da quelle onde che , latine e greche, si confondono nell'afflato delle correnti , in quei due mari a celebrare l'incanto dell'incontro.
Lo Stretto di Scilla e Cariddi diviene palcoscenico in cui la Memoria si connette col Mito creando suggestioni e nuovi aedi si affacciano dal Tempio della Bellezza per cantarla con orgoglio.
Il Viaggio dentro l'Odissea al Castello di Altafiumara ha saputo combinare Teatro e Mostra Artistico/ museale entrambi dedicati all' eroe omerico.
Uno sforzo sinergico che ha visto l' impegno del Presidente del Polo Culturale Altafiumara, della Direttrice Artistica del Polo, Elmar Elisabetta Marcianò , della responsabile della comunicazione, Daniela Surace, del direttore artistico del percorso museale dedicato all'Odissea, Sergio Basile e di diverse realtà associative :Rizes, la Fondazione Rhegium Julii, l’Associazione Culturale e Circolo di Società “Rosina Caccamo”, la F.I.D.A.P.A. sezione Morgana Reggio Calabria, il C.I.F. comunale di Reggio Calabria, i Poeti Per la Pace ed i Poeti Itineranti.
L' intensa rappresentazione teatrale, nata dalla collaborazione artistica
tra lo scrittore Giovanni Suraci e la direttrice del Coro “Città di Villa San Giovanni”, il Maestro Giusy Santacaterina, ha, alchemicamente combinato musica e testo poetico.
Il Coro ed i musicisti con esecuzioni appassionate, hanno fatto vibrare di emozione le anime dei tantissimi presenti.
Il testo, pur restando fedele all'epopea di Ulisse,ne ha attualizzato il sentire, ha reso la creatura omerica, Uomo del nostro tempo.
La conduzione dell'evento è stata affidata alla Poetessa Anna Di Prima e al Poeta e Scrittore Giovanni Suraci che hanno saputo, con grazia e professionalità, coinvolgere l'attento pubblico presente.
Le prove attoriali si sono rivelate di elevato spessore interpretativo azzerando il Tempo, creando un continuum storico fra Passato e Presente.
Così il viaggio di Ulisse diviene metafora di un vivere moderno, ramingo, oscillante fra porto sicuro e marosi di orizzonti lontani, ricerca di Pace e Inquietudine imperante, desiderio di Giustizia e Solitudine di un' Era arida di relazioni.
Muse e Sirene traducono pensieri, passioni, incantano o guidano.
Scilla diviene il canto del tormento di un mostro innocente che sbrana e ammonisce, sublima il dolore di una bruttezza che racchiude le pene di un mondo reso famelico, bulimico, alla perenne ricerca di un cibo che non sfama.
Penelope è attesa rabbiosa, è nido che cura, che salva, che perdona, che tiene le fila del mondo mentre questo si sgretola al vento delle passioni. Ieratica e solenne resiste persino al Fato, diviene Ponte fra Ieri e Oggi, consentendo ad Ulisse il riposo, restituendogli un regno conservato e la Memoria eterna.
Il buio incombeva sullo Stretto, il mare di Ulisse dopo la tempesta, dopo la pioggia, respirava calmo. Tacevano persino le Sirene. Tremule luci a rischiarare la notte incombente.
Mentre vasi, statue e dipinti nel percorso museale, ci parlavano di un viaggio...quello di Ulisse, forse il nostro... quando cerchiamo noi stessi.