01/07/2026
S'inerpica la strada verso Badolato. Sale, mentre il borgo assiepato sulla roccia resta alla sinistra e lo sguardo fa fatica a seguire il percorso ammaliato dalla bellezza che promana dalle piccole case, dalle croci delle chiese a spuntare come vele distese al vento.
Giugno ha donato il sole ed una brezza leggera a salire dal mare che accompagna il cammino che non teme la canicola perché la Bellezza supera ogni disagio.
Si offre Badolato al viaggiatore che lo vive, che ne gusta la Storia, che dentro quei ciottoli levigati dal Tempo, vi legge la strenua difesa di un glorioso passato.
" Le pietre parlanti" sono lì in ogni piccolo angolo di Paese, tributo alla Memoria che non cede all' oblío, che non vuole farsi polvere annientata dai secoli.
E torna, torna Roberto il Guiscardo, il suo anno mille a donare splendore ai borghi calabresi, tornano i Ruffo, i Toraldo, i Borgia di Squillace. Torna l'inquietudine del tremore della terra, il sisma compagno angoscioso di queste terre bellissime e tremebonde, torna lo smarrimento dell'alluvione del 1951, tornano le perdite, le sconfitte, l'abbandono della terra madre per cercare fortuna negli altrove del mondo.
E torna la Vita con la sua voglia di riscatto, con la provocazione di un " Paese in vendita" che, facendo scalpore mediatico, restituisce dignità ad un popolo ed alle sue mura, attirando l'attenzione che merita. Se ne accorge la gente, il turista, il politico, e il Paese, che guarda ieratico lo Jonio, torna a pullulare di vita, di voci, di risa.
Torna la xenía ( senso dell'accoglienza) che per vocazione magno greca gli appartiene. E gli fa aprire le braccia della solidarietà quando il 24 agosto 1997 uno sbarco imponente di immigrati asiatici fa gridare all'invasione i giornali nazionali. Kurdi, pakistani, cingalesi trovarono ospitalità fra la gente del posto che condivise ciò che possedeva. L'arrivo nel dicembre del 1997 della nave Ararat con quasi mille immigrati a bordo dimostrò al mondo intero la grande anima dell'accoglienza calabrese. Fu un capodanno di unione fra popoli che diede la stura al progetto pilota che vide Badolato in prima linea per una politica di integrazione lungimirante ed organizzata. Da allora nel borgo si è instaurata una convivenza pacifica di scambio culturale e di rispetto reciproco fra diverse etnie.
E quelle " pietre parlanti", pezzetti di Storia affissi sui muri delle vie del borgo,ricordano i nomi dei volontari, dei bimbi nati in una terra libera, dei sogni che una sponda può regalare, delle vite che il mare ha chiesto in pegno.
E questa aria che profuma di iodio e di umanità si respira a Palazzo Gallelli con la mostra " Vu cumprá, gli ambulanti del mare" dell'artista olandese-sudamericana Iris Van Hornsveld Mac Nack, con l'installazione fotografica permanente "Sguardi da Mondo" del fotografo di strada di respiro internazionale Dino Serrao e con altre installazioni artistico-culturali.
Di forte impatto, le bacinelle colorate a rappresentare le barche in balia del mare, contenenti poesie affidate idealmente alle onde.
Badolato si presenta così, fiera e gentile, col suo centro medievale, coi ritmi lenti e mediterranei, col suo impianto bizantino, con le chiese disposte a forma di croce latina, coi vicoletti suggestivi dal profumo di amore antico e moderno.
E lì, in un angolino, solinga ma non smarrita, sta la " pietra dell'innamorato" , a sfidare la letargia dei secoli, ad ammonire il mondo, ricordandogli che l'Amore è sfida, è il superamento di barriere e pre- giudizi.
E Margherita Parretta vissuta alla fine dell'Ottocento, lo sussurra ad ognuno di noi che, passando, diamo uno sguardo, incuriositi ci fermiamo, ammaliati cediamo all'istinto di quella foto ad immortalare un sentimento che non conosce il limite della morte. Contadina Margherita innamorata, ricambiata, del nobile Peppino Bressi. Vincolati entrambi da un destino che li vuole sposati a persone della loro stessa estrazione. Eppure l'Amore fa divenire arguti, astuti, realizzatori di un piano che elude le leggi della casta, aggira i retaggi e si restituisce limpido al ricordo. Margherita deve sposarsi con un contadino. Ubbidisce al volere familiare. La cerimonia ha luogo ma la prima notte di nozze lei non consente la consumazione del matrimonio minacciando il marito con un coltello. È una donna formalmente sposata e libera dalle ingerenze della sua famiglia. Può scappare con il suo Peppino che l'attende celato nell'oscurità. La coppia così scappa e può coronare il suo sogno d' amore, vivendo insieme nel borgo, sfidando le convenzioni e regalando ai discendenti il senso che davvero Amor vincit omnia.
Le tre figlie della coppia, corteggiatissime , furono dette " Le Margherite" e l'innamorato di una di loro, scelse la pietra in angolo per cantarle la serenata. Quella pietra che è divenuta da allora monile dell'Amore.
Le chiese segno di spiritualità e di identità si stagliano nel borgo, mute protagoniste di tempi passati e custodi di tesori di inestimabile valore architettonico, culturale oltre che economico. Badolato e il miracolo di un furto nella Parrocchiale di Santa Caterina d' Alessandria grazie al quale si scopre un affresco antico e pregiato della Santa, o il suo altare scolpito in legno ed impreziosito dai cesellatori capaci di farne un' autentica opera d'arte.
La Chiesa del Rosario con la sua facciata in pietra di stile barocco. La Chiesa Matrice con l'altare del Sacramento con i marmi policromi. La Chiesa dell'Immacolata, splendida porta del paese da cui si domina lo spazio sull'intorno immenso. La cupola finisce con una lanterna ricoperta in tegole di terracotta espressione del seicento badolatese. All'interno un pannello raffigurante la Madonna Immacolata.
Il borgo respira all'unisono con Rizes , la connessione empatica è totale, il Tempo si inchina dinanzi all' interesse dei viaggiatori e restituisce immagini, storie, piccole tessere di un Passato tornato per farsi conoscere, per divenire parte anche del nostro mondo.
E Rizes lo ha portato con sé sulla dorata spiaggia di Isca sullo Jonio.
Grazie alla APS, al suo Presidente ed al Vice Presidente, Dott Guerino Nisticò per avere offerto a Rizes supporto ed appoggio. Grazie alla bravissima Guida, Beatrice Merano, che ha condotto Rizes dentro un fantastico viaggio con professionalità e impegno. Grazie ai giovani volontari della confraternita della parrocchiale di Santa Caterina per essersi prodigati affinché la visita alla Chiesa fosse resa possibile ed amena.
E, come ogni Piacere della Scoperta, alla prossima con Rizes...
Foto di Nino Cervettini, Marina Neri, Bruno Sebastiano