03/06/2026
Dal 7 giugno entra in vigore in Italia la nuova legge sulla trasparenza salariale (D. Lgs. 96/2026), che recepisce una direttiva europea per ridurre il divario retributivo tra uomini e donne.
L'obiettivo è giusto: rendere visibili e verificabili i criteri con cui le aziende decidono stipendi, bonus e progressioni.
Ma il Decreto introduce una scorciatoia: chi applica un contratto collettivo firmato dai sindacati "più rappresentativi" è automaticamente esonerato dall'obbligo di motivare quei criteri. In Italia, come ricordano gli stessi esperti del settore, il divario di genere non sta nei minimi dei contratti: sta nei premi e nei bonus individuali. Cioè proprio dove il decreto non chiede trasparenza.
Il punto è di metodo: la qualità di un contratto si misura sul contenuto, non sui firmatari. CONFiNTESA lavora da tempo a strumenti tecnici per valutare i CCNL su parametri oggettivi - salario, welfare, tutele, normativa. È la strada della certificazione pubblica su merito sostantivo, oggetto della proposta di Legge 1518/SG.
Recepire una direttiva UE non significa metterci un'etichetta. Significa farne sostanza.