19/08/2026
Il pd non vuole vincere le elezioni.
In realtà l’ho capito da parecchio ma adesso il tutto si palesa in maniera evidente, come mai prima.
La sua sola linea politica è quella di perdere.
Vincere vorrebbe dire rispettare le promesse fatte e infatti per non correre questo rischio non hanno nemmeno un programma chiaro, non c’è nessuna promessa se non dentro le vaghe nebulose mai a fuoco di schlein.
Governare è impegnativo, rischioso: meglio lasciarlo fare agli altri e aspettare tranquilli il bonifico e poi il vitalizio e poi tutto il resto dei privilegi.
C’è da capirli.
Le recenti esperienze sono state piuttosto disastrose. Quando hanno governato più o meno da soli (si legge renzi), e non c’era un qualche alpestre della provvidenza o l’apostolo benedetto dalla presidenza a coprire tutte le m***ate fatte, hanno combinato abomini, soprattutto sul lavoro, che con l’idea di sinistra c’entravano quanto me con la tessitura del filo di scozia nei giorni di bassa umidità; cose che berlusconi non si sarebbe mai sognato nemmeno di pensare visto che sapeva che la cgil l’avrebbe demolito. Cgil che invece, perfino con renzi è sempre stata benevola, silente e quindi complice.
Quindi adesso perché rischiare ancora uno sputtanamento simile?
Meglio lasciarle fare agli altri, le figure di m***a.
Il pd non c’entra niente con la sinistra, non è diverso dagli altri, non ha alcun risapetto per il proprio elettorato, per quella parte almeno non ancora del tutto rincoglionita dal guidare le panda verdi e dallo stordirsi di spuma bionda nei centri anziani.
Non capiscono, e se lo capiscono non gli importa ‘na sega di niente, che l’alternativa è una politica diversa, scelte coraggiose: essere di sinistra, per l’appunto.
Il resto è solo “prendere il posto di”.