Exodus Calabria

Exodus Calabria Exodus è presente nella provincia dal 1994 con attività dislocate a Reggio Calabria, a S.Stefano in Aspromonte, a Montebello Ionico, Brancaleone e Molochio.

Dispone di oltre 40 centri in Italia (case accoglienza, comunità, centri ascolto e orientamento, centri giovani)
È presente con interventi stabili e progetti di cooperazione allo sviluppo in 7 paesi del Sud del mondo
Ospita ogni anno in forma residenziale circa 900 persone con problemi legati alle dipendenze
Offre servizio di ascolto e accompagnamento a una media di 2500 persone ogni anno
Coinvolg

e oltre 20.000 ragazzi nei centri giovani e nei progetti musicali e sportivi
Promuove percorsi di formazione per oltre 3000 genitori e insegnanti

LA SOCIETÀ DELL’IO: PIÙ CONNESSI, MA PIÙ SOLI?In Italia le persone che vivono sole hanno ormai superato le coppie con fi...
19/08/2026

LA SOCIETÀ DELL’IO: PIÙ CONNESSI, MA PIÙ SOLI?

In Italia le persone che vivono sole hanno ormai superato le coppie con figli: oggi rappresentano circa il 37% delle famiglie e potrebbero arrivare al 41% entro il 2050.

Non è solo una questione di denatalità. È il segnale di una società sempre più centrata sull’individuo, sulla libertà e sull’autonomia personale. Una conquista importante, che però porta con sé un paradosso: siamo costantemente connessi, ma rischiamo di essere sempre meno legati gli uni agli altri.

Social, acquisti online, streaming, consegne a domicilio e lavoro da remoto hanno reso la vita più semplice, ma hanno anche ridotto quelle occasioni spontanee di incontro che un tempo nascevano nei bar, nei negozi, nelle biblioteche o nei cinema.

Vivere soli, però, non significa necessariamente sentirsi soli. La vera solitudine nasce quando vengono meno relazioni profonde, persone su cui poter contare e un autentico senso di comunità.

La sfida del nostro tempo è quindi trovare un nuovo equilibrio: difendere la libertà individuale senza perdere la capacità di costruire legami.

Perché possiamo avere centinaia di contatti, ma nessuna tecnologia può sostituire tempo, presenza, cura e relazioni autentiche.

Il dossier di Focus racconta come il mondo delle dipendenze stia cambiando: accanto alle droghe tradizionali si diffondo...
18/08/2026

Il dossier di Focus racconta come il mondo delle dipendenze stia cambiando: accanto alle droghe tradizionali si diffondono nuove sostanze psicoattive, spesso più potenti, imprevedibili e vendute in forme apparentemente innocue. Il fenomeno riguarda soprattutto i giovani: molti iniziano già intorno ai 14 anni e cresce anche il policonsumo, cioè l’assunzione contemporanea di più sostanze.

I rischi sono importanti: danni al cervello e al sistema cardiovascolare, crisi psicotiche, dipendenza e overdose. Preoccupa anche il fatto che spesso chi assume queste droghe non sappia realmente cosa contengano.

Il dossier parla inoltre delle nuove dipendenze comportamentali legate a smartphone, social, videogiochi e Internet, che possono influire su sonno, ansia, benessere psicologico e relazioni. Il messaggio centrale è chiaro: servono più informazione, prevenzione e attenzione, soprattutto verso gli adolescenti.

17/08/2026
𝗜𝗹 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗽𝗶𝗿𝗶𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗻 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗠𝗮𝘇𝘇𝗶: 𝗹𝗮 «𝗽𝗿𝗲𝗴𝗵𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗶𝗮𝗼»Nel semplice «ciao» di don Antonio Mazzi era racch...
04/08/2026

𝗜𝗹 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗽𝗶𝗿𝗶𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗻 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗠𝗮𝘇𝘇𝗶: 𝗹𝗮 «𝗽𝗿𝗲𝗴𝗵𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗶𝗮𝗼»

Nel semplice «ciao» di don Antonio Mazzi era racchiuso tutto il Vangelo, come ha sottolineato don Massimiliano Parrella nella sua omelia. Proprio per questo, poco prima della conclusione delle esequie, sul sagrato della Basilica di Sant'Ambrogio sono stati distribuiti ai presenti dei volantini contenenti il suo testamento spirituale: la «𝗽𝗿𝗲𝗴𝗵𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗶𝗮𝗼».

«Ciao - si legge - è leggero come un bacio. Il ciao è dolce come un cioccolatino. Il ciao è fraterno come un abbraccio. Il ciao è travolgente come un sorriso. Il ciao: è tutto è niente è italiano è universale è familiare è maschile è femminile è singolare è plurale è laico è religioso. Il ciao lo voglio scritto sulla mia tomba perché dice, con quattro lettere, chi sono, cosa ho fatto e cosa farò. Signore, ciao!».

01/08/2026

🖤 Oggi la comunità diocesana di Locri-Gerace si stringe in un abbraccio di preghiera e affetto per la scomparsa di don Antonio Mazzi, tornato alla Casa del Padre all’età di 96 anni. Fondatore della Comunità Exodus, don Mazzi è stato un instancabile educatore, capace di incontrare i giovani con autenticità e di accompagnare chi viveva situazioni di profondo disagio, restituendo dignità e speranza.
🌱 Dal 1994 il suo legame con la Calabria ha portato nella Locride progetti concreti di accoglienza, integrazione e contrasto al disagio sociale. Grazie alla Fondazione Exodus, dal 2014 sono stati attivati servizi di supporto per richiedenti asilo e rifugiati, con progetti ex-SPRAR ad Africo, offrendo sostegno psicologico, legale ed educativo a chi più ne aveva bisogno.
💬 Mons. Cesare Di Pietro, unendosi al cordoglio dell’intera Diocesi, affida l’anima di don Mazzi alla misericordia del Signore e ringrazia per il bene che ha seminato anche nella nostra terra. La sua vita, vissuta tra le periferie esistenziali con coraggio evangelico, continuerà a ispirare chi opera nell’educazione, nell’accoglienza e nella cura delle fragilità.
🙏 Preghiamo insieme perché il suo esempio illumini il cammino di quanti si dedicano al servizio degli ultimi.

Ciao don Antonio,hai scelto di camminare accanto agli ultimi, ai più fragili, a chi spesso veniva dimenticato, trasforma...
31/07/2026

Ciao don Antonio,
hai scelto di camminare accanto agli ultimi, ai più fragili, a chi spesso veniva dimenticato, trasformando ogni gesto in un messaggio di speranza, dignità e amore.
La tua guida , il tuo esempio e la tua instancabile dedizione resteranno un’eredità preziosa per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarti o di conoscerne l’opera.
Oggi salutiamo un autentico maestro di vita, che ha insegnato con i fatti il valore della solidarietà, dell’umiltà e del servizio verso il prossimo.
Che il tuo ricordo continui a ispirare il cammino di chi crede in un mondo più giusto e più umano.

Riposa in pace. 🕊️

𝐈 𝐏𝐑𝐎𝐓𝐎𝐂𝐎𝐋𝐋𝐈 𝐔𝐌𝐀𝐍𝐈 𝐃𝐈 “𝐌𝐀𝐌𝐌𝐀 𝐆𝐈𝐎𝐕𝐀𝐍𝐍𝐀”Succedeva, dal 1995 al 2000, che molti ragazzi della Comunità Exodus di Santo Stef...
23/06/2026

𝐈 𝐏𝐑𝐎𝐓𝐎𝐂𝐎𝐋𝐋𝐈 𝐔𝐌𝐀𝐍𝐈 𝐃𝐈 “𝐌𝐀𝐌𝐌𝐀 𝐆𝐈𝐎𝐕𝐀𝐍𝐍𝐀”

Succedeva, dal 1995 al 2000, che molti ragazzi della Comunità Exodus di Santo Stefano in Aspromonte, non reggendo i ritmi della stessa o anche perché desiderosi di abbracciare la sostanza stupefacente, andavano via dalla struttura.
Tra la Comunità e la voglia di evasione, si frapponeva un Luogo che aveva il potere di frenarli. Era la casa di “𝐌𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚”.
Rompendo i protocolli comunitari, lì, in quella Casa, e nel sorriso e nella bontà di quella donna, trovavano riparo e si fermavano.
Si apriva un dibattito, spesso anche con qualche sfumatura di tensione, tra i protocolli umani di “𝐌𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚” e i protocolli professionali 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐬𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐝𝐢 𝐁𝐚𝐬𝐢𝐥𝐢𝐨.
“𝐌𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚” aveva una grande capacità di mediazione. Manteneva a parole una posizione dura nei confronti di questi ragazzi, finalizzata ad ammorbidirci per contrarietà e, comunque, per conquistare il nostro consenso. In realtà i protocolli umani di “𝐌𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚 non rispondevano a nessuna regola, se non a quella del cuore e della maternità, che tutto sa abbracciare e tutto sa salvare.
Alla fine vinceva sempre lei. I suoi protocolli umani oltrepassavano le timide concettualità scientifiche e di metodo e arrivavano direttamente alle nostre coscienza. Era come dire…..una possibilità bisogna dargliela.
Decine di ragazzi si sono fermati in quella casa, vitto e alloggio gratis. Quasi tutti sono rientrati in comunità. Hanno avuto la loro possibilità ed hanno terminato il percorso e oggi stanno bene.
Può essere stata quella Donna che ha innestato con il suoi modi il cambiamento? La miscela di questo motore era tutta nella capacità di “𝐌𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚 di amare e mediare?
Può essere, per chi lo ricorda, che in quegli anni la Tossicodipendenza era, in piccolo, associabile a un olocausto? I telegiornali ogni giorno facevano il computo dei morti per overdose.
E può che “𝐌𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚” abbia in qualche modo salvato vite umane”
Certo è “che chi salva una vita umana salva tutto l’Universo”.

Grazie “𝐌𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚”

Ciao Giovanna, presenza preziosa e insostituibile della nostra comunità.Fin dal primo giorno di apertura della comunità,...
22/06/2026

Ciao Giovanna, presenza preziosa e insostituibile della nostra comunità.
Fin dal primo giorno di apertura della comunità, nel lontano 1995, Giovanna ha scelto di esserci. Con discrezione, generosità e un cuore immenso, ha dedicato il suo tempo e le sue energie ai ragazzi ospiti, offrendo loro ascolto, sostegno, affetto e quella vicinanza che spesso vale più di mille parole.
La sua dedizione costante e il suo amore sincero le hanno fatto guadagnare un soprannome che racchiude perfettamente ciò che è stata per tutti: "Mamma Giovanna".
Una mamma capace di accogliere senza giudicare, di incoraggiare nei momenti difficili e di gioire per ogni piccolo traguardo raggiunto dai ragazzi.
Per oltre trent'anni è stata un punto di riferimento, una presenza rassicurante e un esempio di autentico spirito di servizio. La sua bontà, il suo sorriso e la sua straordinaria umanità hanno lasciato un segno profondo nella vita di tante persone.
Oggi la salutiamo con gratitudine e affetto, consapevoli che il suo esempio continuerà a vivere nei valori che ha saputo trasmettere e nei ricordi custoditi da chi ha avuto il privilegio di conoscerla.
Grazie, Mamma Giovanna, per tutto l'amore che hai donato. La tua presenza resterà per sempre nel cuore della nostra comunità.❤️

Indirizzo

Viale Della Libertà N. 30/C
Reggio Di
89124

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