06/06/2026
Un po’ Marta, un po’ Maria.
La signora Eleonora Panuccio Genoese Labocetta, per noi unitalsiani semplicemente Noretta, è stata una colonna portante dei nostri pellegrinaggi a Lourdes, un punto fermo della nostra Sezione Calabrese e la memoria storica delle più variegate esperienze di preghiera e di servizio vissuti in più di sessant’anni di vita associativa.
L’Unitalsi nasce nel 1903 dalla conversione dal buio alla luce di un giovane affetto da artrite deformante irreversibile, Giovanni Battista Tomassi, che, partito da Roma con l’intento di togliersi la vita a Lourdes con un gesto eclatante, proprio laddove la Vergine era apparsa alla piccola Bernadette sperimenta la consolazione della Ca**tà nella presenza amorevole dei tanti volontari che aiutavano i malati ad avvicinarsi alla Grotta di Massabielle. Dopo aver consegnato la pi***la con la quale pensava di porre fine alle proprie sofferenze, guarito nello spirito benché ancora sofferente nel corpo, Tomassi dà vita all’UNITALSI con il desiderio di accompagnare a Lourdes quanti più sofferenti possibile. Tornando a casa infatti dirà: “Se Lourdes ha fatto bene a me, farà bene a tanti altri ammalati”.
Dentro questa storia, dentro la fusione del dolore con l’amore, vive il senso profondo del “sì” unitalsiano alla preghiera e al servizio, il sì che Noretta ha detto non una sola ma tante e tante volte nei momenti più felici come in quelli più duri dei suoi 98 anni. Chi è unitalsiano lo sa, bisogna essere Marta e Maria insieme e Noretta lo era eccome con l’ironia e il sorriso di un’intelligenza vivace e attenta ai bisogni del prossimo.
“La grotta è il mio cielo” diceva Bernadette e così doveva essere anche per Noretta che a Massabielle raggiungeva la Bella Signora (così è stato per moltissimo tempo, “fino a quando me lo consentiranno le forze, andrò” diceva) almeno quattro volte l’anno, per l’anniversario della prima apparizione, l’11 febbraio, e per i tre pellegrinaggi che la nostra Sezione organizzava a maggio, giugno e settembre: pellegrinaggi che Noretta preparava nel dettaglio con un lavoro lungo, sapiente e silenzioso che svolgeva nei mesi precedenti la partenza. Chi non ha mai partecipato all’organizzazione di un pellegrinaggio non può nemmeno lontanamente immaginare a quante cose bisogna pensare e quante preparare e programmare prima di partire! Organizzare un pellegrinaggio significa impastare terra e cielo preoccupandosi sia di tutto quello che servirà una volta arrivati a Lourdes sia di tutto quello che può servire in più di trenta ore di viaggio a persone che con le patologie e le disabilità più diverse sul treno devono mangiare, dormire, cambiarsi, andare in bagno, lavarsi, mangiare, pregare e star bene. Dal cucchiaino per lo zucchero nel caffè ai paramenti per i sacerdoti, dal cibo e dalle bevande agli arredi liturgici al necessario per l’igiene personale e per le pulizie: nulla di ciò che sale sul treno è lì per caso, è frutto di un sapere che si è stratificato negli anni, un sapere che Noretta ha ereditato e tramandato, ricevendo il testimone dalle sorelle che l’hanno preceduta in questo servizio, figure ormai divenute quasi mitologiche, e consegnandolo alle sorelle che dopo di lei e sulla sua scia si sono dedicate a questa indispensabile attività. Chi non la ricorda, una volta partiti con il treno, accogliere nel suo amato Furgone, i pellegrini e le sorelle e i fratelli che smontavano dal turno con una bella tazza di caffè caldo o un pezzo di pane e provola o una fetta di crostata o una bibita fresca insieme a un sorriso: Noretta era la battuta pronta, la gioia accogliente, la cura nei dettagli!
La nostra Sezione deve tanto a Noretta, alla sua testimonianza di fede e servizio, al suo essere Maria in preghiera e Marta in mezzo a mille cose da fare: la sua vocazione di moglie, mamma e nonna capace, nonostante gli anni e i dolori, di tenere unito il focolare e insieme accesi la forza della Fede, il coraggio della Speranza e la il calore della Ca**tà non può che essere uno stimolo per ognuno di noi per proseguire con slancio nel cammino personale e comunitario. Noretta era la memoria storica della nostra associazione, il ricordo di tanti aneddoti, il decoro nel servizio e la cura dei particolari in mezzo ai tanti cambiamenti epocali vissuti in tanti anni di vita associativa.
Abbracciando Rosa, Sandro e Peppe, il Presidente e il Consiglio di Sezione dell’Unitalsi calabrese non possono che dirti GRAZIE, cara Noretta, per tutto quello che hai fatto per la nostra famiglia allargata in più di sessant’anni di SERVIZIO: la Vergine Maria, che hai tanto amato e pregato, continui a vegliare su noi tutti e tu da lassù mandaci una bella manciata di ironia, intelligenza e gioia. Chi di voi avrà la fortuna di salire sui nostri treni sappia che Noretta è lì pronta a rifocillarci con una tazza di caffè bollente e una fetta di crostata o una bibita ghiacciata e un po’ di pane e provola col suo miglior sorriso e la battuta pronta!
Ciao, Noretta!
Unitalsi Sezione Calabrese