09/03/2026
Il nostro nome è sempre scelto da un Altro che indica il segno, la traccia del suo desiderio nei nostri confronti.
Ci sono nomi pesanti, che segnano progetti, che tracciano destini, da cui è difficile separarsi.
Nelle famiglie violente i confini identitari non esistono, la vita priva di argini simbolici e immaginari, è smarrita.
Così l’Altro è funzionale a riflettere l’Uno,
la cultura della violenza vuole sopprimere la differenza, terrorizzata dal perturbante del Due. Terrore che 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑖𝑛𝑔𝑜𝑙𝑒 𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑚𝑒𝑎 𝑙𝑒 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖.
Dobbiamo tanto al libro di Celeste Costantino perché ha restituito voce a tante giovani donne, madri e mogli la cui storia per anni è stata silenziata dal peso del proprio stesso nome o il cui nome è stato cancellato dal perpetuarsi delle violenze, della paura, della vergogna.
In queste storie, infranto il velo rassicurante dell’ Altro come luogo del riconoscimento si mostra il volto assai più inquietante di un doppio tradimento: quello del furto della propria identità da un lato e del giudizio e dell’isolamento sociale dall’altro.
E’ sempre così: 𝑙𝑎𝑑𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎, 𝑑𝑒𝑛𝑢𝑛𝑐𝑖𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑖𝑜𝑙𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒̀ 𝑙𝑒𝑖 𝑎 𝑝𝑎𝑔𝑎𝑟𝑛𝑒 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑔𝑢𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑜𝑙𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑢𝑏𝑖𝑡𝑎, 𝑚𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑎𝑑𝑑𝑖𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 di “aver rovinato la famiglia…di essere pazza, visionaria, di aver ingigantito le cose, di esserci stata, di essersela cercata”.
Ma è proprio a partire da questo atto, da questo taglio, da questa frattura che per molte di queste giovani vite, si apre il volto dell’ Altro come luogo di un’estraneità radicale di una differenza assoluta, di una disarmonia fondamentale che apre la strada per la ricerca del proprio nome e la propria soggettivazione.
Insieme possiamo cambiare le cose
Lo sforzo collettivo non può limitarsi al lavoro delle associazioni, allo sforzo dei singoli e alla pratica repressiva dei codici, ma passa attraverso la questione culturale ed educativa su cui serve l’impegno delle istituzioni, un reale investimento economico, legislativo, politico e culturale.
~7/03/26 Jonas Rc assieme alle associazioni impegnate sul territorio: AGEDO, Centro Antiviolenza “Angela Morabito”, Contro le Discriminazioni LGBTQIA+ Calabria, ACE Medicina Solidale, Arcigay Reggio Calabria, Non Una di Meno Reggio Calabria, UDI Rc, ONDIF, libreria Amaddeo.