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83° ANNIVERSARIO DELL'ECCIDIO DI MALGA SILVAGNO🗓 4 ottobre 2026🕑 9.00📍Monumento ai caduti, località Fontanelle di ConcoI...
28/09/2026

83° ANNIVERSARIO DELL'ECCIDIO DI MALGA SILVAGNO

🗓 4 ottobre 2026
🕑 9.00
📍Monumento ai caduti, località Fontanelle di Conco

In ricordo dei quattro partigiani comunisti assassinati dalla componente badogliana del gruppo il 30 dicembre 1943:
- Giuseppe Crestani, (36 anni) nato a Duisburg in Germania da genitori originari di Tortima (Conco), ufficiale delle Brigate Internazionali durante la guerra di Spagna.
- Tommaso Pontarollo, (38 anni) nato a Valstagna ed emigrato prima in Francia e poi in Algeria, successivamente aveva scontato sei anni di confino a Ventotene.
- Ferruccio Roiatti, (35 anni) udinese, reduce da nove anni di carcere duro trascorsi nei penitenziari fascisti.
- "Zorzi", antifascista veneziano la cui identità rimane a tutt'oggi dubbia.

26/09/2026

26 settembre 1944: a Bassano del Grappa trentuno partigiani vengono impiccati agli alberi del viale, uno dopo l’altro, con i cavi del telefono. Al collo, un cartello: bandito.

È l’atto finale del rastrellamento del Grappa. Dal 20 settembre ottomila uomini fra Wehrmacht, SS, Brigate nere e Guardia nazionale repubblicana accerchiano il massiccio: le ricostruzioni contano oltre trecento morti fra combattimenti, fucilazioni e impiccagioni, e centinaia di deportati nei campi di concentramento.

A Bassano i tedeschi portano gli studenti delle scuole lungo il viale e li obbligano a guardare. Tra loro c’è Tina Anselmi, diciassette anni, studentessa. Diventerà staffetta partigiana con il nome di Gabriella, poi sindacalista, poi la prima donna ministra della Repubblica italiana.

Il viale dove furono impiccati oggi si chiama Viale dei Martiri.

ANPI Vicenza



16/09/2026

A casa di Bruno. Anche se per poco tempo, per pochi istanti tornerà a casa il valoroso comandante "Ciccio", un modo semplice per onorare la sua persona e il suo grande gesto. Per chi vorrà partecipare sarà un momento significativo e da ricordare.

82° ANNIVERSARIO DELL'ECCIDIO DI PIANA🗓 19 settembre 2026🕑 9.30📍Monumento ai caduti, località BattistiniIn ricordo dei 4...
13/09/2026

82° ANNIVERSARIO DELL'ECCIDIO DI PIANA

🗓 19 settembre 2026
🕑 9.30
📍Monumento ai caduti, località Battistini

In ricordo dei 46 partigiani e 16 civili trucidato dalle truppe nazifasciste durante l'Operazione "Timpano".

Leggi la storia 👇
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«Durante la notte dell'8 settembre i soldati tedeschi e fascisti repubblicani raggiungono i punti di partenza, risalendo le valli dell'Agno e del Chiampo. L'operazione prevede il rastrellamento, con attacco dal basso, di due aree, Piana di Valdagno e Selva di Trissino, e la creazione di una linea di sbarramento sullo spartiacque tra la Valle del Chiampo e la Valle dell'Agno per chiudere ogni via di fuga ai partigiani. Il 9 Settembre 1944 le truppe di rastrellamento nazi-fasciste attaccano Piana di Valdagno e riescono a cogliere di sorpresa partigiani e civili utilizzando una nuova tattica mai messa in atto sui Lessini, che pure avevano visto pesanti rastrellamenti nel luglio precedente, e che si può schematizzare in una serie di operazioni: isolamento della zona; occupazione dei posti strategici più elevati; individuazione e segnalazione per mezzo di razzi dei nuclei di resistenza; smantellamento della resistenza prima per mezzo di mortai ed armi a tiro lungo, successivamente con l'attacco frontale; continuo transito di pattuglie nella zona, coperte dalle postazioni strategiche, alla ricerca dei partigiani sbandati od isolati. Il 12 settembre, i tedeschi e gli ucraini salgono da Trissino; alle otto del mattino in silenzio passano per "Piana cattiva", poi arrivano a Quargnenta e, per la strada sopra Contrà Mori, tornano nella zona di Piana. Colonne armate scendono dal Passo di S. Caterina e da Campanella, da Alvese e dai Fochesati, da Zovo di Marana, da Campodalbero, da Durlo, da Campofontana (Vr), da Vestinanuova (Vr); o salgono da S.Pietro
Mussolino, da S. Giovanni Ilarione (Vr) per Chiampo. Questo secondo rastrellamento rischia di dare il colpo di grazia alla "Stella", già fortemente colpita. Scrive infatti "Catone" a "Jura": "Lo sbandamento del sabato [9 settembre] non fu poi tanto grave, ma ciò che contribuì a demoralizzare il morale di molti popolani e quello di molti garibaldini fu il secondo e critico rastrellamento di martedì 12 c.m. In seguito a questo rastrellamento andarono perdute altre armi, mentre causò lo sbandamento totale di quei piccoli gruppi
rimasti uniti...". "l'11 [12] settembre u.s., nella zona Piana-Festaro, veniva effettuata un'azione di rastrellamento da parte di militi della Gnr. Durante un conflitto contro i banditi venivano recuperati un mitra, tre parabellum, tre moschetti, bombe a mano, munizioni e numerose licenze firmate in bianco." Le persone uccise nella 2^ fase dell'Operazione "Timpano", sommano a 46 partigiani e 16 civili, comprendendo i cinque (tra cui un ignoto) che sono fucilati a Piovene Rocchette, vicino alla Birreria. Almeno 247 sono le famiglie vicentine sinistrate nella 2^ fase dell’Operazione Timpano; case, stalle, fienili, casoni, mobili, vestiti, tutta la loro poca "roba", sono bruciate con il lanciafiamme e distrutte con bombe a mano e cannonate.»

Testo di Casentini Piero e Dossi Pierluigi, Atlante delle stragi nazifasciste
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VISITA A MALGA CAMPETTO DI RECOARO🗓 30 agosto 2026🕑 10.00📍Recoaro Mille, Pizzegoro_________________________________Nel g...
19/08/2026

VISITA A MALGA CAMPETTO DI RECOARO

🗓 30 agosto 2026
🕑 10.00
📍Recoaro Mille, Pizzegoro
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Nel gennaio 1944 Malga Campetto, a 1600 metri di altitudine, divenne la base del primo nucleo resistenziale della zona, composto da antifascisti esperti provenienti da Padova, Vicenza, Schio, Valdagno e Recoaro, inviati dalla Delegazione Triveneta Garibaldi. Tra loro Raimondo Zanella "Giani", comandante del Gruppo, Romeo Zanella "Germano", commissario politico, Clemente Lampioni "Pino", Luigi Pierobon "Dante" e altri. I partigiani di Malga Campetto cominciarono a percorrere le contrade e i piccoli centri di montagna dell’Agno e del Chiampo per farsi conoscere, per riscuotere la simpatia delle popolazioni e per coinvolgere altri coetanei nella Resistenza. Questi fatti non passarono inosservati e il 16 febbraio 1944 tedeschi e fascisti lanciarono un poderoso attacco da Fongara e da Campodalbero contro il Gruppo. Preavvertiti da Benetti Pietro "Pompeo" la sera prima, i partigiani si organizzarono e, suddivisi in cinque pattuglie, respinsero l’attacco senza danno, infliggendo al nemico forti perdite. L’azione vittoriosa e il Bando Graziani, pubblicato il giorno seguente, portarono in breve tempo molti altri giovani ad aderire alla Resistenza. Grazie ai nuovi aderenti alla Resistenza, nelle settimane successive, le pattuglie divennero più numerose arrivando a coprire una zona che comprendeva l’alta Lessinia, le alte Valli del Progno, dell’Illasi e del Chiampo, la Valle dell’Agno, l’alta Val Leogra, Posina, l’Altopiano di Tretti e la dorsale Torreselle-Monteviale. Inizia così la storia della Brigata Garibaldi "Ateo Garemi".

Domenica 30 agosto saremo a Recoaro Mille per ricordare la nascita delle formazioni "Ateo Garemi", nell'81°anniversario dall'inizio della Lotta di Liberazione. Quest'anno ricorderemo con affetto anche Mario Faggion, studioso che ha ricostruito e divulgato la storia di Malga Campetto, oltre che ideatore di questa manifestazione. A lui va tutta la nostra gratitudine.

Per prenotare il pranzo chiamare uno dei numeri riportati nella locandina entro il 27 agosto.
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82° ANNIVERSARIO DELL'ECCIDIO NAZIFASCISTA DI MALGA ZONTA🗓 15 agosto 2026🕑 10.00📍Malga Zonta, FolgariaIn ricordo dei civ...
03/08/2026

82° ANNIVERSARIO DELL'ECCIDIO NAZIFASCISTA DI MALGA ZONTA

🗓 15 agosto 2026
🕑 10.00
📍Malga Zonta, Folgaria

In ricordo dei civili Dino Dal Maso, Gildo De Pretto, Angelo Losco e dei partigiani Marcello Barbieri, Antonio Cocco, Romeo Cortiana, Angelo Dal Medico, Fernando Dalla Fontana, Giocondo De Vicari, Gelsomino Gasparoni, Angelo Maistrello, Giuseppe Marcante, Eupremio Marchet, Mario Scortegagna, Giovanni Tessaro, Bruno Viola e Domenico Zordan.

Leggi la storia 👇
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«Dal giugno 1944, in Valleogra, tra il Pasubio e Schio, i nazifascisti subirono l’iniziativa dei ribelli con colpi di mano, agguati, esecuzioni mirate, attacchi, sabotaggi e azioni, tutte organizzate e portate a termine dalle formazioni della Brigata Garibaldi Ateo Garemi. Le relazioni tedesche delimitarono un'area precisa, dove la presenza partigiana era particolarmente virulenta, tra Belluno, la Valsugana, Rovereto, Schio, Bassano del Grappa e Vittorio Veneto. L’imprevista espansione della guerriglia partigiana coincise, da parte nazista, con una riorganizzazione della lotta contro le bande che doveva riportare in sicurezza le valli e le vie di comunicazione tra Veneto e Trentino in previsione di un ripiegamento tedesco che, nell’estate 1944, sembrava imminente. Inoltre, il ripristino di un controllo militare sull'area avrebbe permesso la prosecuzione dei lavori di costruzione di una nuova linea difensiva (Blaue linie), ulteriore argine all'avanzata alleata verso Nord e la Germania. Il ciclo operativo repressivo tedesco ebbe inizio nel giugno 1944 con alcune azioni di assaggio e proseguì, tra agosto e settembre 1944, con una serie di violenti rastrellamenti che, potendo contare su reparti particolarmente addestrati nell’attività di controguerriglia, avevano lo scopo di annientare le forze partigiane presenti. L'operazione Belvedere scattò tra il 12 e il 14 agosto 1944 e colpì la zona libera di Posina coinvolgendo anche una porzione di territorio trentino: nel luglio precedente, i partigiani inquadrati nel Gruppo Brigate Garemi, formazione nata dall’espansione della preesistente brigata, si erano insediati nell'area di confine veneto-trentina, intorno alle malghe di passo Coe, in attesa di un aviolancio alleato. Un gruppo di partigiani guidati da Bruno Viola si sistemò a Malga Zonta. All'alba del 12 agosto, gli uomini di Viola furono circondati da forze tedesche soverchianti e, dopo una sparatoria durata alcune ore, furono costretti alla resa. I sopravvissuti furono raggruppati assieme ad altri 15 civili rastrellati nel corso dell'operazione: alla fine, i tedeschi fucilarono i 14 partigiani più tre malgari accusati di averli aiutati; da parte loro, i tedeschi ebbero tre morti e quattro feriti. I rastrellamenti nazifascisti continuarono con le operazioni Hannover (altopiano di Asiago, 5-7 settembre), Pauke (monti Lessini e valle del Chiampo, 9-15 settembre), Piave (monte Grappa, 21-27 settembre), Grüne woche (Vicentino, primi di ottobre).»

Testo di Lorenzo Gardumi, Atlante delle stragi nazifasciste
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Noi vi aspettiamo il 25 luglio 2026, presso Casa Lelia, Ponte dei Nori, Valdagno, alle ore 19.30!
22/07/2026

Noi vi aspettiamo il 25 luglio 2026, presso Casa Lelia, Ponte dei Nori, Valdagno, alle ore 19.30!

PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA A VICENZA E PROVINCIA

Dalle Alpi alla Val di Noto, da Londra a Montevideo, la tradizione della Pastasciutta Antifascista si radica sempre di più, anche nella nostra provincia, grazie alle volontarie e ai volontari dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.

25/07/2026
⭐️ Porto Burci - Vicenza
⭐️ Sovizzo
⭐️ Marano vicentino
⭐️ S. Vito di Leguzzano
⭐️ Torrebelvicino
⭐️ Schio
⭐️ Montecchio Maggiore
⭐️ Montecchio Precalcino
⭐️ Valdagno
⭐️ Solagna
⭐️ Asiago

Contatta la sezione ANPI del tuo Comune per partecipare!

05/07/2026

Anche quest'anno arriveranno a Schio fascisti nostalgici e neofascisti, ad offendere e provocare la città Medaglia d’argento al valor militare per il contributo dato alla Resistenza ed alla guerra di Liberazione.

Ciò che vengono a fare questi neri figuri, infatti, non è commemorare qualcosa o qualcuno, ma utilizzare un avvenimento tragico come l’Eccidio di Schio per continuare a presentarsi con camicie nere, bandiere e labari che si richiamano esplicitamente al fascismo: quello del regime e quello della Repubblica di Salò.

In un periodo storico nel quale è sempre più evidente il tentativo di "normalizzare" la presenza di simboli, parole d’ordine, modi di espressione e linee di pensiero che, in modo esplicito, fanno riferimento alla pagina più feroce ed infame della nostra storia (quella della violenza, del razzismo, della guerra), far passare questa presenza senza opporvisi è esserne complici. E noi non vogliamo essere complici.

Non dimentichiamo poi che il regime fascista è stato quello della repressione delle lotte del lavoro, dell’eliminazione di sindacati e partiti, del sostegno alle grandi proprietà e della disuguaglianza.

Per questo noi saremo in piazza e, ancora una volta, rivolgiamo un sentito appello alle forze sociali e politiche organizzate, all’associazionismo civile e religioso e a tutte e tutti i cittadini e le cittadine perché si riprenda a partecipare per dire no al fascismo, di ieri e di oggi.

Abbiamo ribadito le nostre motivazioni nel corso di una riunione tenuta dal Prefetto, a seguito della richiesta di incontro avanzata dalla Sindaca di Schio su nostra sollecitazione. Non abbiamo avuto la risposta attesa, la manifestazione fascista non verrà impedita e così, anche quest’anno, non verrà risparmiata questa offesa alla città. Ribadiamo, ancora una volta, che è quella presenza che ci obbliga, politicamente e moralmente, ad essere in piazza per contrastarla.

No al fascismo, sotto qualsiasi forma esso si presenti: manifestiamo insieme pacificamente contro una presenza inaccettabile e provocatoria.

Troviamoci tutti in piazza A. Rossi a Schio Domenica 12 Luglio alle ore 10.00

Promouovono
ANPI Vicenza, AVL, ANED, ANEI, FIAP Vicenza

Aderiscono:
Arci Vicenza, Arci Servizio Civile Vicenza, Donne per le Donne, Radici Libere, Fornaci Rosse - Vicenza, Rete degli Studenti Medi Vicenza, Legambiente, Mediterranea Vicenza, Cgil Vicenza, Pax Christi, Alto Vicentino per la Palestina, Collettivo Rotte Balcaniche Alto Vicentino, Alleanza Verdi Sinistra, Coalizione Civica, Partito Democratico, Sinistra Italiana

La nostra Costituzione, nata dal sacrificio e dal coraggio di chi ha combattuto per la libertà, sancisce all’Articolo 32...
25/06/2026

La nostra Costituzione, nata dal sacrificio e dal coraggio di chi ha combattuto per la libertà, sancisce all’Articolo 32 un principio inalienabile: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Il Servizio Sanitario Nazionale, conquistato dalle lotte operaie e democratiche del secondo dopoguerra, è stato costruito sulla convinzione che ogni cittadino, ovunque risieda, debba avere pari dignità e accesso alle cure. Lo smantellamento del Punto Nascita dell’Ospedale San Lorenzo è una ferita alla coesione del nostro Paese e un attacco diretto a quel patto sociale che chiamiamo democrazia. La scusa dei "500 parti annui" ignora cinicamente le deroghe previste per le aree montane e isolate, dove il diritto alla cura si scontra con la geografia e la distanza. Negare il diritto a un parto sicuro non significa solo abbandonare le nostre comunità montane, ma anche tradire lo spirito di giustizia sociale che ha animato la Resistenza. Per questo la nostra sezione prenderà parte al flash mob di sabato 27 giugno alle ore 10 presso l'Ospedale San Lorenzo. Vi invitiamo a fare altrettanto e a trovare i punti di raccolta firme per salvare il Punto Nascite nell'elenco qui sotto. Proteggiamo la nostra Valle!

Ringraziamo il Comitato Sanità Pubblica Alto Vicentino e Il San Lorenzo Non Si Tocca per portare avanti questa battaglia.

COMMEMORAZIONE DEI SETTE MARTIRI DI VALDAGNO🗓 28 giugno 2026🕑 8.45📍Monumento in contrada BattistiniIn ricordo dei partig...
23/06/2026

COMMEMORAZIONE DEI SETTE MARTIRI DI VALDAGNO

🗓 28 giugno 2026
🕑 8.45
📍Monumento in contrada Battistini

In ricordo dei partigiani Baù Ferruccio, Guadagnin Alfeo, Cenzi Virgilio, Zordan Giovanni Pasquale, Rilievo Francesco, Ceccon Marino e Bietolini Antonio.

Leggi la storia 👇
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«La sera del 30 giugno 1944 una pattuglia partigiana del battaglione "Stella" (divisione "Garemi") attaccò, in località Ghisa, due automezzi del comando tedesco di Valdagno. Morirono un partigiano (Carlo Battistella, "Piccolo") e un ufficiale tedesco (Walter Führ, tenente), mentre un sottufficiale tedesco (Ernst Utz, maresciallo) rimase ferito gravemente (morì il 10 luglio 1944). Il comando tedesco di Valdagno ordinò la rappresaglia: tra il 1° e il 2 luglio 1944 fascisti valdagnesi in borghese arrestarono 8 uomini, dei quali 7 impegnati a vario titolo nell’opposizione al nazifascismo. Tradotti nelle carceri tedesche della città, vennero interrogati nel pomeriggio del 3 luglio 1944. Alle ore 18 dello stesso giorno, gli 8 uomini arrestati vennero trasferiti, su di un camion tedesco, presso il Tiro a segno di Valdagno. Dovettero assistere all’esecuzione, dietro ordine degli esponenti fascisti valdagnesi, un rappresentante degli intellettuali locali, l’ingegner Richter, un rappresentante della classe media, il panettiere Lino Adda, un rappresentante degli operai, Adriano Visonà. L’arrestato Raffaele Preto riuscì a darsi alla fuga, dopo aver individuato un pertugio nel reticolato che delimitava il campo di tiro. I condannati a morte furono divisi a gruppi. Tutti, al momento dell’esecuzione, furono legati a dei pali e bendati. I primi ad essere fucilati furono Ceccon, Bietolini e Rilievo. Poi Cenzi e Zordan. Infine Baù e Guadagnin. Le sette salme furono trasferite nel cimitero comunale, seguite da un corteo di una ventina di civili. Furono sepolti in una fossa comune, senza funerale. La notizia della loro condanna a morte venne divulgata, tramite avviso pubblico, solo ad esecuzione avvenuta.»

Testo di Piero Casentini, Atlante delle stragi nazifasciste
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Indirizzo

Via Vittorio Emanuele, 6
Recoaro Terme
36076

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