03/08/2026
82° ANNIVERSARIO DELL'ECCIDIO NAZIFASCISTA DI MALGA ZONTA
🗓 15 agosto 2026
🕑 10.00
📍Malga Zonta, Folgaria
In ricordo dei civili Dino Dal Maso, Gildo De Pretto, Angelo Losco e dei partigiani Marcello Barbieri, Antonio Cocco, Romeo Cortiana, Angelo Dal Medico, Fernando Dalla Fontana, Giocondo De Vicari, Gelsomino Gasparoni, Angelo Maistrello, Giuseppe Marcante, Eupremio Marchet, Mario Scortegagna, Giovanni Tessaro, Bruno Viola e Domenico Zordan.
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«Dal giugno 1944, in Valleogra, tra il Pasubio e Schio, i nazifascisti subirono l’iniziativa dei ribelli con colpi di mano, agguati, esecuzioni mirate, attacchi, sabotaggi e azioni, tutte organizzate e portate a termine dalle formazioni della Brigata Garibaldi Ateo Garemi. Le relazioni tedesche delimitarono un'area precisa, dove la presenza partigiana era particolarmente virulenta, tra Belluno, la Valsugana, Rovereto, Schio, Bassano del Grappa e Vittorio Veneto. L’imprevista espansione della guerriglia partigiana coincise, da parte nazista, con una riorganizzazione della lotta contro le bande che doveva riportare in sicurezza le valli e le vie di comunicazione tra Veneto e Trentino in previsione di un ripiegamento tedesco che, nell’estate 1944, sembrava imminente. Inoltre, il ripristino di un controllo militare sull'area avrebbe permesso la prosecuzione dei lavori di costruzione di una nuova linea difensiva (Blaue linie), ulteriore argine all'avanzata alleata verso Nord e la Germania. Il ciclo operativo repressivo tedesco ebbe inizio nel giugno 1944 con alcune azioni di assaggio e proseguì, tra agosto e settembre 1944, con una serie di violenti rastrellamenti che, potendo contare su reparti particolarmente addestrati nell’attività di controguerriglia, avevano lo scopo di annientare le forze partigiane presenti. L'operazione Belvedere scattò tra il 12 e il 14 agosto 1944 e colpì la zona libera di Posina coinvolgendo anche una porzione di territorio trentino: nel luglio precedente, i partigiani inquadrati nel Gruppo Brigate Garemi, formazione nata dall’espansione della preesistente brigata, si erano insediati nell'area di confine veneto-trentina, intorno alle malghe di passo Coe, in attesa di un aviolancio alleato. Un gruppo di partigiani guidati da Bruno Viola si sistemò a Malga Zonta. All'alba del 12 agosto, gli uomini di Viola furono circondati da forze tedesche soverchianti e, dopo una sparatoria durata alcune ore, furono costretti alla resa. I sopravvissuti furono raggruppati assieme ad altri 15 civili rastrellati nel corso dell'operazione: alla fine, i tedeschi fucilarono i 14 partigiani più tre malgari accusati di averli aiutati; da parte loro, i tedeschi ebbero tre morti e quattro feriti. I rastrellamenti nazifascisti continuarono con le operazioni Hannover (altopiano di Asiago, 5-7 settembre), Pauke (monti Lessini e valle del Chiampo, 9-15 settembre), Piave (monte Grappa, 21-27 settembre), Grüne woche (Vicentino, primi di ottobre).»
Testo di Lorenzo Gardumi, Atlante delle stragi nazifasciste
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