Il FOTOCINECLUB RECANATI si è costituito nell'Ottobre del 1976, quando alcuni giovani appassionati di fotografia decisero di unire i loro entusiasmi e le loro specifiche conoscenze per promuovere maggiormente questa forma espressiva, nonché per affinare la loro tecnica operativa e sensibilizzarsi al linguaggio fotografico. Da allora, numerose sono state le loro presenze partecipative e, con esse,
le esperienze effettuate nell'ambito della ripresa e della stampa. e pur rimanendo distaccato dal modo di visualizzarsi attraverso l'organizzazione di concorsi fotografici nazionali, il Club e i suoi associati non hanno mai lesinato il loro impegno per favorire e divulgare la cultura della fotografia, realizzando concorsi interni e fra Club limitrofi, ricerche fotografiche d'archivio, retrospettive, mostre e presentazioni di lavori e di libri fotografici di autore. Il tutto senza tralasciare la valorizzazione del patrimonio storico artistico del proprio territorio e l'aspetto socio culturale della loro Recanati, collaborando con Enti, Scuole ed Associazioni. Anche se i mezzi economici a disposizione del Club non permettono grandi progetti, ogni iniziativa (quasi sempre autofinanziata dagli stessi associati) è intrapresa mirando a stimolare la curiosità conoscitiva di quanti vogliono avvicinarsi a questa entusiasmante "pratica mentale". Numerosi sono infatti i giovani che attendono solo un invito sincero ad esprimersi con la "fotografia", o maggiori opportunità informative e formative sulla materia specifica. Probabilmente la "Fotografia" non è ancora ritenuta come momento formativo da quanti hanno a cuore la promozione della cultura e dell'arte come lo sono stati per gli Istituti di "Belle Arti" o per i Conservatori di "Musica". In Italia, i corsi pluriennali di "Fotografia" sono visti come momenti destinati soltanto a pochi "eroi" o a facoltosi "hobbysti". Il F.C.C.RECANATI vuole avviarsi a diventare un momento di aggregazione e di conoscenza, non circoscritto dal limite del suo stesso "circolo" o da "codici" precostituiti, bensì libero ed aperto cenacolo di idee e di uomini, sensibile alle altrui esperienze espressive, sempre vivo ed operante sia all'interno delle sue quattro mura, sia all'ombra mobile di un grande albero.