31/05/2026
Sanità Pubblica: la denuncia della UIL FP contro il declino del sistema e il sacrificio di personale e cittadini.
E mentre c'è chi, facendo attenzione a non dare fastidio, presenta risultati scontatissimi di questionari di cui si poteva tranquillamente fare a meno, noi della UIL non abbiamo paura di denunciare la realtà dei fatti proponendo alle Aziende gli interventi da adottare.
Da Piacenza a Bologna, fino alla Romagna in questo mese di maggio abbiamo denunciato un sistema sanitario regionale ormai al collasso.
La UIL FP ha denunciato con forza il progressivo e grave declino della sanità pubblica in Emilia-Romagna, evidenziando una
carenza cronica e strutturale di organico a cui i vertici aziendali rispondono con soluzioni miopi, temporanee e prive di programmazione strategica. Da Piacenza a Bologna, fino ai territori della Romagna, contestiamo una gestione manageriale che, anziché investire in assunzioni stabili, si limita a "nascondere la polvere sotto il tappeto".
Con l'arrivo della stagione estiva, l'emergenza legata al personale si acuisce drasticamente. Le Direzioni Generali rispondono al legittimo e costituzionalmente irrinunciabile diritto alle ferie dei lavoratori attraverso una resa gestionale caratterizzata da chiusure e accorpamenti di reparti.
La scelta di non procedere a sostituzioni tempestive a fronte di pensionamenti, dimissioni e assenze ha ridotto il personale a vivere in una condizione insostenibile.
I lavoratori, trattati come "pedine intercambiabili", si trovano a gestire carichi di lavoro raddoppiati e contesti di cura ibridi e rischiosi, con un conseguente e pericoloso aumento del rischio clinico per i pazienti.
Turni costantemente rimodulati, salti dei riposi, reperibilità forzata nei giorni di libertà e un accumulo insostenibile di ferie arretrate e straordinari non goduti alimentano un clima lavorativo intollerabile, in cui gli operatori stremati e lasciati soli diventano inoltre bersaglio di aggressioni fisiche e verbali da parte di un'utenza esasperata dalle inefficienze del sistema.
La UILFP punta il dito non solo contro i Direttori Generali delle AUSL, ma anche contro i Sindaci detengono la responsabilità politica di programmazione, indirizzo e verifica. La UIL FP rifiuta la retorica del "va sempre tutto bene" e contesta la normalizzazione di questo declino.
A fronte di questa situazione, già sfociata in mobilitazioni e presidi sul territorio romagnolo a partire dal mese di febbraio, la UIL FP avanza richieste chiare e non negoziabili ai vertici sanitari e politici:
Piano straordinario di assunzioni stabili e immediate per colmare i vuoti di organico e garantire il turnover.
Nuovi modelli organizzativi che valorizzino il personale, tutelando i tempi di vita e di lavoro (conciliazione vita-lavoro) e garantendo turni regolari.
Sicurezza reale e concreta nei posti di lavoro per contrastare ogni forma di aggressione ai danni degli operatori.
Tutela della dignità e dei diritti fondamentali, a partire dalla fruizione regolare delle ferie e dal diritto alla mensa/pasto.
La UILFP non assisterà in silenzio allo smantellamento della sanità pubblica regionale. Difendere i diritti e la dignità dei lavoratori, considerati il vero motore del sistema e non "carne da macello", significa difendere la salute di tutti i cittadini. Se le Aziende Sanitarie non presenteranno piani di tutela reali, lo stato di agitazione e la mobilitazione continueranno fermamente.