07/08/2026
Mentre i prezzi riconosciuti agli agricoltori diminuiscono fino al 34%, quelli sugli scaffali continuano a crescere.
È il quadro analizzato dalla Consulta nazionale Ortofrutta di Coldiretti, riunita a Bologna nella sede di Coldiretti Emilia Romagna, con i rappresentanti della Confederazione nazionale, di Coldiretti Emilia Romagna, delle Federazioni provinciali e delle principali filiere ortofrutticole, insieme ai componenti della Consulta collegati da tutta Italia.
Secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea, si tratta di un andamento anomalo, considerata la minore disponibilità di prodotto, sul quale Coldiretti intende fare piena luce, valutando anche la richiesta di applicazione della normativa contro le pratiche commerciali sleali.
A tale riguardo, sottolinea il Direttore di Coldiretti Ravenna Assuero Zampini, "i monitoraggi da noi eseguiti e tutt’ora in corso in provincia, evidenziano situazioni che parrebbero rientrare proprio nella casistica delle pratiche sleali dato che ci risultano ‘offerte’ per i conferimenti di frutta da industria per trasformazione con prezzi che oscillano da 3 ad 1 centesimo di euro”.
Per Coldiretti Ravenna tutto ciò è a dir poco inaccettabile e l’organizzazione agricola agirà nei modi e nelle sedi opportune: “Si parla tanto di caporalato nei campi – prosegue il Direttore Zampini – ma a ben vedere esiste anche una sorta di caporalato commerciale. Confidiamo che l’industria, alla luce dei considerevoli risparmi sulla testa e la tasca degli agricoltori, abbassi anche i prezzi di confetture e succhi di frutta allo scaffale, così che almeno un qualche beneficio ricada sul consumatore finale”.
E ai problemi interni, si sommano anche quelli legati alle importazioni.
Nei primi quattro mesi dell’anno sono aumentate le importazioni di frutta fresca. Per questo è fondamentale garantire il principio di reciprocità, assicurando che le produzioni importate rispettino gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti alle imprese italiane.
Le alte temperature provocano inoltre scottature sui frutti e riduzioni delle rese. Serve quindi un piano nazionale per l’ortofrutta fondato su innovazione, gestione dell’acqua, difesa delle colture, strumenti assicurativi e accordi di filiera. Occorre inoltre accelerare sulla diffusione delle Tecniche di evoluzione assistita (TEA), dell’agricoltura di precisione e degli strumenti digitali, oltre che sul potenziamento degli invasi e delle infrastrutture irrigue.
Su questi fronti Coldiretti Emilia Romagna ha già ottenuto risultati concreti nel confronto con la Regione, contribuendo a rafforzare gli strumenti a sostegno delle imprese agricole.
L’obiettivo è restituire reddito e prospettive imprenditoriali al comparto, consentendo agli agricoltori di continuare a investire e produrre senza dipendere stabilmente dagli interventi emergenziali. Occorre infine rilanciare i consumi di frutta e verdura italiane attraverso campagne di educazione alimentare, accordi più solidi lungo la filiera e l’apertura di nuovi mercati per il Made in Italy.