18/01/2026
A Ravenna il mosaico di Nicola Montalbini diventa un caso: è temporaneo, ma la città vuole tenerlo
di Noemi Capoccia su
“Nato come intervento temporaneo, il lavoro è diventato nel giro di poche settimane oggetto di un dibattito pubblico che coinvolge cittadini, commercianti, amministrazione comunale e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio: sono molti, infatti, quelli che vorrebbero tenere l’opera anche oltre la fine della Biennale, che si concluderà il 18 gennaio.
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La scelta di intervenire su una superficie calpestabile rappresenta dunque un’eccezione rilevante nel contesto ravennate, noto soprattutto per i mosaici parietali conservati nei complessi monumentali. Proprio questa caratteristica ha contribuito a rendere l’opera immediatamente visibile e accessibile, favorendo un rapporto diretto con lo spazio urbano e con chi lo attraversa quotidianamente. A quasi tre mesi dall’inaugurazione avvenuta il 17 ottobre 2025, tra gli eventi di punta della Biennale, il tappeto musivo continua ad attirare l’attenzione della città. Incontri pubblici di approfondimento, visite guidate, scolaresche in visita testimoniano un coinvolgimento che si è progressivamente ampliato.
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L’amministrazione comunale ha dichiarato la propria disponibilità a valutare positivamente questa ipotesi, ma la decisione finale non rientra nelle sue competenze esclusive. Porta Adriana è infatti sottoposta a vincolo e qualsiasi intervento permanente deve essere autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, articolazione territoriale del Ministero della Cultura. La questione è approdata anche in Consiglio comunale, che nei giorni scorsi ha votato all’unanimità una richiesta formale alla Soprintendenza affinché l’opera di Montalbini possa restare nel luogo attuale”.
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