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Al Consiglio di Stato la vittoria della trasparenza sulle armi nel porto di Ravenna. USB: adesso basta traffici, il 30 o...
16/10/2026

Al Consiglio di Stato la vittoria della trasparenza sulle armi nel porto di Ravenna. USB: adesso basta traffici, il 30 ottobre è sciopero

Un importante vittoria per gli attivisti contro la guerra di Ravenna: il Consiglio di Stato ha dato ragione giornalista Linda Maggiori e al suo avvocato Andrea Maestri, respingendo l'appello dell’Agenzia delle Dogane riguardo il segreto sul traffico …

09/10/2026
09/10/2026
09/10/2026

Aggressioni, autobus non sicuri e nessuna risposta: il 9 ottobre sciopero di 24 ore in Start Romagna. I sindacati: «Non aspetteremo la prossima aggressione o una tragedia prima di intervenire».

La sicurezza di lavoratori e passeggeri non può più essere rimandata. Per questo le Segreterie
regionali dell’Emilia-Romagna, insieme alle Segreterie provinciali di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, proclamano uno sciopero di 24 ore di tutto il personale di Start Romagna S.p.A. per venerdì 9 ottobre 2026, nel rispetto delle fasce di garanzia previste dalla legge.

La decisione arriva dopo l’ennesimo grave episodio di violenza ai danni di un lavoratore. Il 5 ottobre, a Rimini, sulla linea 9, un autista di Start Romagna è stato aggredito e ha riportato una prognosi di 20 giorni.

Un episodio che, secondo le organizzazioni sindacali, non può essere considerato isolato. Negli ultimi periodi si sono infatti susseguiti incidenti e aggressioni a bordo degli autobus, sia nei servizi urbani sia in quelli extraurbani, mentre continuano ad arrivare dai lavoratori segnalazioni sulle condizioni di
sicurezza dei mezzi e del servizio.

«La sicurezza non può essere una promessa: servono interventi immediati».

Le organizzazioni sindacali denunciano una situazione che è stata ripetutamente segnalata all’azienda, anche attraverso gli RLS, senza che siano state messe in campo risposte ritenute adeguate alla gravità delle criticità.

A essere esposti al rischio sono gli autisti, i verificatori, i passeggeri e gli stessi utenti della strada.

Particolarmente grave è la questione degli autobus che risultano ancora sprovvisti di paratie di protezione del posto guida. Una condizione che, alla luce delle recenti aggressioni, rende ancora piùurgente intervenire per tutelare chi ogni giorno lavora a bordo dei mezzi pubblici.

Per i sindacati non è più accettabile una gestione delle criticità basata sull’attesa.

«Non possiamo aspettare che ci scappi un danno irrevocabile per mettere in sicurezza gli autobus e il servizio. Prima di parlare di mobilità, occorre garantire che quella mobilità sia sicura per chi guida, per chi viaggia e per chi si trova sulla strada», affermano le organizzazioni sindacali.

La proclamazione dello sciopero rappresenta quindi una presa di posizione netta: la sicurezza viene prima di tutto e non può essere sacrificata per esigenze organizzative o per garantire una mobilità che, nelle condizioni attuali, i lavoratori ritengono non sufficientemente sicura.

Il 9 ottobre il personale di Start Romagna dei bacini di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini incrocerà dunque, le braccia per chiedere risposte concrete e interventi immediati.

La richiesta è semplice e non più rinviabile: mettere in sicurezza il personale, i mezzi e il servizio prima che un'altra aggressione o un altro incidente producano conseguenze ancora più gravi.

Lo sciopero si svolgerà nel rispetto delle fasce di garanzia previste dalla normativa vigente.

Filt CGIL Luigi Montesano

Fit Cisl Rita Scarano

Faisa Cisal Carmelo D’Urso

Usb Lavoro Privato Giuseppe Montesano

Ugl Autoferro Alberto Palmieri

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pu...
09/10/2026

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato ed invita a costruire una grande giornata di protesta in tutto il Paese. In gioco c’è l’impennata dei prezzi, a partire dai carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori e lavoratrici che ormai non recuperano neanche più l'inflazione, di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo Meloni, schierato apertamente dalla parte delle compagnie petrolifere e delle banche

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Per l’Avvocatura Generale dello Stato “è in corso una guerra mondiale a pezzi e ibrida che coinvolge, tra gli altri, anc...
28/08/2026

Per l’Avvocatura Generale dello Stato “è in corso una guerra mondiale a pezzi e ibrida che coinvolge, tra gli altri, anche l’Italia”. È quanto scritto nella memoria a difesa della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione territoriale Emilia Romagna e Marche, per contestare alla giornalista Linda Maggiori la possibilità di accedere agli atti e ai documenti relativi alle attività nel porto di Ravenna.

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USB: presidio davanti al Comune di Ravenna. Basta complicità con il traffico di armi, con guerre, riarmo e genocidio. Ne...
28/08/2026

USB: presidio davanti al Comune di Ravenna. Basta complicità con il traffico di armi, con guerre, riarmo e genocidio. Nessun impegno concreto da parte del sindaco Barattoni

USB esprime pieno sostegno alla mobilitazione che ieri ha attraversato Ravenna, in concomitanza con l’udienza presso il Consiglio di Stato relativa al ricorso della giornalista e attivista Linda Maggiori per ottenere gli atti sulla circolazione delle armi nel porto cittadino. La richiesta di trasparenza riguarda un tema che investe l’intero Paese: la movimentazione di armamenti e materiali dual use nei porti italiani, spesso avvolta da una opacità amministrativa che contrasta con i principi di legalità e con la legge 185/1990.

Il presidio davanti al Comune di Ravenna ha denunciato il rifiuto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di fornire i dati richiesti, nonostante la normativa imponga controlli rigorosi e accesso alle informazioni. La cittadinanza ha il diritto di sapere se dai porti italiani partono armamenti diretti verso paesi coinvolti in conflitti e in gravi violazioni dei diritti umani, incluso il genocidio in corso contro il popolo palestinese.

La nostra posizione è chiara: chi lavora nei porti non può essere trasformato in ingranaggio della filiera bellica, né può essere esposto a responsabilità che non gli competono.

Il sindaco di Ravenna, Barattoni, ha scelto di non incontrare USB, confermando l’ambiguità di un’amministrazione che evita il confronto con chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori e che si limita a proporre strumenti generici, come osservatori nazionali, senza affrontare la questione centrale: la trasparenza immediata sui traffici di armamenti.

USB ribadisce che la complicità con la corsa al riarmo è un processo trasversale, sostenuto anche dall’Unione Europea, che punta a militarizzare la logistica e i porti, trasformando luoghi di lavoro civile in nodi strategici della filiera bellica globale.

Per questo USB sarà protagonista della mobilitazione internazionale dei porti del 30 ottobre, che vede già l’adesione di 50 scali nel mondo. Una mobilitazione che afferma un principio semplice e radicale: noi non lavoriamo per la guerra.

USB continuerà a battersi per la trasparenza, per la pace e per la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, costruendo una prospettiva concreta per espellere la guerra dalle nostre vite e dai nostri luoghi di lavoro.

USB Ravenna

Benzina e gasolio fuori controllo, bollette in crescita, pensioni e salari fermi: non possiamo stare a guardare
25/08/2026

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25/08/2026

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