07/08/2026
CALDO NEI CANTIERI: ESSERE AL CHIUSO NON SIGNIFICA POTER LAVORARE IN QUALSIASI CONDIZIONE
Ricordiamo agli imprenditori edili una cosa molto semplice.
Sì, conosciamo l'ordinanza della Regione Emilia-Romagna e sappiamo perfettamente che distingue le lavorazioni con esposizione prolungata e diretta al sole da quelle svolte al chiuso.
Ma essere al chiuso NON significa che il caldo, l'umidità e le condizioni dell'ambiente di lavoro possano essere ignorati.
Esiste il D.Lgs. 81/2008 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il rischio derivante dal microclima deve essere valutato e gestito. L'organizzazione del lavoro deve tenere conto delle condizioni effettive in cui le persone stanno lavorando. Devono essere adottate misure di prevenzione e protezione adeguate e devono essere messi a disposizione dei lavoratori i DPI necessari rispetto ai rischi presenti.
Se si lavora in locali con caldo e umidità insopportabili, scarsa aerazione, presenza di polveri e condizioni tali da provocare mal di testa, giramenti di testa o altri malesseri, la risposta non può essere semplicemente: "Siete al chiuso, quindi l'ordinanza non vale".
L'ordinanza sul caldo e il D.Lgs. 81/2008 sono due questioni diverse.
Il cambiamento climatico sta rendendo queste temperature sempre meno eccezionali. Dovremo probabilmente convivere sempre più spesso con periodi di caldo estremo.
Proprio per questo deve diventare normale anche PRETENDERE L'APPLICAZIONE DELLE LEGGI SULLA SICUREZZA.
Organizzare diversamente il lavoro.
Prevedere pause adeguate.
Garantire acqua e luoghi di recupero idonei.
Ridurre l'esposizione alle condizioni più gravose.
Garantire aerazione e misure adeguate contro le polveri.
Fornire i DPI necessari.
E quando non ci sono le condizioni per lavorare in sicurezza, intervenire sull'organizzazione e sulla lavorazione.
Perché nel 2026 non è accettabile vedere ancora imprenditori che considerano la salute dei lavoratori un ostacolo alla produzione.
I lavoratori non sono schiavi.
La sicurezza sul lavoro non è una concessione dell'imprenditore.
È un obbligo.
E fare rispettare la legge continuerà ad essere il nostro lavoro.