06/09/2026
MODE CHE RITORNANO
C'era un tempo in cui, soprattutto negli istituti comprensivi, i docenti venivano convocati a scuola per il "riordino aule", nei giorni di giugno non occupati da lezioni, esami o organi collegiali.
Premesso che ogni lavoratore della scuola è comunque tenuto ad aver cura di arredi e attrezzature in ogni momento, il dedicare a ciò specifiche giornate non aveva alcun supporto normativo.
Pian piano questa usanza scemò, tranne che in qualche istituto particolarmente coriaceo nel mantenimento delle tradizioni.
Ma, si sa, la scuola è considerata un'azienda e del suo modello ha mutuato anche la ciclicità delle proposte, sia nella didattica, semmai dando nomi nuovi a cose vecchie, sia nel resto, e così, come nella moda pare tornino in auge tessuti a pois e tinte forti, nei nostri ambienti di lavoro si ripropone il refrain del riordino, corroborato anche dal catastrofico utilizzo dei locali da parte di altre entità, talvolta non più a giugno, ma a settembre.
Con una novità, anche se non ovunque: tale attività viene inserita nel piano annuale, le 40 + 40 h, cercando in tal modo di aggiungere una parvenza di legittimità.
L'escamotage però è fragile e non regge.
L'art. 44 del CCNL del 2024 elenca con meticolosità e puntiglio ciò che può essere ricompreso in tali quote orarie: collegi docenti (e loro emanazioni), programmazioni e verifiche di inizio e fine anno, informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini e dell'andamento delle attività educative della scuola dell'infanzia, consigli di classe, di interclasse e di intersezione, ecc. Poi, sciaguratamente, i sindacati firmatari del CCNL 2024 han voluto aggiungervi la coazione all'aggiornamento, ma qui ci si ferma.
Niente riordino straordinario di alcunché, così come niente taglio dell'erba in cortile, riparazione delle grondaie, partecipazione ad un rave party o qualsiasi cosa possa ve**re in mente grazie alla fervida fantasia di qualcuno.
Così come un collegio docenti non può deliberare un aumento di stipendio (purtroppo), non può agire similmente con cose che esulino dai paletti che il CCNL vigente pone.
Questo è bene che sia chiaro.