23/05/2022
La storia dello spitfire di Janse Van Rensburg
La vicenda di Van Rensburg era stata studiata a cavallo tra il 2019 ed il 2020 , avevamo identificato l’area del crash site e reperito tutta la documentazione del caso . Abbiamo deciso di raccontarvela così, in un piccolo nuovo format che di tanto in tanto proporremo, e spero che vi piaccia, perché racchiude dietro di se una storia molto interessante ed anche molto significativa per le famiglie che rischiarono la vita per aiutare questo giovane sudafricano.
Il 27 Luglio 1944 , il Tenente D.J.S Janse Van Rensburg, in forza al 2° squadron Saaf ( South African air force) , a bordo di un caccia mod. Spitfire IX , viene colpito dalla contraerea tedesca nella zona del passo dei mandrioli, in seguito ad un mitragliamento a terra. L’aereo riporta danni al sistema di raffreddamento e così, il pilota sale di quota fino a 3000 piedi e cerca di puntare la direzione delle linee alleate; tuttavia poco dopo è costretto a lanciarsi sui cieli della Vallesanta, un attimo prima che il suo Spitfire prenda fuoco . Il suo aereo si schianta non lontano dall’abitato di Frassineta, mentre egli atterra con il paracadute in un campo vicino alla località denominata “ Sala Vecchia”.
Nel campo ci sono alcune donne ed un anziano, e si vedono atterrare il pilota nel poco grano rimasto che cercano di mietere. Immediatamente l’anziano indica al pilota l’abitato di Corezzo, suggerendogli di prendere per quella direzione. Pochi minuti dopo arrivano però, i tedeschi, che interrompono il lavoro dei contadini e cominciano a chiedere a costoro dove sia andato il pilota, e trovandosi ancora il paracadute sul terreno, devono averlo visto per forza. I contadini sono impauriti , ci sono alcuni attimi di silenzio durante i quali, una delle donne emette involontariamente una smorfia, ed un soldato la colpisce con uno schiaffo, considerando probabilmente tale smorfia un’offesa. A questo punto l’anziano indica ai tedeschi la direzione opposta a quella presa dal giovane sudafricano.
I tedeschi proseguono la ricerca, ma alcuni portano i contadini alla loro casa, ce li chiudono dentro e la piantonano, lasciando capire che se non verrà localizzato il pilota alleato saranno guai per loro. Cala il buio , e mentre i soldati tedeschi sono ancora fuori dalla casa, i contadini sentono bussare alla porta, aprono pensando so tratti di qualche tedesco, ed invece, si trovano davanti il giovane tenente alleato. Seguono attimi concitati, perché i civili sanno benissimo che se li dovessero scoprire verrebbero tutti fucilati e la casa probabilmente bruciata.
L’anziano di casa prende in mano la situazione, e decide di uscire di nascosto per portare via l’ospite inatteso. Così Van Rensburg viene condotto presso una casa colonica isolata, fuori dalle aree frequentate dai tedeschi, e qui resta nascosto per diversi giorni, vestito in abiti civili e sfamato dai civili locali.
Un giorno si sparge la voce che gli inglesi sono arrivati al paese di Chitignano, che non è molto lontano da quella zona, e così il giovane pilota decide di tentare la sorte e raggiungere i reparti alleati.
L’impresa riesce, e così egli può rientrare fra gli effettivi del 2° squadron il 27 agosto 1944, un mese dopo il suo abbattimento.
Alcuni sostengono che quel pilota sia deceduto agli inizi del 1945 nei balcani, ma non è così: Si tratta di un caso di omonimia ( D. J Janse Van Rensburg, in forza al 5° squadron, che volava con il mustang, anziché con lo spitfire è effettivamente deceduto il 23 gennaio 1945 ed è tumulato al cimitero alleato di Belgrado, ma non è il “ nostro “ pilota).
D.J.S Janse Van Rensburg torna a Frassineta ,tra la fine degli anni ’40 e la metà degli anni ’50, e consegna al parroco locale un encomio per l’intero paese ed un piccolo premio in valuta per il suo salvataggio.
Questo fatto verrà scoperto poi, perché pare che la valuta sia finita tra le pieghe della tonaca…e l’encomio sparito.
Il paracadute viene recuperato subito, e verrà usato per confezionare un abito da sposa, qualche camicetta da bambino, e con un piccolo pezzo ne verrà fatto un drappo tutt’ora presente all’interno della piccola chiesetta( anche la parte azzurra con la quale hanno fatto una croce è parte del paracadute, che era originariamente tutto di seta bianca con due spicchi celesti. )
Un abitante di Frassineta conserva ancora il ruotino posteriore di quell’aereo, come fosse una reliquia.
Qui finisce la storia del giovane pilota che cercò di salvarsi la vita, e ci riuscì, e delle famiglie di contadini locali che con molteplici rischi lo aiutarono nel suo obiettivo