22/07/2025
Il clown è una figura ancestrale, un buffone, una figura transculturale che si perde nella notte dei tempi, che si trova in tutte le culture, che ha la capacità di ridere di sé, della proprie disgrazie, che non si lascia sopraffare dagli eventi della vita.
E’ l’aria fresca della vita che si dispone al centro “della pista” per far ridere della sua ignoranza e semplicità.
Il clown parte dal presupposto che nel gioco e attraverso di esso i bambini riproducono la realtà del mondo adulto, creando la loro realtà e gettano un ponte verso l’affascinante e a volte “pauroso” mondo che li circonda.
Per i bambini, infatti, il gioco è una preparazione-partecipazione alla vita reale, è una dimensione dove non bisogna dimostrare “a tutti i costi”, perché l’interessante è “esserci”.
Il gioco diverte, dà pace e buon umore, sia a chi guarda che a se stessi, crea complicità, disponibilità con altre persone, fa nascere una relazione.
Attraverso la relazione ci si può per gioco “calare” in una situazione di vita...di malattia, permettendo alla nostra umanità di esprimersi e, tutto questo senza forzare, favorendo “solo” la comunicazione, il passaggio delle emozioni, reinventando la realtà.
Perché ride.........un bambino in ospedale?!!!!....perchè, attraverso il clown, il bambino vede l’adulto straordinario in grado di viaggiare a piacimento nel mondo della fantasia....sente l’aria fresca della vita.
Il suo arrivo, per quanto “conosciuto”, è imprevisto, incontrollato, burrascoso, è senza regole!!!
Il clown dottore va visto, quindi, come una figura di sostegno e di aiuto concreto ai percorsi terapeutici, sia con i bambini che con gli adulti.
Il clown non è una persona ma uno stato d’animo attraverso il quale esplora “coscientemente” le sue debolezze, i suoi limiti e le sue contraddizioni trasformandoli in risata.
Attraverso il gioco cerca la complicità, il contatto, stimolando il bambino a liberarsi delle paure.
Certamente non può, per miracolo, fermare una tempesta, ma può donare “un ombrello” che aiuti ad avanzare meglio e a ritrovare la strada.
I clown dottori, nei reparti ospedalieri, con i loro camici colorati, ed attraverso il gioco aiutano a vincere, nei più piccoli, le paure per i dottori.....ad aprire uno spiraglio nella malattia, trasmettendo nel gioco la possibilità di continuare a mettere in gioco la propria capacità ad incontrarsi con gli altri attraverso “un tempo di festa” in cui divertirsi insieme..... scambiandosi le esperienze.
Ed è talmente profondo questo incontro che, talvolta, non è richiesta “la risata”, ma “solo e soltanto” un po’ di compagnia.
Quella compagnia che, facendoti mettere da parte, sia pure per un “attimo”, il dolore, la solitudine inviti alla speranza.