23/05/2026
Manifesto al Santo Padre
La Terra dei Fuochi: il grido di una terra ferita che invoca verità, giustizia e speranza
Santità,
Le consegniamo questo manifesto come voce di una terra che soffre, ma che non ha smesso di sperare.
La Terra dei Fuochi non è soltanto un luogo geografico. È il simbolo di una ferita profonda inflitta al Creato e alla dignità umana. È il nome dato a un territorio della Campania che, per decenni, è stato segnato dall'abbandono di rifiuti, dai traffici illeciti, dai roghi tossici e da scelte che hanno anteposto interessi economici e criminali al bene comune e alla tutela della vita.
Acerra, Giugliano e numerosi altri comuni sono diventati il volto di questa tragedia. Intere comunità hanno vissuto nell'angoscia, assistendo all'avvelenamento della terra, dell'acqua e dell'aria. Molte famiglie hanno conosciuto il dolore della malattia e della perdita dei propri cari; molte madri e molti padri hanno dovuto convivere con la paura per il futuro dei propri figli.
Eppure, accanto a questa sofferenza, è nata una straordinaria testimonianza di cittadinanza attiva. Donne e uomini, giovani e anziani, associazioni, medici, insegnanti, sacerdoti e semplici cittadini hanno avuto il coraggio di denunciare, di informare, di resistere all'indifferenza e di chiedere verità e giustizia.
Santità,
la Terra dei Fuochi non riguarda soltanto chi vi abita. Essa interpella la coscienza dell'intera umanità. Ci ricorda che non può esistere autentica giustizia sociale senza giustizia ambientale; che la difesa della vita umana passa anche attraverso la difesa del Creato; che la salute delle persone e la salute della terra sono inseparabili.
Questa tragedia ci insegna che quando il territorio viene ferito, viene ferita anche la comunità; quando il Creato viene violato, viene offesa la dignità dell'uomo; quando prevalgono l'indifferenza e il profitto, a soffrire sono soprattutto i più fragili.
Per questo Le chiediamo di continuare a richiamare la Chiesa e il mondo intero alla responsabilità verso la casa comune, affinché il dramma della Terra dei Fuochi non sia considerato una vicenda locale, ma una questione morale universale.
La Sua presenza ad Acerra rappresenta per noi un segno di vicinanza, di ascolto e di speranza. È la testimonianza che il dolore delle comunità non è dimenticato e che la ricerca della verità può ancora generare giustizia e riconciliazione.
Le affidiamo il grido di questa terra e delle sue famiglie, con la certezza che la speranza, sostenuta dalla verità e dalla solidarietà, può trasformare una ferita in un cammino di rinascita.
Con filiale rispetto e profonda gratitudine,
Le cittadine e i cittadini della Terra dei Fuochi, custodi della vita, della dignità umana e del Creato.