07/12/2025
Vi è mai capitato di passeggiare in qualche paesino e trovare delle bottiglie piene d'acqua davanti a porte, finestre o scale?
Provate a chiedere a cosa servano, riceverete sempre una risposta inequivocabile e certa: ad evitare che i gatti facciano la p**ì nelle vicinanze.
C'è chi sostiene che ciò avvenga in quanto si creano dei giochi di luce che li infastidisce, per altri la riluttanza ad avvicinarsi è data dal loro atavico timore per l'acqua... ma cosa c'è di vero?
Beh, niente. Si tratta solo di una leggenda metropolitana ben radicata da decenni non solo in Italia.
Nasce tutto nel 1980, quando il giardiniere neozelandese Eion Alexander Scarrow diffuse l'idea che cani e gatti non avrebbero fatto p**ì nei punti in cui si faceva rotolare una bottiglia piena di acqua. Tempo dopo lui stesso dichiarò che si era trattato di un pesce d'aprile - Eion, che simpatico umorista -, ma ormai era tardi: la fake news ante litteram si era diffusa a macchia di pip... ehm... d'olio, portando molta gente a crederci.
È una diceria talmente diffusa nel mondo che in Giappone questa pratica ha addirittura un nome ad hoc: Nekoyoke.
Una bufala innocua e folkloristica che, tuttavia, evidenzia come sia facile diffondere una diceria, il che, spesso, può avere gravi ripercussioni. Si pensi allo studio di Wakefield del 1998, il quale evidenziò una correlazione tra il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia e l’autismo: venne dimostrato che i dati erano gravemente carenti ed alterati per motivazioni personali, tanto da venir radiato dall’Ordine Professionale dei Medici... ma ormai la frittata era fatta e ancora oggi c'è chi crede che i vaccini causino autismo o "misteriosi malori".
La morale? Fate sempre attenzione alle fonti, anche se, purtroppo, ci sono casi in cui anche quelle autorevoli possono rivelarsi