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28/04/2026

2400 persone d equipaggio bloccati sulle navi nello stretto di Hormuz dove incominciano a scarseggiare i viveri e il personale sottoposto a stress per mancanza di notizie certe circa il loro ritorno in famiglia

26/04/2026

C’è un luogo, nel sistema globale, dove la geografia diventa potere. Non è una capitale, non è una base militare. È uno stretto di mare. Hormuz. Una striscia d’acqua larga poche decine di miglia nautiche tra Iran e Oman, ma da cui passa una quota decisiva dell’energia mondiale. In altre parole, una delle principali arterie strategiche del pianeta. Un vero collo di bottiglia da cui dipendono equilibri economici, scelte politiche e stabilità internazionale.

Quando Hormuz si ferma, il mondo rallenta. Non è una formula giornalistica. È un dato strutturale.Basta che la tensione salga perché il traffico si riduca, le rotte vengano modificate, i costi assicurativi aumentino e, a catena, si riflettano su prezzi, inflazione e sistemi produttivi.La geopolitica, in fondo, è anche questo: controllo dei passaggi obbligati.

Chi controlla Hormuz non controlla solo un tratto di mare, ma una leva capace di influenzare mercati e governi. Non a caso, ogni crisi mediorientale riporta questo nome al centro dell’attenzione. E tuttavia, in questa grande partita globale, esiste un livello meno visibile.

Quello delle navi. Si parla di flussi energetici e percentuali, ma quei numeri viaggiano su scafi reali, con equipaggi reali. Navi che attraversano questo corridoio e che, quando la tensione cresce, diventano elementi esposti, vulnerabili, senza possibilità di sottrarsi.Perché il mare, quando si chiude, non offre alternative. Non esistono deviazioni immediate. Una nave dentro il Golfo Persico, con lo stretto impraticabile, è semplicemente bloccata. E qui il discorso cambia natura. Oggi si parla di guerra, di missili, di droni. Ai miei tempi i pericoli erano diversi. Erano pericoli nautici: condizioni del mare, errori di navigazione, limiti tecnici. Non c’era la minaccia diretta di un conflitto armato. Ma una cosa era identica: la solitudine. Il comandante, allora come oggi, era solo davanti alle decisioni. Il mare non cambia in questo. Cambiano i mezzi, cambiano i rischi, ma non cambia quella condizione profonda: la responsabilità senza appello.

Oggi, però, a quella solitudine si aggiunge un elemento nuovo: l’impotenza geopolitica. Un comandante può affrontare una tempesta, può gestire un’avaria.Ma non può nulla contro una crisi internazionale. E così, mentre i governi discutono e i mercati reagiscono, ci sono navi ferme. Alla fonda o alla deriva. In attesa.Una nave ferma è una nave che consuma senza avanzare. Consuma risorse, consuma equilibrio, consuma tempo. E soprattutto mette alla prova gli uomini.

Il marittimo è un civile. È abituato al rischio, ma a un rischio che fa parte del mestiere. Qui invece entra in gioco l’imprevedibilità. E la dimensione più difficile non è l’azione, ma l’attesa. L’attesa sotto minaccia.

Nel grande schema geopolitico questo non compare. Si parla di sicurezza energetica, di strategie, di rotte alternative. Ma resta una domanda più concreta.Cosa accade a chi è già lì?

Accade che il mare, da spazio aperto, diventa spazio chiuso. Accade che la libertà di navigazione si riduce a una possibilità teorica.E accade che il comandante torna al centro.Non solo come figura tecnica, ma come punto di equilibrio umano. Deve mantenere lucidità, gestire tensioni, sostenere uomini che non possono agire. Ai miei tempi la solitudine era parte del mestiere. Oggi rischia di diventare isolamento. E questa è forse la differenza più profonda: non nel mare, ma nel mondo attorno.

Perché il mare resta lo stesso. Ma il contesto è diventato più instabile.

E quando l’instabilità incontra un passaggio obbligato come Hormuz, non si limita a creare una crisi regionale. Diventa un problema globale. Con effetti immediati sui mercati, ma conseguenze dirette sugli uomini. A questo punto, la riflessione non può fermarsi al contingente. L’Europa, ancora una volta, si scopre esposta. Dipendente da rotte lontane, vulnerabile a crisi che non controlla. Si parla da anni di autonomia energetica, ma la realtà dimostra quanto questo obiettivo sia ancora incompiuto. Non basta diversificare le fonti: occorre ripensare strategie e visione marittima.

E qui entra in gioco anche l’Italia. Paese naturalmente proiettato nel Mediterraneo, con una tradizione marittima profonda, ma spesso inconsapevole del proprio ruolo. L’Italia non è solo consumatrice di energia: è, o dovrebbe essere, una nazione marittima capace di comprendere il valore strategico delle rotte e dei porti.Perché il mare non è solo commercio. È potere. La crisi di Hormuz lo dimostra: chi non controlla le proprie vie di accesso finisce per dipendere da chi le controlla.

Forse questa crisi dovrebbe insegnare qualcosa. Che la sicurezza non è solo militare, ma anche economica e marittima. Che la libertà di navigazione non è garantita per sempre. E che il mare, per un Paese come il nostro, non è un orizzonte. È un destino.

26/03/2026

In questa crisi economica si parla di tutto . Petrolio, gas, navi, economia ma nessuno parla sugli equipaggi dei marittimi prigionieri sulle navi, lontani dalle famiglie con difficoltà di viveri e impossibilitati a tornare a casa....ma sono SOLO marittimi.

12/03/2026

referendum rappresenta uno degli strumenti più alti e diretti della democrazia. È il momento in cui un popolo, senza intermediari, può esprimere la propria volontà su un tema specifico, decidendo se una scelta è giusta o sbagliata secondo la propria coscienza, la propria esperienza e la propria visione del futuro. È un atto collettivo che appartiene ai cittadini, non ai partiti.

Eppure, troppo spesso, ciò che dovrebbe essere un confronto libero e consapevole si trasforma in un terreno di scontro politico. La polarizzazione tra schieramenti, la logica del “pro” e “contro” legata alle appartenenze, il tentativo di trasformare ogni consultazione in un test di forza tra destra e sinistra rischiano di snaturare completamente il significato del referendum.

Quando il dibattito si riduce a una contrapposizione ideologica, si perde di vista l’essenza dello strumento: la possibilità per ogni cittadino di valutare nel merito, senza pressioni e senza etichette, ciò che ritiene più utile per il Paese.

Il referendum non è un’arena politica, ma un momento di responsabilità collettiva. Non è un voto “per” o “contro” un governo, né un giudizio su un leader o su un partito. È una scelta che riguarda un tema preciso, e che dovrebbe essere affrontata con rispetto, informazione e maturità.

Restituire al referendum la sua dignità significa: favorire un confronto basato sui contenuti e non sulle tifoserie, evitare di trasformare la consultazione in una battaglia identitaria, mettere al centro la volontà popolare, non la convenienza politica, riconoscere che la democrazia diretta è un patrimonio di tutti

Solo così il referendum può tornare a essere ciò che la Costituzione ha voluto: uno strumento di partecipazione reale, non un campo di battaglia tra schieramenti.

12/03/2026

La guerra in Medio Oriente sta causando la “più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale”, costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione.

Lo indica l’Agenzia internazionale per l’energia. Nel suo ultimo report mensile, l’Aie riferisce che la produzione di greggio è attualmente in calo di almeno 8 milioni di barili al giorno, con ulteriori 2 milioni di barili al giorno bloccati relativi ai prodotti petroliferi, inclusi i condensati, un volume pari a quasi il 10% della domanda mondiale.

La decisione dell’Agenzia internazionale per l’energia di svincolare le riserve globali di petrolio per fronteggiare gli effetti della guerra in Iran ha avuto un “forte impatto” sui mercati energetici. Lo ha detto il direttore esecutivo dell’Aie, Fatih Birol, in conferenza stampa a Istanbul, all’indomani della raccomandazione dell’agenzia di un rilascio coordinato di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche globali per attenuare uno degli shock petroliferi più gravi dagli anni ’70, il più grande intervento di questo tipo nella storia. I mercati energetici globali si trovano ora in un “punto di svolta critico”, ha aggiunto Birol.

Con l’avvio ufficiale dell’Anagrafe e del libretto di navigazione digitali (AGEMAR), previsto dal decreto legge 19/2026,...
24/02/2026

Con l’avvio ufficiale dell’Anagrafe e del libretto di navigazione digitali (AGEMAR), previsto dal decreto legge 19/2026, il settore marittimo italiano compie un salto di qualità atteso da anni. La FIT‑CISL accoglie con soddisfazione l’introduzione della nuova piattaforma digitale, frutto di un lavoro condiviso ai tavoli con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Comando Generale e le parti sociali del comparto.

Secondo il sindacato, la digitalizzazione dell’Anagrafe della gente di mare e del libretto di navigazione rappresenta un intervento normativo concreto, costruito attraverso un percorso “lungo, paziente e costruttivo”, che ha visto la partecipazione attiva delle organizzazioni sindacali, delle associazioni datoriali e del Fondo Nazionale Marittimi.

Semplificazione e modernizzazione per rafforzare la bandiera italiana

La FIT‑CISL sottolinea come il provvedimento risponda a esigenze ormai imprescindibili: semplificazione amministrativa, riduzione della burocrazia, modernizzazione degli strumenti operativi.

Elementi che, insieme, contribuiscono a rendere più competitivo il sistema marittimo nazionale e, allo stesso tempo, a garantire maggiori tutele alle lavoratrici e ai lavoratori del mare. Competitività e diritti, ribadisce il sindacato, non sono obiettivi in contrasto, ma due binari che devono procedere parallelamente.

L’impegno del sindacato nella fase attuativa

FIT e CISL confermano inoltre la volontà di vigilare con attenzione sulla fase di implementazione della digitalizzazione, affinché gli strumenti previsti diventino rapidamente operativi e producano benefici tangibili per chi lavora ogni giorno a bordo delle navi italiane.

“Il nostro impegno – evidenzia la nota – è garantire che questa innovazione non resti sulla carta, ma si traduca in un miglioramento reale delle condizioni di lavoro e delle procedure amministrative”.

Fit e Cisl soddisfatti dell'avvio dell'anagrafe e del libretto di navigazione che miglioreranno i diritti dei lavoratori marittimi

23/02/2026

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) celebrano il ventesimo anniversario della Maritime Labour Convention (MLC 2006), definita il “quarto pilastro” del diritto marittimo internazionale. La Convenzione, frutto di un consenso tripartito tra governi, armatori e lavoratori, ha trasformato le condizioni di vita e di lavoro dei marittimi in tutto il mondo.

Punti chiave: sono come Miglioramento dei diritti dei marittimi: standard minimi su salari, orari di lavoro e riposo, alloggi, salute, assistenza medica, protezione sociale e meccanismi di conformità.

La Concorrenza leale: la MLC ha ridotto la competizione sleale basata su condizioni di lavoro inadeguate, rafforzando sicurezza ed efficienza del trasporto marittimo. La Pandemia come spartiacque: il COVID-19 ha evidenziato il ruolo essenziale dei marittimi e l’importanza di applicare pienamente la Convenzione.

Ci sono Sfide ancora aperte: abbandono dei marittimi, criminalizzazione, attacchi illegali alle navi, affaticamento, salari non pagati, negato accesso a terra. Il Comitato tripartito speciale continua ad aggiornare la Convenzione per rispondere alle nuove esigenze. Infine la Cooperazione IMO–OIL: sviluppo di linee guida su abbandono, trattamento equo, incidenti, e creazione del gruppo di lavoro congiunto JTWG per affrontare temi come bullismo e molestie, incluse quelle sessuali.

16/01/2026

anche del personale di terra, parte essenziale dell’organizzazione aziendale e del servizio reso.

Le Segreterie Nazionali restano a disposizione per ogni chiarimento e continueranno a monitorare l’applicazione dell’accordo, garantendo trasparenza, tutela e informazione costante ai lavoratori.

13/01/2026

Ministero della Salute ha reso noto che, in data 17 dicembre 2025, sono stati pubblicati sul portale istituzionale due Avvisi pubblici per il conferimento di incarichi di medico generico fiduciario e di medico generico fiduciario domiciliare destinati all’assistenza sanitaria e medico-legale del personale navigante, marittimo e dell’aviazione civile.

Il primo Avviso riguarda 5 incarichi nelle regioni Calabria e Sicilia, così ripartiti:

Calabria: 1 incarico per il Comune di Scilla.

Sicilia: 4 incarichi per i Comuni di Pachino, Siracusa, Augusta e Pozzallo.

Il secondo Avviso prevede 3 incarichi nelle regioni Campania, Puglia e Molise, nello specifico:

Campania: 1 incarico per il Comune di Bacoli.

Puglia: 1 incarico per il Comune di Monopoli.

Molise: 1 incarico per il Comune di Termoli.

Gli Avvisi sono consultabili sul sito del Ministero della Salute e risultano affissi presso le Capitanerie di Porto e gli ambulatori territoriali degli Uffici USMAF-SASN. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 19 gennaio 2026, come previsto dal D.M. 95/2013.

Le domande devono essere trasmesse esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata all’indirizzo [email protected], utilizzando lo schema allegato agli Avvisi e indicando nell’oggetto la località per la quale si concorre.

Il Ministero ricorda inoltre che eventuali segnalazioni relative a località prive di adeguata assistenza sanitaria possono essere inoltrate agli Uffici USMAF-SASN competenti, che valuteranno l’eventuale avvio delle procedure per nuovi incarichi.



MARITTIMI&NAVI DI TORRE D’AMARE IL SITO DEI MARITTIMI…………PER INSERIMENTI LOGHI SOCIETA’ COMUNICATI INVIARE EMAIL [email protected]….TELEFONO UFFICIO DAL LUNEDI AL VENERDI CELLULARE 3770803697…..SIAMO PRESENTI ANCHE COME WHATS APP 3770803697 SEMPRE ATTIVO………..HAI DEI DUBBI SULE NUOVE CIRCOLARI, DECRETI MINISTERIALI, QUESITI, MANDA UNA EMAIL A [email protected] UN NOSTRO ESPERTO TI RISPONDERA’……

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01/12/2025

Livorno – Un nuovo capitolo si apre per il trasporto marittimo regionale: la Regione Toscana ha avviato il bando unico per l’affidamento dei servizi di cabotaggio, segnando un momento cruciale per la continuità territoriale e la tutela occupazionale dei marittimi. Tra i protagonisti, i lavoratori Toremar accolgono con favore l’iniziativa, definendola “un passo importante” verso la stabilità e il riconoscimento del loro ruolo strategico.

Il bando, che mira a garantire servizi regolari e di qualità tra la terraferma e le isole dell’arcipelago toscano, rappresenta una risposta concreta alle istanze sollevate da tempo dalle comunità locali e dai lavoratori del settore. In una lettera indirizzata alla Regione, i marittimi Toremar hanno espresso apprezzamento per l’impegno istituzionale, sottolineando come la nuova fase possa consolidare diritti, professionalità e prospettive future.

“Questa iniziativa rafforza il legame tra servizio pubblico e dignità del lavoro marittimo,” si legge nella nota dei lavoratori. “La continuità territoriale non è solo una questione logistica, ma un presidio sociale e culturale che merita attenzione e investimenti.”

La Regione, da parte sua, ha ribadito l’importanza di un sistema di trasporto efficiente e sostenibile, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e valorizzare le competenze di chi opera quotidianamente in mare. Il bando unico, frutto di un percorso condiviso, si configura come strumento di trasparenza e rilancio, in un settore che ha dimostrato resilienza e dedizione anche nei momenti più critici.

Con questa nuova fase, si rafforza il ruolo dei marittimi come custodi della mobilità insulare e interpreti di una tradizione che unisce lavoro, territorio e memoria.

28/11/2025

Martedì 2 dicembre 2025 l’Auditorium Parco della Musica di Roma ospiterà l’Assemblea Generale di ALIS – Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, un appuntamento di grande rilievo per il mondo delle imprese, delle istituzioni e della politica.

L’evento, annunciato dal Presidente di ALIS Guido Grimaldi, si svolgerà nella prestigiosa Sala Santa Cecilia dalle ore 9 alle 13.30 e vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti del Governo, degli enti e dell’industria. Al centro del dibattito: il futuro della logistica, la mobilità sostenibile, la transizione energetica, la digitalizzazione, le sfide occupazionali e la competitività del sistema produttivo nazionale.

Il programma prevede interviste, interventi istituzionali e sessioni tematiche, moderati da Bruno Vespa, Monica Maggioni e Massimo Giletti. Tra i relatori figurano i Ministri Antonio Tajani (Affari Esteri e Cooperazione Internazionale), Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti), Francesco Lollobrigida (Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste) e Giuseppe Valditara (Istruzione e Merito).

“L’Assemblea Generale – ha sottolineato Grimaldi – si pone l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e stakeholder, promuovendo un modello integrato, sostenibile e competitivo che valorizzi il Made in Italy, l’innovazione, le infrastrutture e la coesione sociale. Siamo lieti di aver ottenuto il patrocinio di quattro Ministeri, un segnale di attenzione verso il lavoro che portiamo avanti e i temi che poniamo in evidenza”.

L’iniziativa si conferma dunque come un momento di confronto strategico, da cui emergeranno idee e proposte concrete per sostenere il tessuto imprenditoriale e l’intera filiera logistica italiana.

Per informazioni e accrediti: sito ufficiale

Indirizzo

Via Roma 160
Procida
80079

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
Martedì 09:00 - 12:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
Giovedì 09:00 - 12:00
Venerdì 09:00 - 12:00

Telefono

+390818968002

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