12/08/2025
Una questione di dignità, moralità e diritti
Gentili rappresentanti politici,
non possiamo più ignorare ciò che dietro a un semplice cartello si cela: un vero e proprio simbolo di esclusione e ingiustizia. Il divieto di accesso al marciapiede non è solo una segnaletica, ma un atto che esclude, che impedisce la libertà di movimento e viola il diritto fondamentale di ogni cittadino a vivere la propria città con dignità e sicurezza.
Accettare passivamente questo cartello significa sdoganare il concetto di inaccessibilità, riducendolo a un mero divieto scritto su un foglio o una targa, come se bastasse un semplice segnale per giustificare la negazione di un diritto. Così facendo, normalizziamo una realtà in cui l’esclusione viene mascherata e accettata, aprendo la strada a una società che tollera sempre più barriere invisibili e concrete.
Ogni barriera che si pone tra una persona e lo spazio pubblico è una ferita alla nostra società, un passo indietro rispetto ai valori di inclusione, uguaglianza e solidarietà che dovrebbero ispirare il nostro agire politico e civile. Non possiamo accettare che chi è più fragile — persone con disabilità, anziani, genitori con bambini piccoli — venga privato del diritto fondamentale di camminare liberamente e senza paura.
Vi invito con urgenza a non girare lo sguardo dall’altra parte, ma a prendere posizione concreta per abbattere queste barriere. Solo così potremo onorare davvero i principi di giustizia e rispetto che devono guidare la nostra convivenza civile.
Con profonda fiducia nel vostro concreto e celere impegno, Dino Ambrosino, La Procida che vorrei, Procida per tutti, Luigi Muro Vorreiprendereiltreno,