Ipazia Prato

Ipazia Prato Associazione di volontariato con l'obiettivo di promuovere una cultura di uguaglianza e inclusione E non siamo ancora stanche...

Ipazia era una filosofa e scienziata vissuta ad Alessandria d'Egitto. Ipazia insegnava agli uomini, Ipazia era una donna estremamente intelligente e colta, e per questo fu uccisa. La nostra associazione prende ispirazione da questo personaggio storico e nel 2011 vede la luce, con l'obiettivo di generare nuove occasioni di scambio dentro la città. Da allora Ipazia è stata lotta contro la violenza sulle donne, teatro, musica, scambio.

Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di visitare la mostra "Vivono. Arte e affetti, HIV-AIDS in Italia. 1982-1996"...
06/05/2026

Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di visitare la mostra "Vivono. Arte e affetti, HIV-AIDS in Italia. 1982-1996" presso il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci in compagnia di una guida molto speciale, il curatore Michele Bertolino.

Una mostra che ricompone la storia dimenticata delle artiste e degli artisti italiani colpiti dalla crisi dell'HIV-AIDS.
Opere, poesie, paesaggi sonori e video si intrecciano con archivi e memorie personali per attraversare gli anni dal 1982 al 1996, dalla prima segnalazione di AIDS conclamato in Italia, all'arrivo delle terapie antiretrovirali.

Un percorso necessario per ricordarci che questa malattia esiste ancora, che le sue storie meritano di essere ascoltate e che dimenticare non è un'opzione.

Hai tempo per visitarla fino al 10 maggio, ne vale la pena!

🎬Ieri sera per   - la rassegna q***r realizzata  da Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci con  Asterisco - abbiamo...
17/04/2026

🎬Ieri sera per - la rassegna q***r realizzata da Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci con Asterisco - abbiamo presentato il film "Sorry Baby" di cui Eva Victor, oltre a essere la protagonista, ne ha curato regia e sceneggiatura.
Scrittura raffinata, delicata, che si costruisce più per levare che per aggiungere, con un filo di ironia alla Fleabag che attraversa la sceneggiatura.

Nella pellicola, il trauma della violenza viene affrontato senza essere spettacolarizzato e senza alcuna narrazione morbosa. Viktor sceglie di soffermarsi non sull’abuso quanto sull’elaborazione del trauma, a tratti profonda, a tratti maldestra, talvolta nell’incapacità di esprimerla a parole – di trovare un linguaggio puntuale, oggettivo, giusto per descrivere il trauma.
Quando ne parla, Viktor racconta: “Volevo rimanere emotivamente vicina alla confusione del mio personaggio, alla disperazione, al male, al dolore e alla paura senza entrare nei dettagli. Volevo anche che il pubblico credesse alle sue parole, alla sua storia, perché nella vita reale sentiamo parlare le vittime delle loro esperienze ma a volte pensiamo che mentano”.

Se purtroppo ieri ve lo siete perso, dovete assolutamente recuperarlo 😊

Per la prima volta Ipazia ha incontrato ragazz* delle scuole all'interno del progetto Scuola Aperta di  al  .dagomari di...
15/04/2026

Per la prima volta Ipazia ha incontrato ragazz* delle scuole all'interno del progetto Scuola Aperta di al .dagomari di Prato.
Per spiegare quello che siamo e che facciamo, abbiamo portato con noi un paio di occhiali - le nostre lenti femministe - e abbiamo provato a raccontare lo sguardo sul mondo che quelle lenti ci permettono di avere.
Ragazz* ci hanno raccontato attraverso le parole che vedete nelle immagini quello che risuonava in loro ascoltando la nostra storia di attivismo e di politica.

Siamo felici di condividere che questo giovedì saremo al  per un nuovo appuntamento della rassegna cinematografica “Pezz...
13/04/2026

Siamo felici di condividere che questo giovedì saremo al per un nuovo appuntamento della rassegna cinematografica “Pezzi Unici. Una rassegna molto poco etero”, organizzata da 🌈.

Come associazione Ipazia, avremo il piacere di presentare il film “Sorry, Baby”, esordio alla regia di Eva Victor.

Attraverso un linguaggio visivo intimo e curato, la pellicola ripercorre il vissuto della protagonista tra frammenti di memoria e la ricerca di un nuovo equilibrio dopo un trauma. Un lavoro che mette al centro il corpo e la riappropriazione della propria narrazione personale.

📌 Info e orari:
Quando: Giovedì 16 aprile, ore 21:00
Dove: Cinema Centro Pecci, Prato
Biglietti: Acquistabili direttamente al botteghino oppure online sul sito del Centro Pecci.

Vi aspettiamo in sala 💜

Venerdì 20 marzo alle 18:30 ti aspettiamo al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci per un evento fuori cartellone ...
16/03/2026

Venerdì 20 marzo alle 18:30 ti aspettiamo al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci per un evento fuori cartellone del Festival Femminista 🤩
Parleremo di "Senza legge. Perché l’educazione sessuo-affettiva è una questione politica" con Monica Pasquino Martina Cacciato di Re-Vulva e Diana Lenzi (Educare alle differenze).

Ti aspettiamo!

Domenica 22 febbraio abbiamo attraversato insieme un momento importante durante il nostro festival: l’assemblea delle do...
11/03/2026

Domenica 22 febbraio abbiamo attraversato insieme un momento importante durante il nostro festival: l’assemblea delle donne del Coordinamento Migranti Prato, “Libere insieme. Conversazione aperta su indipendenza, femminismo, antirazzismo, libertà”, ospitata negli spazi della .

È stato uno spazio di parola, ascolto e confronto nato dalle storie e dalle esperienze di donne che vivono ogni giorno l’intersezione tra genere e soggettività minorizzate: identità e storie migratorie, processi di razzializzazione, precarizzazione, appartenenze plurali.

Abbiamo provato a interrogarci insieme su cosa significhi essere libere, fuori dal paradigma coloniale ed eurocentrico di un femminismo bianco che spesso non riesce a vedere tutte le vite e tutte le traiettorie.

Ognuna è partita da una parola che per sé ha un significato politico e personale: dialogo, autodeterminazione, libertà, coraggio, identità, rappresentanza, comunità.

Parole che hanno aperto riflessioni profonde su come le strutture di potere eteropatriarcali attraversino ogni spazio della vita.
Su quanto sia complesso abitare la contraddizione tra il desiderio di raccontare e rivendicare con orgoglio la propria cultura - contrastando stereotipi e narrazioni etnicizzanti - e il vivere, allo stesso tempo, l’oppressione maschilista dentro e fuori le proprie comunità.

Da questo confronto è emersa con forza una consapevolezza condivisa: la libertà di scegliere per sé stesse, anche quando si costruisce in una negoziazione continua con la dimensione collettiva, resta il cuore di ogni processo di emancipazione.

Ed è proprio da qui che l’Assemblea si propone di aprire alla città il proprio spazio: insieme, in una prospettiva interculturale e decoloniale, facendo crescere e risuonare voci troppo spesso invisibilizzate.

A partire da Prato, una città attraversata ogni giorno da questa ricchezza di storie, esperienze e lotte condivise.

Sabato 28 febbraio abbiamo chiuso la quarta edizione del Festival Femminista con un talk che sentivamo necessario: “Smis...
04/03/2026

Sabato 28 febbraio abbiamo chiuso la quarta edizione del Festival Femminista con un talk che sentivamo necessario: “Smisurate. Scendere dalla bilancia per ricominciare ad ascoltarsi”.

Abbiamo aperto il pomeriggio dando parola alle sorelle di , che hanno condiviso con entusiasmo l’esito della raccolta firme di , iniziativa per garantire il diritto ad un ab**to sicuro e accessibile in tutta Europa.

Con noi .bagnuli , che abbiamo riabbracciato con emozione dopo la prima edizione del festival, e .
Con loro abbiamo parlato di cultura della dieta e di grassofobia, di cosa significa rifiutare un approccio prescrittivo e punitivo alla nutrizione, di cosa comporta vivere in una società che misura il valore dei corpi in base alla loro conformità. Di cosa vuol dire attraversare il mondo come persona grassa e razzializzata, quando l’intersezionalità non è uno slogan ma un’esperienza concreta.

Abbiamo nominato il controllo, il giudizio, la feticizzazione, parlando inoltre di rappresentazione, di salute mentale e di quanto sia faticoso, a volte, dover difendere la propria esistenza da chi la legge come un errore da correggere.

Grazie a .bagnuli , e per la forza delle loro parole.

Grazie a .illustration presente durante il pomeriggio che ha dato forma visiva a questa edizione del festival con le immagini della grafica.

Grazie alle sorelle di per averci ricordato che i diritti si difendono insieme.
Grazie al per lo spazio che ci ha accolto, grazie al pubblico partecipe e alla nostra fotografa per gli scatti della giornata.

Chiudiamo questa edizione con una posizione chiara: i corpi non si controllano, non si misurano, non si disciplinano. Si autodeterminano. Sempre

Sabato 14 febbraio abbiamo attraversato insieme il secondo talk del Festival Femminista “Vampate di libertà. Menopausa, ...
27/02/2026

Sabato 14 febbraio abbiamo attraversato insieme il secondo talk del Festival Femminista “Vampate di libertà. Menopausa, età e desiderio oltre lo stigma”.

È stato un pomeriggio potente e luminoso, in cui abbiamo riso, ci siamo emozionat*, ci siamo riconosciut*.

Insieme a Valeria Parrella, Lisa Ginzburg, Laura Marziali, Antonella Questa e Alessandra Pellegrini abbiamo parlato di menopausa come esperienza plurale: non una fine, ma un passaggio che può diventare spazio di consapevolezza, desiderio, riscrittura di sé.

Con e .ginzburg abbiamo riflettuto su quanto sia urgente cambiare narrazione: sottrarre la menopausa al silenzio, allo stigma, all’idea di invisibilità.

Con abbiamo dato voce anche alla menopausa precoce, rompendo un altro tabù.

Con abbiamo attraversato il teatro come spazio politico, capace di smontare stereotipi su età e corpo femminile.

Con Alessandra Pellegrini di abbiamo ricordato dell’importanza di parlare di menopausa al plurale: perché i corpi non sono tutti uguali e le esperienze non sono universali.

Abbiamo nominato ciò che spesso viene taciuto, abbiamo rivendicato desiderio, complessità e abbiamo trasformato le “vampate” davvero in libertà.

Grazie di cuore alle nostre ospiti per la generosità e la forza delle loro parole.

Un ringraziamento al per lo spazio, al pubblico partecipe e caloroso e alla nostra fotografa che ha saputo restituire la luce di questo incontro.

Sabato 7 febbraio abbiamo aperto il nostro festival femminista con il primo talk: “Lavoro ergo sono a pezzi. Salute ment...
26/02/2026

Sabato 7 febbraio abbiamo aperto il nostro festival femminista con il primo talk: “Lavoro ergo sono a pezzi. Salute mentale, performance e diritto al riposo”.

Abbiamo scelto di raccontarlo adesso, mentre siamo all’ultima settimana del festival, perché certi incontri non si archiviano: si lasciano decantare.

Insieme a e siamo partite da una domanda scomoda: il lavoro ci nobilita o ci consuma?

Quando abbiamo iniziato ad identificarci quasi esclusivamente con ciò che facciamo, abbiamo accettato che la produttività diventasse misura del nostro valore. Ma noi siamo molto più delle nostre performance, molto più dei risultati, delle scadenze, dei traguardi.

Abbiamo parlato di salute mentale, di burnout, di ansia da prestazione, di una cultura che celebra l’iper-efficienza e stigmatizza la stanchezza. Di nuove generazioni che mettono in discussione il mito del sacrificio permanente e rivendicano tempo, senso, equilibrio.

E poi del lavoro di cura, quello invisibile, non retribuito, dato per scontato. Quello che continua a gravare in modo sproporzionato sulle donne, che spesso tengono insieme tutto: casa, relazioni, figli, lavoro salariato. E che si sentono comunque in difetto.

Abbiamo nominato la stanchezza cronica per quello che è: non una fragilità individuale, ma il sintomo di un sistema che pretende sempre di più e restituisce sempre meno. Un sistema che ci vuole performanti, disponibili, grate, anche quando siamo a pezzi.

Da questo confronto è emersa una consapevolezza chiara: il diritto al riposo è un diritto politico.
Rallentare è un atto di resistenza e sottrarci alla logica della produttività a ogni costo è un gesto femminista.

Un grazie profondo a e per la lucidità, la radicalità e la cura con cui hanno abitato questo spazio.

Grazie a chi era con noi, per l’ascolto, le domande, le emozioni condivise.
Grazie a per le bellissime foto e al per l’accoglienza.

🎬 Questo giovedì torna la rassegna cinematografica del Festival Femminista, in collaborazione con  per la proiezione di ...
24/02/2026

🎬 Questo giovedì torna la rassegna cinematografica del Festival Femminista, in collaborazione con per la proiezione di “Lettre à ma fille depuis les pays des femmes” di .

La serata é curata da e vedrà la presenza della regista , che al termine della proiezione dialogherà con La Nara in un momento di confronto aperto al pubblico.

Il documentario (Francia, 2024 – 50’) è una lettera filmata alla figlia sedicenne e, simbolicamente, a tutte le ragazze del mondo. Un gesto intimo e politico insieme.

Nella Francia dell’epoca , le speranze di un futuro più giusto si scontrano con la realtà di una violenza di genere quotidiana e sistemica. Il “pays des femmes” evocato nel titolo non esiste, ma alla consapevolezza di una società ancora costruita a misura di maschio si affianca la forza di un movimento collettivo che chiede trasformazione radicale.

Tra cinema, confessione e letteratura, il film intreccia frammenti di vita e incontri con donne impegnate nella lotta contro la violenza di genere.

Una serata di visione e parola condivisa, dove il cinema incontra l’impegno concreto sul territorio.

📆 Giovedì 26 febbraio
⏰ ore 21
📍Cinema Terminale

Biglietti acquistabili online o direttamente in cassa.

Indirizzo

Via Pistoiese 245
Prato
59100

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