11/06/2026
Sette giorni e sei notti di sciopero davanti ai cancelli della Pelletteria Chen Mingzhi di via Parini a Campi Bisenzio (FI).
Siamo arrivati davanti a questo covo del lavoro nero seguendo le tracce della «delocalizzazione in loco» della Pelletteria Andrea di via Castronella, un capannone che si trova a solo un chilometro di distanza.
La Pelletteria Andrea aveva provato a spostare alla Chen Mingzhi una parte delle commesse. L’aveva fatto dopo aver chiuso la fabbrica, rifiutandosi di rispondere alle richieste di stabilizzazione contrattuale dei lavoratori. A marzo gli operai avevano ottenuto dei contratti full-time dopo un controllo dell’Ispettorato, ma erano contratti determinati: il ricatto di questa precarietà continuava a imporgli turni di 12 ore in assenza di misure di sicurezza che portavano a infortuni continui.
Alla Chen Mingzhi abbiamo incontrato Ahsan, che da quasi un anno cuciva borse lavorando dodici ore al giorno per sei giorni la settimana. Venerdì scorso, quando ha visto i lavoratori della Pelletteria Andrea davanti al cancello Ahsan ha deciso di aderire allo sciopero per ottenere un contratto di lavoro regolare. Scavalcato il cancello della fabbrica in cui era rinchiuso, sta lottando insieme ai suoi nuovi compagni da una settimana per ottenere giustizia.
Il contratto a tempo indeterminato è l’unica garanzia di uscire da un ciclo di precarietà che costringe i lavoratori a sottostare alle condizioni imposte dalle aziende in merito ai turni di lavoro. Si è aperta oggi una trattativa con l’azienda, che speriamo possa raggiungere un esito positivo già in questi giorni.
Nel mentre si continua a lottare per riportare le commesse alla Pelletteria Andrea e tornare a lavoro con i diritti. Ieri abbiamo incontrato il sindaco di Campi Bisenzio, a cui abbiamo chiesto di sostenere la lotta contro le delocalizzazioni all’interno del territorio che amministra.
Quello della pelletteria è un settore sempre più caratterizzato da altissimi tassi di sfruttamento, che si parli di fast fashion o di filiere del lusso. Lo abbiamo visto con la vertenza dei lavoratori Montblanc che ha interessato questo territorio negli scorsi anni, lo abbiamo visto con le amministrazioni giudiziarie portate avanti dalla Procura di Milano, e lo vediamo oggi con l’intreccio tra queste due vertenze.
Campi Bisenzio può e deve essere un territorio che rappresenta un’alternativa allo sfruttamento. Può e deve essere un territorio in cui i diritti dei lavoratori vengono rispettati e la lotta alle delocalizzazioni viene sostenuta da politica, istituzioni e cittadinanza attiva. Passate a trovarci in via Parini 29!