14/09/2026
Concordiamo è anche il nostro Ideale! Non sempre ma spesso!
A volte, nei servizi educativi 0-6, iniziamo dalla domanda sbagliata:
➡️“Che attività posso proporre?”
Cerchiamo idee, scegliamo un tema, prepariamo materiali, immaginiamo un risultato.
E solo dopo arrivano i bambini.
Ma cosa succederebbe se provassimo a invertire l’ordine?
1️⃣Prima osservo.
Chi ho davanti? Cosa lo incuriosisce? Dove si ferma? Cosa cerca? Come entra nelle esperienze? Quando partecipa e quando, invece, si allontana?
2️⃣Poi progetto.
Forse questo modo di lavorare spaventa un po’.😱
Perché avere già deciso cosa fare, quali attività proporre e dove vogliamo arrivare ci fa sentire più sicure.
Partire dai bambini significa invece accettare che una parte del percorso non possa essere conosciuta in anticipo.
Significa lasciare spazio all’imprevisto, osservare ciò che accade e, qualche volta, riconoscere che quello che avevamo pensato non sta funzionando e deve essere modificato.
‼️Ma questo non significa improvvisare.
Anzi.
Per non avere già deciso tutto servono ancora ➕ osservazione, competenza e intenzionalità.
Perché progettare non significa semplicemente scegliere cosa far fare ai bambini.
➡️Significa costruire intorno a loro spazi, tempi, materiali, relazioni e possibilità di esperienza e osservare come ciascuno li attraversa.
E quando qualcosa non funziona, prima di domandarci:
“Perché questo bambino non fa quello che gli propongo?”
possiamo provare a chiederci:
“Cosa posso cambiare io?”
Forse la sfida più grande è proprio questa: lasciare andare un po’ del controllo, senza lasciare andare l’intenzionalità. ❤️
Perché ciò che osserviamo nei bambini dovrebbe avere davvero il potere di cambiare ciò che progetteremo domani.